Prescrizione, il governo e la maggioranza vogliono accelerare: tre anni in più per chiudere i processi, Ministro Orlando ottimista

Prescrizione, il governo e la maggioranza vogliono accelerare tre anni in più per chiudere i processi

La maggioranza nella giornata di ieri ha dato il via libera al disegno di legge che allunga la prescrizione dei reati, e sulla base di queste informazioni il governo ha deciso di procedere accelerando i tempi passando il testo al Senato, abbinando il provvedimento in questione a quello che riforma il codice penale e che contiene il controverso articolo 20 sui limiti alla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche. In realtà il testo sulla prescrizione era stato approvato dalla Camera proprio un anno fa, ma era rimasto fermo al Senato a causa di un voto definito silenzioso di Area Popolare che su questo tema da tempo rema contro nella maggioranza. “Siamo ragionevolmente ottimisti”, aveva dichiarato il ministro della Giustizia Andrea Orlando rispondendo in Transatlantico sull’intesa di maggioranza sui tempi della prescrizione da inserire nel ddl di riforma penale in discussione in commissione giustizia al senato. «La proposta del governo è un allungamento della prescrizione in caso di condanna nel primo grado poi un allungamento di due anni e poi allungamento di un anno dopo il secondo grado per consentire la celebrazione del processo in Cassazione. Per quel che riguarda i reati contro la Pa, l’aumento delle pene comporta un aumento dei tempi di prescrizione per quasi tutti i reato contro la Pa. Il che mi fa dire che se la prescrizione resta ancora un problema, è fortemente ridimensionata»,ha aggiunto il Ministro della Giustiziai Andrea Orlando intervenendo nel corso di un programma radiofonico nella giornata di ieri.

Lo stesso ha aggiunto che gli effetti comunque ci sono anche se non sono immediati e dunque è più facile vederli nel tempo, ma purtroppo i numeri ci dicono che nell’ambito dei reati contro la Pubblica Amministrazione la prescrizione è in drastica diminuzione. Intervenuto sulla questione anche Giuseppe Lumia, ovvero il capogruppo del Pd in commissione Giustizia al Senato, il quale ha dichiarato che sulla prescrizione finalmente si accelera. “In commissione sono state avanzate le proposte dei relatori sugli abbinamenti delle leggi che dettano le materie intorno a cui si lavorerà sulla riforma del processo penale. La novità sta nel fatto che sulla prescrizione andremo più veloci per farla diventare parte integrante della riforma del processo penale alla luce anche di quanto già votato su questo tema alla Camera dei deputati” ,ha aggiunto Giuseppe Lumia.

La prescrizione,dunque, il cui primo testo del governo Renzi risale allo scorso 29 agosto del 2014 adesso sembra essere diventata una priorità tanto che il Premier Renzi intende chiudere tutto in tre mesi al massimo. «Area popolare non cambia posizione ma resta fiduciosa che all’interno della maggioranza si trovi un giusto equilibrio sulla riforma della prescrizione» Domani si voterà in commissione il collegamento al testo trasmessoci dalla Camera alla riforma del processo penale, ma non sarà certamente questo testo di partenza ad essere quello finale»,ha dichiarato il capogruppo di Ap ovvero Renato Schifani.

Correre sulla prescrizione. «Si viaggia come una Frecciarossa», giura David Ermini, responsabile Giustizia del Pd e fedelissimo del premier.Correre per approvare la legge che allunga i tempi dei processi, in particolare per i reati di corruzione, entro il 5 giugno, giorno delle elezioni amministrative. Matteo Renzi vuole giocarsi questa carta come risposta alle inchieste di Potenza e di Napoli che hanno coinvolto, rispettivamente, un ministro del governo e un esponente del Pd. Per questo ha incaricato Ermini di occuparsene direttamente. Il mandato è di sbloccare la situazione al Senato, dove il dossier è fermo da mesi.

Tutto per la contrarietà di Ncd ad allungare i tempi entro i cui i processi si annullano.Alla Camera è stato approvato un disegno di legge che raddoppia la durata per tutti i reati e porta quelli per corruzione addirittura a 21. Ma Ncd finora si è rifiutata di ripartire da quella base. Ora però, è il ragionamento di Renzi, il contesto è cambiato. «Non possiamo farci cuocere dai grillini», si dice. «E non conviene nemmeno ad Alfano». Se è in difficoltà Renzi, è in difficoltà il governo. Le inchieste di queste settimane,e in particolare quella che ha coinvolto il presidente del Pd campano, Stefano Graziano, impongono una reazione immediata. Nel merito,il premier ha schierato il Pd su una linea di totale appoggio al lavoro dei magistrati.

Ma, per Renzi, serve un segnale più forte, legislativo. Anche per evitare che diventi un’arma per la minoranza interna, che ieri ha già provato a punzecchiare il premier. Occorre «alzare il livello degli anticorpi», ha detto Roberto Speranza.Mentre Antonio Bassolino ha addirittura chiesto a Renzi di intervenire «prima che il Pd precipiti in un burrone politico e morale». Così ieri è cominciata la missione dell’uomo del premier: alle 15 Ermini si è presentato in Senato dove ha incontrato Luigi Zanda, capogruppo del Pd. Sono seguite riunioni con gli esponenti diNcd e con i relatori del provvedimento. Il testo base non è ancora stato presentato. Ma si è fatto un passo importante sul percorso. Si è deciso di abbinare il disegno di legge sulla prescrizione alla riforma del processo penale che è già in commissione Giustizia, ma che dovrà essere approvata in tempi brevissimi.

Un testo nel quale, peraltro, è presente anche la norma che dovrebbe limitare la pubblicazione delle intercettazioni. Ecco, allora, il trucco: agganciare il treno della prescrizione, lento, al “frecciarossa” del processo penale. Oggiin commissione sivoterà questo abbinamento. Da quila tranquillità di Ermini («la approveremo alla velocità della luce, vedrete») e delministro della Giustizia, Andrea Orlando, che ieri in Transatlantico si è detto «ragionevolmente ottimista» rispetto a un’intesa con Ncd. In realtà al Senato si è meno ottimisti. L’accordo, si dice, ancora non c’è. Si lavora sugli anni.La proposta delPd è didiminuirei tempi della prescrizione da 21 (come previsto nel testo della Camera) a 19 anni per i reati di corruzione. Ma Ncd chiede di abbassare ancora.

«Allafine si adatteranno»,dicono i pasdaràn renziani. Anche se al Senato i numeri sono risicati e Ncd ha un peso decisivo. Oltretutto, stavolta, Renzi non può contare sui verdiniani, che anche ieri si sono detti contrari a toccare le prescrizione. Il premier, in ogni caso, è convinto di portare a casa il risultato. Quanto al caso Graziano, possibile che ne parlerà oggi nella diretta su Facebook del “matteo risponde”, dove sarà ospite speciale niente meno che Vincenzo De Luca, governatore della Campania. Intanto ha raccomandato a tutti di essere prudentissimi nel commentare la vicenda.Pare,infatti, che i pm abbiano in mano telefonate o prove a carico di Graziano più pesanti di quelle contenute nell’ordinanza.Eforse anche a carico di altri.

 Deve essere andato in prescrizione il buonsenso, visto che detenendo il record europeo di condanne perl’irragionevole durata dei processi, governo e magistraturaassociata s’industriano a trovare un accordo su come farli durare più a lungo. Anzi, a sentire alcune delle toghe (ma dove hanno studiato diritto?), si potrebbe anche renderli eterni. Attorno all’allungamento dei tempi della prescrizione, inoltre, si coltivano due pericolosi pregiudizi: il primo consiste nel far credere che aiuterebbe a punire i colpevoli; oltre che, ed è il secondo, a rendere vane le manovre dilatorie della difesa.

Non sono solo falsi,sono dimostrazioni di bassezza culturale. La prescrizione non è il periodo oltre il quale il colpevole scade, sicché non si può più mangiarlo, ma il tempo limite di validità per la pretesa punitiva dello Stato. Esiste dai tempi del diritto romano perché era ed è chiaro, a chiunque usi il buon senso e lo accompagni con qualche nozione di diritto, che se non ci fosse un limite quella pretesa punitiva sarebbe essa stessa la punizione, al punto da diventare irrilevante l’accertamento della colpevolezza e il riconoscimento dell’innocenza. Se lo Stato ti accusa di avere rubato o cospirato, deve essere in grado di dimostrarlo. Se non si fissa un limite entro il quale debba farlo l’intero diritto perde significato, perché ti accuserà, ti renderà imputato, dopo di che potrà lasciarti per lustri in quella condizione.

I gazzettieri del giustizialismo potranno scrivere, per decenni o per sempre: il Tizio è sotto processo. Come a dire: mo lo condannano. Ma mo quando? Se sei ricco e potente pagherai una squadra di avvocati e ti doterai di amici influenti,incaricati di ricordare, di tanto in tanto, che sei un innocente,visto che nessuno ti ha condannato. Non è bello, ma si campa ugualmente. Se sei un povero disgraziato nessuno ti si fila, in compenso dovrai pagare la tua difesa per decenni, riducendoti in miseria nell’attesa che qualcuno si decida a stabilire se sei colpevole o innocente. Quindi: un processo penale senza limite di prescrizione è un monumento all’inciviltà dispotica. Trovo molto, ma molto preoccupante che magistrati in carica sostengano l’opportunità di cancellare quel termine, se solo c’è già stato il rinvio a giudizio. E reitero la domanda:in quale madrassa studiarono diritto? Rivelatrice l’intenzione, cancellando la scadenza, di stoppare il cavillare dilatorio delle difese.

A parte il fatto che la grande maggioranza delle prescrizioni si verifica nel corso delle indagini preliminari, quando la difesa conta come il due di coppe quando la briscola è a bastoni, ai sostenitori di quella tesi devono essere sfuggiti due dettagli:a.la difesa ha posizione e ruolo processuale pari all’accusa, senza difesa non esiste processo, quindi giustizia, se un cavillo è inutile si cancella il cavillo, per il resto il difensore non ha il diritto, bensì il dovere di difendere l’imputato;b.uno dei cavilli che porta più frequentemente alla prescrizione, con un processo in corso, è praticato dall’accusa, dalle procure, e consiste nel derubricare (diminuire la gravità) i reati contestati, in questo modo cercando di evitare la sconfitta mediante la prescrizione.

Fin qui il diritto. Poi viene la politica, che oggi presenta un quadro del tutto diverso: datosi che alcune toghe hanno caricato a pallettoni contro il governo, e dato che il governante risponde per le rime, occorre trovare una composizione, ridurre i danni del conflitto, praticando un qualche accordo. Sul terreno delle intercettazioni lasciando agli accusatori di stabilire cosa potrà essere pubblicato e cosa no, su quello della prescrizione, giusto per non cancellarla del tutto, aumentandola di tre anni, secondo la proposta de lministro della Giustizia. La prima cosa è del tutto inutile, perché è già così. La seconda è patetica.Tanto tremula quanto sciocca. Comunque a tutto danno dei più deboli. Ne parleremo ancora a lungo,come sempre capita ai problemi che non si sa o non si vuole risolvere. Ma, giusto per non tralasciare il progressivo ridursi e immiserirsi della classe dirigente italiana, nel suo insieme, è significativo il silenzio delle cattedre,il tacere di chi il diritto dovrebbe insegnarlo. Forse, appunto, il ruolo e l’aspettativa hanno mandato in prescrizione il buonsenso

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