Pedofilia a Brescia a Parma: Undici arresti tra cui un sacerdote ed un allenatore di calcio

Ancora un caso di pedofilia e prostituzione minorile nel nostro paese, questa volta Parma dove i carabinieri hanno eseguito un arresto su mandato della procura lombarda. Sarebbe finito ai Domiciliari un cittadino parmigiano di 59 anni, originario di Tizzano ma residente a Parma appunto attivo nel settore del commercio dei prosciutti. L’inchiesta, condotta dalla Procura di Brescia è partita grazie alla denuncia di una mamma, una donna bresciana la quale ha trovato sul cellulare del figlio di 16 anni alcuni sms che non lasciano adito o alcun dubbio su quanto avveniva tra lo stesso e l’uomo che adesso è finito in carcere. Nello specifico gli sms parlano di rapporti sessuali avvenuti tra il minorenne e il cittadino parmigiano; una volta scoperti questi sms, il 16enne ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con il 59ene ed ancora ha fatto i nomi di alcuni amici che come lui erano rimasti vittime di questo giro di pedofilia e prostituzione minorile.

L’inchiesta, che come abbiamo avuto modo di anticipare è stata condotto dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani della Procura di Brescia, ha portato alla luce una realtà davvero sconcertante, ovvero sarebbero circa venti le persone coinvolte, undici delle quali sono state già raggiunte da ordinanza di custodia cautelare e che adesso sono finiti agli arresti domiciliari e sarebbero almeno 10 le persone indagate.

L’uomo avrebbe avuto in diverse occasioni vari incontri sessuali con minorenni in cambio di regali, piccole somme di denaro ed in alcuni casi anche ricariche telefoniche. I contatti tra gli uomini adulti ed i minorenni sembra avvenissero tramite internet, o meglio tramite chat o su siti di incontri, dove però i minori fingevano di essere maggiorenni, ciò nonostante però gli incontri sarebbero avvenuti anche dopo aver scoperto la minore età dei giovani.

Tutti gli incontri si sono verificati nel bergamasco in parchi pubblici, posteggi, aree di centri commerciali. All’uomo finito in carcere, che tra l’altro si faceva chiamare Paolo da Pavia viene contestato il reato di prostituzione minorile aggravata. Nell’inchiesta, inoltre, risulterebbe coinvolto anche un allenatore di calcio giovanile, un uomo di 60 anni di Parma che non svolgerebbe però un lavoro a stretto contatto con i giovani. Tra le persone arrestate, inoltre, sarebbe finito anche un certo Claudio Tonoli, un 56enne il quale sarebbe comunque stato arrestato nelle scorse settimane dalla Polizia locale di Montichiari, in provincia di Brescia, il soggetto affetto da Hiv, conosciuto per aver consumato rapporti sessuali non protetti consapevole di essere malato di Aids.  “Le gravi accuse di cui è imputato suscitano nel Vescovo e nella nostra comunità diocesana stupore, sgomento e profondo dolore”, ha dichiarato nella giornata di ieri la Curia di Bergamo sull’inchiesta che ha visto coinvolto anche un sacerdote, ovvero Don Diego Rota che prestava servizio a Solza e adesso finito agli arresti domiciliari.

Una “palpatina” veloce con la mano valeva cinque euro, dieci se si indugiava per qualche secondo in piùemagarisussurrandoanche qualche piccolo gemito. Lafellatioin auto era quotata venti euro, mentre per un rapporto completo si poteva arrivare a ottanta-cento euro. Undici persone sono state arrestate all’alba dimercoledì tra Lombardia ed Emilia (una è tutt’ora latitante in Brasile): per tuttil’accusa è di averavuto rapporti sessualia pagamento con ragazzi minorenni.Oltrealle undicipersone raggiunte da ordinanza dicustodia cautelare, che sono ora ai domiciliari, ci sono almeno altre dieci persone indagate. Tra gli arrestati un sacerdote, un allenatore di una squadra giovanile e un vigile urbano. I tre sono residenti nella Bergamasca e non si conoscevano tra loro, ma frequentavano gli stessi ragazzini che conoscevano in internet.

IL TARIFFARIO L’operazione dei Carabinieri di Brescia ha interessato, oltre alla provincia di Brescia, quelle d iBergamo,Milano, Monza e Brianza e Parma. L’indagine è nata dalla denuncia di una madre: la donna bresciana nell’agosto dello scorso anno ha infatti trovato sul telefono cellulare del figlio 16enne alcuni sms sui rapporti sessuali che il giovane consumava con uomini maturi. Lo stesso 16enne ha poi ammesso e fatto il nome di alcuni amici che, come lui, avevano intrapreso relazioni con adulti conosciuti in chat. Secondo gli investigatori, sono stati numerosissimi gli episodi di rapporti consumati a bordo di autovetture in parcheggi di centri commerciali, in luoghi di intrattenimento e nelle abitazioni di alcuni degli indagati. Tra Bergamo e Brescia il tariffario dei giovanotti non era cosa scritta ma in rete, sui siti di incontri, lo conoscevano tutti a memoria.

L’abboccamento on line avveniva sempre nella stessa maniera, con nomi di fantasia e voglie vere sbattute in faccia al ragazzino di turno pronto a vendersi nel solito parcheggio. Tutto avveniva di notte,con il buio a cancellare la vergogna dei ragazzi di 16 e 17 anni che per pochi spiccioli si vendevano all’orco di turno. Alcuni dei soggetti arrestati avrebbero fornito ai ragazzini dei telefoni cellulari da utilizzare per scambi di sms erotici. In base alla prestazione gli arrestati pagavano dai 20 ai cento euro, oltre a regali di vario genere. In un caso anche una catenina d’oro con lo stemma dell’Inter, ma anche biglietti per il parco divertimenti di Gardaland, gelati, cene al McDonald’s.

LA CURIA Tutto avveniva nei pressi delparking di un noto centro commerciale di Seriate e nel piazzzale del cimitero di Bergamo. Tra i destinatari delle misure cautelari anche il parroco di Solza, don Diego Rota,l’ex coordinatore della polizia locale di Boltiere, Egidio Bosio, Claudio Tonoli, il cinquantaseienne bresciano malato di Hiv già arrestato in un’altra operazione di polizia, e Cristian Zilli, allenatore a Treviglio. In particolare, sono tre gli episodi contestati a don Rota. Il sacerdote,che si muoveva a bordo di un Suv scuro, avrebbe intrattenuto rapporti sessuali a pagamento con due minori e tentato di ottenere prestazioni sessuali da un altro giovane che non sarebbero avvenute per l’intervento “deciso” del fratello del ragazzo.«Le accuse dicui è imputato suscitano nel Vescovo e nella nostra comunità stupore, sgomento e profondo dolore». A scriverlo è la Curia di Bergamo che ha affondato il colpo: «Desideriamo manifestare la nostra vicinanza a coloro che stanno soffrendo per questa vicenda senza dimenticare nessuno».

Né il parroco e né l’ex comandante dei vigili, che in rete si faceva chiamare Billy, avevano mai destato sospetti. Per tutti il pm Ambrogio Cassiani aveva chiesto il carcere. Il gip Alessandra Sabatucci ha invece disposto i domiciliari: «Sebbene alcune abitazioni degli indagati siano servite da luogo di incontri,non vi sono ragioni per ipotizzare che gli stessi non rispettino le prescrizioni annesse alla misura dei domiciliari». I GUADAGNI «La nostra intenzione era di guadagnare soldi con i gay» avevano inizialmente cercato digiustificarsii ragazzini davanti ai carabinieri. «La loro idea originaria era quella di incontrare i soggetti, di chiedere il pagamento anticipato della prestazione sessuale per poi scappare. Se il cliente non accettava la condizione del pagamento anticipato l’incontro saltava», si legge nell’ordinanza dicustodia cautelare.«Aipropri interlocutori non mentivano mai sulla loro reale età, del resto direttamente percepibile al momento degli incontri» scrive il gip Alessandra Sabatucci.

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