Precari scuola, presidi dei sindacati nelle maggiori piazze italiane “Il concorso è una beffa”

La giornata di ieri 12 febbraio 2016 è stata una giornata di presidi unitari davanti alle Prefetture al fine di chiedere l’apertura di una trattativa nell’attesa della pubblicazione del bando di concorso a cattedre che affronti una volta per tutte il tema della soluzione del precariato che ha diritto alla stabilizzazione. Ai presidi hanno partecipato migliaia di precari che dai palchi e dalle piazze hanno sventolato bandiere dei sindacati, delle associazioni ed hanno richiesto di poter continuare a lavorare per la scuola pubblica. “Il concorso pubblico è lo strumento di reclutamento che garantisce assunzioni trasparenti, in contrapposizione alla chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici. Il concorso è un atto dovuto, ma prima vanno gestite le situazioni di eccezionalità”, scrivono le organizzazioni sindacali Flc Cgil Cisl Scuola Uil Scuola e Snals.

“La sentenza della Corte di Giustizia Europea ha ribadito il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori assunti a tempo determinato per più di tre anni Chiediamo di risolvere la situazione di chi pur avendo i titoli per l’assunzione rischia di essere estromesso da un concorso selettivo, che non valorizza il lavoro e le professionalità acquisite, di sanare l’illegittimità della mancata assunzione dei docenti della scuola dell’infanzia e di bandire il terzo ciclo di Tfa per i docenti di terza fascia. Rivendichiamo un piano assunzionale che risponda all’eccezionalità di una situazione che avrà termine solo con la fine della stagione del precariato storico”, hanno aggiunto i sindacati. Purtroppo la realtà è che il piano nazionale di assunzioni derivante dalla legge 107 non ha risolto il problema del precariato storico, proprio perchè non ha voluto guardare al precariato della scuola come un corpo unico che negli ultimi ha provveduto a regolare funzionamento delle scuole.

Secondo quanto diffuso nei giorni scorsi dal Ministro Giannini il concorso in arrivo nei prossimi giorni dovrebbe essere riservato soltanto ai docenti abilitati e potenzialmente potrebbe accogliere 200 domande da parte dei docenti dei quali 1 su 3 sarà di ruolo.

L’iniziativa nasce per la totale assenza di confronto tra il Ministero e le organizzazioni sindacali su un tema l’annunciato bando del concorso, che non può essere affrontato ignorando la realtà di un precariato al quale la legge 107 non ha dato le risposte che il Governo aveva assunto come suo preciso impegno. Un precariato fatto di docenti in servizio da anni, che hanno conseguito una costosa abilitazione, conciliando a fatica il lavoro a scuola con le esigenze personali e familiari, spesso costretti a trasferirsi in altra regione pur di avere un contratto a tempo determinato; di docenti della scuola dell’infanzia, vincitrici di concorso e/o inserite in GAE, ingiustamente estromesse dal piano nazionale di assunzioni col pretesto di dovere attendere l’attuazione del percorso 0-6, smentito dalla legge di stabilità; di docenti cui è stata preclusa dal MIUR la possibilità di conseguire abilitazioni per TFA non attivati”, dichiarano ancora i sindacati in una nota diffusa sempre nella giornata di ieri.

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