Poveri con figli? il governo da 320 euro al mese, e agli altri?

Se non è un reddito minimo garantito, ci assomiglia. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha annunciato un sostegno di 320 euro al mese per un milione di poveri. TI governo ha approvato un disegno di legge delega ed entro sei mesi dall’approvazióne del Parlamento arriveranno i decreti attuativi. La riforma dovrebbe partire nel 2017, ma già quest’anno saranno utilizzati 600 milioni di euro presenti nella legge di Stabilità. L’obiettivo è aumentare l’indennità e il numero dei beneficiari, partendo dagli indigenti con figli per arrivare ai 4,1 milioni di italiani in condizioni di povertà assoluta, la parte più disagiata dei 17,3 milioni di cittadini che secondo Euro-stat sono a rischio povertà.

La via scelta dal governo Renzi è alternativa al reddito di cittadinanza e al reddito minimo garantito, proposti dal Movimento 5 Stelle e da Sinistra ecologia libertà. Vediamo in che cosa consistono queste due proposte:

• reddito di cittadinanza.

È un sussidio percepito solo per il fatto di essere cittadini di uno Stato, destinato a chi ha più di 18 anni, è inoccupato o disoccupato e ha un reddito da lavoro o una pensione sotto la soglia di povertà. È uno dei cavalli di battaglia di Beppe Grillo e del suo Movimento, che lo hanno pensato per cittadini italiani, comunitari o provenienti da un Paese che ha firmato un trattato con l’Italia per garantire diritti sulla sicurezza sociale. L’ipotetica cifra mensile dell’aiuto è cambiata nel corso degli anni, passando dai 1.000 euro durante la campagna elettorale 2013 agli attuali 780. La platea potenziale del reddito di cittadinanza è di circa dieci milioni di persone. La proposta non ha mai avuto vita facile in Parlamento, soprattutto per mancanza di coperture economiche. Secondo i’Istat, per realizzarla, ci vorrebbero 14,9 miliardi di euro l’anno, una somma elevata che sarebbe difficile da giustificare agli occhi dell’Unione Europea.

• reddito minimo garantito. Lo propone la coalizione di Sinistra ecologia libertà. Si tratta di un contributo di 600 euro al mese per tutte le persone inoccupate, disoccupate e precarie con un reddito annuo inferiore a 7.200 euro. I beneficiari dovrebbero essere residenti in Italia da almeno 24 mesi e iscritti alle liste di collocamento dei Centri per l’impiego. Per l’Istat questa misura verrebbe a costare addirittura 23,5 miliardi di euro l’anno: è rimasta sulla carta.

Soluzioni alternative sono state proposte dagli economisti. Andrea Fumagalli, docente di Economia politica all’università di Pavia, sostiene per esempio l’istituzione di un reddito minimo di 640 euro al mese, cioè la soglia di povertà, che andrebbe a sostituire i sussidi attualmente validi fino a quella cifra e a integrarsi con quelli di valore maggiore. Questa remunerazione incondizionata, valida per tutti, garantirebbe un aiuto agli indigenti e una maggiore stabilità a chi svolge lavori precari. Per lo Stato avrebbe un costo di 9-10 miliardi di euro l’anno. Tra i sussidi disponibili vanno ricordati anche quelli dell’Inps e degli altri enti previdenziali di categoria, destinati però a chi ha già avuto un lavoro, anche a tempo determinato.

Se il reddito di cittadinanza non ha vita facile in Parlamento, è riuscito ad affermarsi a livello locale. In Friuli-Venezia Giulia, regione autonoma guidata da Debora Serracchia-ni del Pd, è stata approvata in luglio una legge “di contrasto alla povertà” che prevede un bonus mensile fino a 550 euro per i cittadini con reddito inferiore ai 6 mila euro. L’esperimento durerà tre anni ed è stato finanziato con 25 milioni reperiti nel bilancio friulano.

Misure simili sono state varate in Lombardia, Lazio, Basilicata, Molise, Puglia e nelle province di Trento e Bolzano.

I partner europei sono più avanti di noi. L’Italia è l’unico Paese, con la Grecia, a non aver ancora adottato il salvagente sociale. Negli altri Stati dell’Unione esistono vari tipi di sussidi, che si affiancano in certi casi a coperture delle spese di affitto, riscaldamento, elettricità, trasporti o scuola:

• Norvegia. Il “reddito di esistenza” è un assegno mensile di 500 euro.

• Francia. Gli over 25 hanno a integrazione del reddito 425 euro se single, 638 se in coppia (sposata o di fatto), 765 con un figlio, 893 con due.

• Germania. Chi è senza lavoro o a basso reddito tra 16 e 65 anni riceve 345 euro.

• Belgio. Rendita mensile di 650 euro.

• Gran Bretagna. Vari interventi garantiscono ai poveri un discreto tenore di vita.

L’Unione Europea aveva invitato già nel 1992 gli Stati membri ad adottare misure di garanzia del reddito.

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