Processo Capaci Bis, proseguono le indagini: chiesti cinque ergastoli

Processo Capaci Bis, proseguono le indagini chiesti cinque ergastoli

Al processo bis per la strage di Capaci nella quale, come sappiamo, morirono purtroppo il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, il procuratore aggiunto di Caltanissetta Lia Sava ha chiesto cinque ergastoli per Salvatore detto Salvino Madonia, Vittorio Tutino, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro e Lorenzo Tinnirello,i quali da quanto emerso avrebbero avuto un ruolo fondamentale sia nella fase organizzativa dell’attentato sia nel reperimento dell’esplosivo piazzato sull’autostrada A29.

sono loro i padrini sfuggiti alle accuse per 24 anni, gli ultimi componenti del commando che il 23 maggio del 1992 uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta.Dunque nei prossimi mesi potrebbe partire un terzo processo sulla strage Falcone e non si tratterebbe di un procedimento sui cosiddetti mandanti esterni della strage di Capaci ma soltanto un processo in cui confluirà la posizione di Matteo Messina Denaro, l’ultima primula rossa di Cosa nostra per il quale la procura di Caltanissetta ha spiccato un mandato di cattura nel mese di gennaio per le stragi di Falcone e Borsellino.

“Sono stufo di sentire che questo ufficio nasconde la polvere sotto il tappeto: il nostro compito è quello di scartare tutto ciò che è contraddittorio e non ha dignità di prova”, ha detto invece Stefano Luciani. Sava ha indicato i temi da approfondire nel terzo processo da istruire: i mandanti esterni a Cosa nostra, i moventi plurimi delle stragi del 1992-93, le cointeressenze. Intanto il procuratore ad interim di Caltanissetta ha assicurato che continueranno le indagini per cercare la verità sulle stragi , è un obbligo giuridico e morale visto che nel procedimento concluso ed anche in quello aperto non può esserci tutto. Le indagini continueranno a battere la pista sui moventi plurimi e le cointeressenze delle stragi del 1992-93, a oggi la procura di Caltanissetta esclude l’esistenza di mandanti a volto coperto dietro l’Attentato di Capaci.

Fuori dal procedimento ci sarebbe anche l’indagine dell’ex pm nazionale antimafia Gianfranco Donadio che aveva ipotizzato l’esistenza di di una doppia carica d’esplosivo piazzata sotto l’asfalto di Capaci, dopo l’intervento di apparati arrivati in sostegno di Cosa nostra e che in questo momento si tva nei guai proprio davanti al Csm proprio per quella sua inchiesta con l’accusa di aver intralciato il lavoro dei pm nisseni.Il primo processo su Capaci, conclusosi il 26 settembre del 1997, con 24 ergastoli per Totò Riina, Bernardo Provenzano, Francesco e Giuseppe Madonia, Pippo Calò, Pietro Aglieri e altri componenti della “cupola” dei Brancaccio, aveva già determinato responsabilità organizzative e operative.Nel corso di questo processo erano state decise peri collaboratori Salvatore Cancemi, Giovan Battista Ferrante, Gioacchino La Barbera, Calogero Ganci e Mario Santo Di Matteo delle pene inferiori, mentre in appello si aggiunsero altri cinque ergastoli.

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