Roma: strangolata e bruciata ritrovata ancora in fiamme: indagato l’ex fidanzato

Ragazza carbonizzata:aveva detto a madre,sto tornando a casa

Orrore a Roma, dove è stato ritrovato il corpo di una giovane ragazza di 22 anni, Sara Di Pietrantonio, completamente carbonizzato nella notte tra sabato e domenica in strada nella zona Magliana. A ritrovare il corpo ancora in fiamme è stata proprio la sua mamma, la quale preoccupata per il non ritorno della figlia era uscita per strada per cercarla. Intorno alle 3 di notte, Sara inviato un messaggio alla madre per avvisarla che da li a breve sarebbe giunta a casa, ma dopo 20 minuti non vedendola arrivare la donna ha chiesto allo zio della giovane Sara di accompagnarla per cercare la figlia, ma la donna non pensava di poter trovare una scena del genere, davvero orrenda, ovvero l’auto della figlia completamente in fiamme ed il corpo di Sara a circa 500 metri dall’auto ancora in fiamme, dietro un cespuglio in un’area adibita a parcheggio.I vigili del fuoco, avvisati da alcuni abitanti della zona e da automobilisti di passaggio, hanno spento le fiamme. La procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla morte della 22enne con l’accusa di omicidio volontario.

Gli accertamenti sono coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone. La vittima era una ragazza di appena 22 ann appassionata di danza e musica, fidanzata da poche settimane con una guardia giurata di 30 anni, una relazione però a quanto pare già finita e gli inquirenti sembra si stiano concentrando proprio sull’ex fidanzato che è stato interrogato fino a ieri sera in Questura ed è stato inscritto al registro degli indagati subito dopo l’arrivo di un avvocato. E’ inoltre spuntato un video che sarebbe in possesso degli investigatori che racconta una parte di quello che è ancora un giallo ma che è costato purtroppo la vita alla povera Sara. Dai fotogrammi del video che sarebbe stato ripreso dalle telecamere di sicurezza della ditta di calcestruzzi sulla stessa strada dove era ferma l’auto di Sara si vedrebbe un indiviiduo che scende da una macchina affiancata a quella della ragazza , sale sulla Toyota Aygo della 22enne armeggia dentro l’abitacolo poi scende risale sulla sua e parte.

Dopo pochi secondo sarebbe scoppiato l’incendio che ha completamente distrutto l’auto, ma la cosa strana è che nelle immagini non si sarebbe nemmeno l’ombra di Sara.Gli accertamenti dei vigili del fuoco avrebbero stabilito che l’incendio dell’auto è di natura accidentale, ma sono in corso altre indagini; al momento la polizia sta ascoltando amici e parenti della giovane Sara per capire quanto meno con chi avesse trascorso la serata e dove, visto che tutte le ipotesi sono aperte da quella di un omicidio con il fuoco a quella di un incidente mentre l’auto era in marcia.Gli amici la ricordano tranquilla, studiosa, simpatica e affettuosa. Aveva frequentato il liceo scientifico ‘Cannizzaro’ all’Eur, con ottimi voti, è ora frequentava con profitto l’università.

Il suo corpo semi carbonizzato lo ha trovato la mamma, nascosto dietro ad un cespuglio, le braccia larghe e la camicetta aperta. Era scesa a cercare la figlia nella notte, come colta da un terribile presentimento. Poco prima l’aveva sentita al telefono: «Mamma sto per tornare a casa», le aveva detto. Ma a casa non è mai arrivata. È ancora mistero sulla sorte di Sara Pietrantonio, 22 anni, studentessa di Economia ritrovata morta la scorsa notte in via della Magliana, a Roma, a poche centinaia di metri dalla sua auto, distrutta dalle fiamme.

Secondo le prime ricostruzioni Sara era uscita con un’amica e notando lo strano ritardo intorno alle 3,30 di notte, la mamma l’aveva chiamata preoccupata al cellulare. La ragazza aveva risposto, dicendole che da lìapoco sarebbe rientrata a casa. Dopo una ventina di minuti, però, non vedendola ancora rincasare, e forse non riuscendo più a mettersi in contatto con lei, la donna ha chiesto allo zio della giovane di accompagnarla a cercare la figlia ed è scesa in strada nella speranza di incontrarla. I due sono andati davanti a casa dell’amica che Sara aveva riaccompagnato e poi si sono spostati nelle strade limitrofe del quartiere. Arrivata su via della Magliana, all’altezza del ristorante La Tedesca, una trattoria rinomata della zona, la donna si è accorta dell’auto in fiamme e dei vigili del fuoco che stavano spegnendo il rogo. Poco più in là, dietro i cespugli, ha notato un altro focolaio e si è avvicinata. Era Sara.

Questa la tragica ricostruzione raccontata ieri in serata dalle zie della ragazza, le quali hanno riferito anche che la giovane «si era lasciata appena due giorni fa con il fidanzato».

L’allarme è scattato poco prima delle cinque di sabato notte: ad avvisare i Vigili del Fuoco sono stati alcuni automobilisti che, passando, hanno notato l’auto in fiamme, ben visibile dalla strada ma posizionata in uno slargo utilizzato come parcheggio. Qualsiasi cosa sia successa a Sara, dunque, è accaduta nell’arco di quell’ora e mezza, poco lontano da casa, mentre la mamma la stava cercando e senza che, in alcun modo, potesse chiedere aiuto.
La procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario anche se al momento tutte le ipotesi sono ancora aperte: da quella di un’aggressione con il fuoco, ad un incidente che potrebbe aver innescato l’incendio. Al vaglio, ora, ci sono le immagini delle telecamere della zona e le testimonianze di parenti, amici e di chiunque l’abbia incontrata nelle ore precedenti la sua morte. Certamente il corpo della giovane è stato avvolto dalle fiamme e le ustioni potrebbero essere state la causa della morte, ma solo l’autopsia potrà stabilire cosa sia realmente accaduto. Per la
vettura, una Yaris di proprietà della mamma di Sara, i primi accertamenti dei Vigili del fuoco avrebbero ipotizzato un incendio accidentale. Ma il ritrovamento del cadavere ad alcune centinaia di metri lascia pensare a scenari diversi.
Sara era figlia unica e viveva in una palazzina di proprietà
della famiglia, insieme ai genitori. Aveva studiato al liceo scientifico Cannizzaro all’Eur superando la maturità con ottimi voti e, ora, stava frequentando, altrettanto brillantemente, Economia all’Università Roma Tre. Appena qualche giorno fa aveva sostenuto un esame.

A «Sto rientrando». E’ l’ultimo messaggio di Sara di Pietrantonio a sua madre, sono le 3.15 di sabato notte, poi il silenzio. Sara verrà ritrovata due ore dopo morta in un parcheggio sulla Magliana, il volto mangiato dalle fiamme. Le telecamere hanno filmato l’assassino. Hanno ripreso la sua sagoma mentre scende dalla Toyota della ragazza e sale in un’altra auto parcheggiata accanto. Lamacchina riparte e la Toyota viene avvolta dalle fiamme, la telecamera registra anche il rumore dell’esplosione. Gli investigatori nella notte hanno iscritto un ex fidanzato della studentessa di economia e commercio nel registro degli indagati. E’il giovane che lei aveva lasciato, ma che continuava a perseguitarla perché non si rassegnava alla fine della toria d’amore. Sabato notte verso le 3.15, Sara, 22 anni, sta tornando a casa dopo una serata con la comitiva di sempre, in macchina con lei c’è la sua amica del cuore. Lei la sta accompagnando a casa, le ragazze si salutano, Sara riparte e manda il messaggio alla madre per non farla stare in pensiero. E’ un’abitudine. Il corpo di Sara viene ritrovato quasi due ore dopo. Cosa è successo? Secondo una prima ricostruzione della polizia Sara l’ultima notte esce dal locale, accompagna l’amica poi viene fermata dal suo ex che probabilmente l’ha seguita. Il giovane la costringe a fermarsi in via della Magliana, all’angolo con via Portuense, davanti al ristorante “La tedesca”, chiuso a quell’ora della mattina. Gli inquirenti non escludono che il ragazzo abbia già un piano per ucciderla.

E’ probabile che l’ex costringe Sara a scendere dalla macchina, lei ha paura e scappa, ma lui la raggiunge, forse vuole anche violentarla – la ragazza è stata trovata con la camicetta sbottonata – Sara lotta, cerca di liberarsi, il giovane le stringe le mani alla gola e la soffoca. Sembra che sul collo ci siano i segni di uno strangolamento, ma è ancora da accertare, solo l’autopsia potrà chiarire con certezza se la ragazza è stata uccisa prima che bruciasse. L’assassino a questo punto decide di cancellare ogni traccia, in macchina ha della benzina che versa sulla Toyota e le dà fuoco. Le telecamere però non hanno ripreso questo passaggio. L’auto diventa un rogo, il giovane risale sulla sua auto e scappa, prima però ritorna indietro e butta benzina anche sulla faccia di Sara per bruciarla e ritardarne, con il suo maldestro tentativo, il riconoscimento. Ma c’è un’altra possibile dinamica. Sara ferma la Toyota, il giovane sale in macchina, c’è la discussione e il tentativo di violenza. La ragazza cerca di fuggire, lui la blocca e le stringe la gola ma non la uccide, prende la benzina, la getta sull’auto, Sara è ancora dentro, ma le fiamme le attacccano il viso, riesce a scappare, ma per lei non c’è salvezza.

Due ore dopo in quel parcheggio arriva anche la madre con una zia. La donna era uscita a cercare la figlia accompagnata da una zia, era andata a casa dell’amica del cuore della figlia, ma Sara l’aveva salutata sul portone come sempre con il sorriso. Poco dopo alla donna arriva una telefonata dalla polizia, è stata trovata la Toyota carbonizzata, l’auto è intestata a lei. La donna arriva in via della Magliana, ci sono i poliziotti e i vigili, con loro si avvicina al parcheggio da dove proviene il fumo di un altro rogo. Sara è lì, la faccia mangiata dal fuoco, i capelli biondi che sono ancora intatti sulla nuca. L’assassino non è riuscito a cancellarla completamente e a ritardare il riconoscimento. E non è riuscito neanche a fare sparire le sue tracce.

La polizia sta visionando altre immagini delle telecamere della zona, è probabile che siano state riprese altre immagini. Già da ieri mattina i sospetti si erano concentrati sull’ex, descritto dalle amiche della scuola di danza di Sara come un ragazzo possessivo, che non lasciava in pace Sara. geloso anche dopo l’addio, forse di un nuovo amore di Sara. secondo gli inquirenti il giovane avrebbe pianificato l’omicidio, per questo si sarebbe procurato della benzina. Ma l’ex fidanzato non confessa nulla, il giovane torchiato dalla polizia non ammette nessuna responsabilità, dice che non c’entra nulla con la morte di Sara ed è innocente. Gli investigatori stanno anche controllando le celle telefoniche dei cellulari dei due per scoprire se almomento del delitto i telefoni si trovavano nella stessa zona.

A «Voglio la verità. Devono trovare chi è stato, solo questo», dice con un filo di voce la mamma di Sara Di Pietrantonio, appena torna a casa, accolta dall’amore della sua famiglia, prima di rinchiudersi nella sua camera al primo piano di un villino giallo alla Pisana, periferia Sud-Ovest di Roma. Lei, che ha visto quello che gli occhi di una madre non dovrebbero mai vedere, il corpo della figlia semi-carbonizzato, accanto all’auto che le aveva prestato per uscire con le amiche, distrutta dalle fiamme. È stata lei a trovare il corpo, «con la camicetta strappata». L’orrore. «Ora voglio la verità», ripete ai parenti. «Sara era una ragazza d’oro», dice la nonna Vittoria, che viveva con lei, insieme alla mamma e alla famiglia della zia di Sara. Ed è impossibile non crederle, a vedere le foto di Sara, i suoi occhi dolcissimi e i capelli del colore del sole. «Un angelo, non solo per la sua famiglia, ma per tutti quella che conoscevano». Soprattutto, racconta la zia Anna, «era la ragazza più determinata che abbia mai conosciuto. Aveva un obiettivo in mente? Non c’era verso di convincerla a cambiare idea». Era stato così per la musica, una delle sue grandi passioni. «Per quattro anni, mentre frequentava il liceo scientifico a Roma, andava due volte a settimana in Abruzzo per frequentare le lezioni del Conservatorio». Quattro anni a rincorrere un pullman all’uscita da scuola, direzione L’Aquila, per non arrivare in ritardo ai corsi di flauto traverso. A rincorrere un sogno. «Ma aveva anche i piedi per terra», insiste la nonna. Tanto da iniziare a progettarsi un futuro, dopo la maturità, anche lontano dalle sue passioni.

Primo tentativo: Medicina. Ma la ghigliottina dei test d’ingresso non le aveva permesso di indossare il camice bianco. Ma Sara non si era data per vinta. Per un anno si era «appoggiata» alla facoltà di Chimica, poi però aveva capito che non era quella la sua strada. E si era iscritta alla facoltà di Economia, all’università di Roma Tre, quella più vicino a casa. Qui è iniziata la rincorsa, «per recuperare quell’anno che sentiva di avere perso». E Sara è stata un fulmine. Un esame dietro l’altro. «Uno l’aveva fatto la settimana scorsa – ricorda ancora la zia – Promossa, come sempre. Ne aveva altri due questa settimana. Ma ora…», e la voce si incrina. Poco tempo per le relazioni amorose. C’era Vincenzo, con cui era stata insieme due anni. «Molto geloso», raccontano in famiglia. Si erano lasciati la settimana scorsa. Lei aveva già voltato pagina, si vedeva con un altro ragazzo. L’altra passione era la danza. Non è un caso se al primo piano della casa dove abitava, c’è un quadro con una ballerina che si tocca la punta. Dipinta in mille colori, come la foto che Sara teneva in evidenza sul suo profilo Facebook. A mettere le scarpette aveva cominciato da piccola, a sei anni, con i corsi di ginnastica ritmica. Mentre i compagni delle elementari giocavano, lei passava i pomeriggi a ballare. Poi una scuola di danza, più tardi, per continuare a coltivare il suo sogno. La sua prima fan era la mamma. La donna che l’ha cresciuta, quasi «da sola», dicono i parenti. «Aveva divorziato dal padre quando Sara aveva solo 3 anni. Anche se con lui il rapporto c’è sempre stato. Si vedevano con regolarità, non era un padre assente». Per lui tifava la Lazio.Ma allo stadio, se ci andava, era per i concerti di Ligabue, il suo mito. Lo ascoltava in macchina, a tutto volume. Anche quella canzone che fa: «Quando l’hai capito che… che la vita non è giusta come la vorresti te».

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