Pokemon app,l’Islam bandisce il videogioco “E’ come l’alcol ed è blasfemo”

Pokemon app,l'Islam bandisce il videogioco "E' come l'alcol ed è blasfemo"

L’Islam ha proibito l’app Pokémon go paragonata all’alcol, è questo quanto dichiarato da Abbas Schoumann il vice capo ed assistente degli imam di Al-Azhar ovvero la massima autorità islamica sunnita in Egitto. Stando a quanto riferito da Schoumann, pare che il videogioco Pokémon possa influenzare la mente in modo negativo e soprattutto pare che faccia male al giocatore e agli altri senza che ve ne sia consapevolezza. L’applicazione al momento non sembra essere disponibile anche se da mercoledì sono molti i giovani che sono comunque riusciti a procurarsi il gioco sui propri smartphone.

Il gioco sembra essere molto popolare in tutto il mondo, tanto che in Turchia proprio in questi giorni migliaia di persone si sono riversate diritto nelle strade alla ricerca delle figure virtuali arrivando anche a cercare all’interno delle moschee. “Questo mina l’importanza e il significato delle moschee, che sono i più bei luoghi di preghiera dell’Islam. Voglio che sia vietata in Turchia”, ha detto il capo dell’Unione degli Imam Locali, Diyanet-Sen, Mehmet Bayaraktutar, citato dal quotidiano Haberturk.

In seguito alle dichiarazioni del vicecapo da assistente degli imam di Al-Azhar nella giornata di ieri seppur con motivazione del tutto diverso, anche l‘esercito israeliano fatto sentire la tua voce e ha vietato l’applicazione Pokémon ai militari perché l’app rischia di fare la spia; giocare con tale videogioco sembra essere stato paragonato a bere gli alcolici che come sappiamo il proibito dall’Islam. “Quel gioco può essere utilizzato per raccogliere informazioni utili all’intelligence”, ha avvertito seriamente l’esercito. La vicenda sembra abbia colpito e preoccupato di conseguenza la Germania, dove da giovedì l’app è scaricabile. La portavoce del Memoriale dell’Olocausto a Berlino, Sarah Friedrich, ha lanciato un appello a cittadini e visitatori a non giocarci proprio nell’area dedicata al ricordo dello sterminio degli ebrei nel Terzo Reich.

Secondo quanto riferito da Schoumann la tecnologia deve essere utilizzata soltanto quando questa permette all’uomo di poter risparmiare soprattutto tempo e fatica ma non di certo per giocare o per passarsi il tempo, e dunque, sembra essere stato preso di mira anche lo smartphone che quando diventa un’ossessione, le persone potrebbero finire, stando il pensiero del vice capo di assistente degli imam di Al-Azhar, per trascurare il lavoro e la preghiera. “Questo mina l’importanza e il significato delle moschee, che sono i più bei luoghi di preghiera dell’Islam. Voglio che sia vietata in Turchia”, ha detto il suo capo, Mehmet Bayaraktutar, citato dal quotidiano Haberturk. Pare che in Turchia il ministro della Salute abbia invitato i cittadini a non giocare in giro per le città nelle ore più calde lanciando anche un appello ai cittadini turchi a guardare la strada e non lo schermo del cellulare soprattutto quando si attraversa. Se in molti Paesi l’app Pokemon ha creato parecchi disagi, pare che negli USA invece c’è chi ha pensato di usare il gioco anche in politica, ed infatti a San Francisco due candidati al Senato si sfideranno con l’app.

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