Il primo uomo con pene trapiantato sta per diventare padre

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sala_operatoria_fgIl giovane, 21 anni, dopo aver recuperato piena funzionalità urologica e sessuale a soli 3 mesi dall’intervento, sta ora per diventare genitore dopo aver subito il primo trapianto di pene al mondo. L’urologo che ha eseguito l’intervento, il sudafricano Andrè Van Der Merwe, era presente al convegno della Società italiana di urologia (Siu), in corso a Venezia, e ha illustrato i dettagli del caso. Solo la sensibilità non è ancora tornata al 100%, “ma è possibile che nell’arco di un paio di anni torni ad avere una sensibilità normale” afferma Vincenzo Mirone, segretario della SIU e Professore Ordinario di Urologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Dopo questo primo trapianto, ne sono stati effettuati altri tre nel mondo su altri pazienti giovani che stanno rispondendo in maniera ottimale. Il pene da trapiantare è stato prelevato da un cadavere e l’intervento microchirurgico è durato 9 ore, riferiscono i medici. Il giovane aveva subito l’amputazione del pene a causa di una estesa infezione dovuta ad una circoncisione fatta con strumenti chirurgici non sterilizzati. Ma il trapianto di organo andrebbe a risolvere anche altri problemi relativi a patologie apparentemente senza soluzione fino a questo momento, come tumori del pene o anomalie genetiche.

“I risultati dipendono molto dalla condizione di partenza – osserva lo specialista – sono ovviamente migliori su persone giovani e sane e soprattutto se il trauma è limitato”. La frontiera dei trapianti ha superato un altro traguardo: da dieci mesi, la storia della chirurgia vanta un altro successo della tecnica operatoria, la sostituzione del pene. “Un sessantenne iperteso difficilmente potrebbe ottenere un recupero brillante come quello del primo paziente operato” chiarisce Mirone. Altre situazioni che possono portare all’amputazione parziale o completa dei corpi cavernosi sono i traumi genitali: si stima che nel 20-25% delle vittime di ferite da arma da fuoco in sparatorie restino coinvolti gli organi genitali.

Lo scenario. Anche sulle potenzialità future, come ad esempio per il trattamento dei tumori del pene, visti i rischi legati all’immunosoppressione, il chirurgo Sudafricano esprime qualche perplessità: “E’ già accaduto: un paziente di Halifax è stato sottoposto quest’anno a trapianto di pene dopo essere sopravvissuto ad un tumore, sempre del pene”. In tre mesi, l’uomo ha recuperato piena funzionalità urologica e sessuale. Ad ogni modo il trapianto di pene rappresenta una conquista importante e una speranza per tutti gli uomini che subiscono traumi a seguito di circoncisionieseguite male.

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