Pupo: “Dopo “Porno contro amore” non pubblicherò altri inediti. Al mio confronto Rossi è un ragazzino”

Non si può celare un sorriso nel leggere il titolo del suo nuovo disco. Anche se lui, Enzo Ghinazzi in arte Pupo, è serissimo quando parla della sua nuova creatura.E ultima. Perché una delle prime cose che il cantautore toscano vuole mettere in chiaro è che Porno contro amore è e sarà il suo ultimo album di inediti.Proprio per questo,dice, ha voluto che fosse un lavoro sincero nel parlare della sua vita e delle sue ossessioni. A cominciare dal sesso, ben presente in molte delle 13 tracce contenute nel disco, e dalla ben nota passione dell’artista per il gioco d’azzardo.

E un azzardo potrebbe sembrare l’affermazione: «Sono più rock io di Vasco Rossi». Ma a 60 anni Pupo può permettersi di dire la sua senza timore di dover compiacere nessuno. «Umanamente, professionalmente e culturalmente sono diverso da quello che le persone pensano», spiega il cantautore.«Gli attacchi a volte fanno male, anche a uno come me che soffre di un grandissimo complesso di superiorità: non mi sono mai sentito inferiore a nessuno perché sono convinto di essere diverso, nel bene e nel male, e di essere migliore di parecchi.So che il mio può sembrare, e in parte è, un delirio di onnipotenza.Sono diventato miliardario a 25 anni e poi ho perso tutto. Così ho capito che questo mio senso di onnipotenza non era legato alla ricchezza improvvisa ottenuta da giovane, ma era dentro di me.E questa consapevolezza paradossalmente mi ha salvato. Oggi non soffro più dei pregiudizi nei miei confronti, ma so che non passeranno mai».

E nonostante abbia scritto e interpretato brani entrati nella storia della musica pop italiana,daSu di noiaGelato al cioccolato,da Sarà perché ti amo a Ciao in pochi gli concedono il merito di quanto ha fatto. «Io e altri artisti come i Ricchi e Poveri qui in Italia siamo considerati di serie B e invece siamo molto apprezzati all’estero,come in Russia»,dice Pupo. «Ma non si tratta di un revival triste ed è anzi glamour, perché non c’è pregiudizio e loro cantano i nostri pezzi con leggerezza. Sono orgoglioso di essere italiano e proprio per questo sopporto, ma anche capisco il tipo di scetticismo e snobismo che c’è nei miei confronti. Perché come c’è nei miei confronti, anche io ce l’ho per gli altri. Non andrei mai ad ascoltare un concerto lungo tre ore come quello di Claudio Baglioni e Gianni Morandi».

Dopo l’ennesimo tour all’estero, in Australia e Ucraina, tornerà anche in Italia, per una serie di concerti in partenza da Torino il 10 aprile. Ma ammette di voler ridurre le apparizioni dal vivo per dedicarsi alla televisione. «Ho un progetto pronto per la Rai, per un programma in prima serata»,anticipa l’artista.«Dobbiamo ancora ultimare tutto, ma credo che si farà. Ho voglia di fare tanto perché credo di avere le capacità per farlo. Ma l’album, quello sì, è l’ultimo». E chiude con una battuta da toscano, a metà tra serio e faceto, senso di onnipotenza e voglia di rivalsa. «Siccome ho scritto io Porno contro amore allora non può essere una cosa seria, mentre se l’avesse cantata Vasco allora tutti a pensare alla trasgressione. Quando magari Vasco Rossi è un ragazzino che al mio confronto di rock non ha nulla». Sempre in bilico tra gioco e azzardo.

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