Pordenone, tragedia al lago della Burida mamma con a bordo il figlio piccolo si lancia in acqua: morti entrambi

Pordenone, tragedia al lago della Burida mamma con a bordo il figlio piccolo si lancia in acqua morti entrambi

Una vera tragedia quella avvenuta nella giornata di ieri a Pordenone, dove una madre è morta insieme al suo figlioletto prigionieri dell’auto inabbisata nel lago della Burida. Le vittime sono Federico Piva, ovvero un piccolo di soli 4 anni rimasto intrappolato nel seggiolino dell’auto e Cristina Furlan, ovvero una giovanissima mamma di 36 anni originaria di Porcia che ha raggiunto il suo piccolo sul sedile posteriore, molto probabilmente per slacciargli le cinture di sicurezza e metterlo in salvo mentre l’acqua invadeva l’abitacolo dal finestrino del guidatore abbassato.

La donna insieme al suo piccolo stavano raggiungendo il padre di lei ovvero Luigi Furlan il quale li attendeva nella casa sul lago, sulla sponda opposta, dove Cristina è cresciuta insieme ai suoi su fratelli ovvero Devis e Sabrina. L’allarme sarebbe scattato intorno alle ore 10.40 quando una 75enne del osto ha notato con stupore la Volkswagen touran grigia scendere a bassa velocità lungo la stradina erbosa che costeggia il lago per poi finire nel lago. Le evidenze delle indagini, secondo quanto riferito dagli investigatori coordianti dal dirigente della Squadra Volanti della Questura, Piergiovanni Rodriguez, porterebbero ad escludere la disgrazia, ma le verifiche sono comunque ancora in corso.

Dopo lo shock iniziale l’anziana signora ha telefonato al 113 e poi ha avvicinato un residente, ovvero Ferruccio Barel che abita proprio di fronte al lago, l’uomo si sarebbe tuffato nel lago dove tra l’altro continuavano ad affiorare ancora le bolle dell’ossigeno provenienti dall’abitacolo sprofondato, con le ruote nell’aria. Purtroppo Barel nonostante si sia tuffato non è riuscito a raggiungere il veicolo perchè l’acqua era troppo scura e gelida e ormai l’auto aveva toccato il fondo a circa tre mesi di profondità. «Non possiamo esprimerci in maniera definitiva prima dell’ esecuzione dell’autopsia», hanno detto fonti investigative.L’autopsia, disposta dal sostituto procuratore Pier Umberto Vallerin è stata fissata per la giornata di oggi.

L’ipotesi più plausibile è quella secondo la quale la donna si sarebbe lanciata con l’auto ed il figlio piccolo accanto la donna, e dunque si tratterebbe di un caso di omicidio-suicidio,ipotesi che si fa sempre più realistica, ma dall’altra parte non si esclude che si sia trattata di un incidente. Sul luogo dell’incidente sono giunti il sostituto procuratore Vallrin ed il vicequestore aggiunto Pier Giovanni Rodriguez, oltre che il nucleo sommozzatori dei pompieri, ma prima dell’arrivo degli stessi era stato convocato Alex Marson ovvero il titolare del negozio di attrezzature subacquee Explorers in via Montereale euno degli Speleo-sbu più conosciuto della regione ed è stato proprio lui a consegnare il corpicino del piccolo Federico.L’autopsia, disposta per stamattina, chiarirà tuttavia se la donna abbia ingerito una dose tale di farmaci ansiolitici – alcune confezioni, aperte, sono state trovate nella sua borsa – che possa averla spinta, in una sorta di trance, a prendere la discesa sterrata verso il lago anziché proseguire lungo via della Burida. I

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