Ragusa, “Non luogo a procedere” prosciolto l’indiano che aveva tentato di rapire una bambina

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Novità riguardo il cittadino indiano Ram Lubhay, accusato di aver tentato di rapire una bambina di 5 anni, il 16 agosto scorso sul lungomare di Scoglitti in provincia di Ragusa. In quell’occasione, Ram Lubhay fu fermato dai carabinieri ed in un secondo momento espulso perchè era irregolare da 10 anni; durante l’interrogatorio il cittadino indiano si era dichiarato innocente ma nonostante questo venne indagato per il tentativo di sequestro, e poi rimesso in libertà per ben due volte, ovvero la prima dopo essere stato fermato dai carabinieri e la seconda dopo l’interrogatorio. Un caso, nato da un improvvido comunicato stampa” e “creato da una campagna mediatica talmente forte che adesso qualsiasi altra testimonianza dovesse arrivare deve essere considerata inutilizzabile perché passibile di un eccessivo condizionamento”, come ha scritto il capo della Procura ragusana Carmelo Petralia. Il Gip del Tribunale di Ragusa ha emesso una sentenza di non luogo a procedere nei confronti dell’indiano accusato del rapimento che sarebbe avvenuto il 16 agosto scorso sul lungomare di Scoglitti, nel ragusano.

Per chi non lo ricorda, il cittadino indiano era stato fermato sulla spiaggia dopo la telefonata di un parente che denunciava il tentato sequestro di una bambina e la Procura di Ragusa non aveva chiesto la convalida del fermo e la custodia in carcere perchè da quanto emerso dalle testimonianze, pare che lo stesso si fosse limitato a prendere in braccio la piccola per meno di un minuto, senza essersi allontanato, per poi riconsegnarla ai genitori. E’ stato il Pm Giulia Bisello a richiedere l’emissione del provvedimento di non luogo a procedere. L’avvocato Biagio Marco Giudice, della difesa, ha dichiarato: “resta solo il rammarico di non potere informare il signor Lubhaya.sarà difficile per lui sapere che non si è proceduto nei suoi confronti”.”Auspicavo che la questione finisse al più presto. Avrei preferito però che il signor Ram Lubhay fosse rimasto in Italia per difendersi nel merito della vicenda con la celebrazione del processo. E’ stato invece espulso prima per un altro provvedimento amministrativo esistente”, ha detto il suo difensore, l’avvocato Biagio Giudice.

Il legale ha anche aggiunto che questa vicenda altro non è che un esempio di mala gestione di un caso non da parte della giustizia ma da parte soprattutto dei social network e di alcuni organi di stampa che hanno celebrato troppo in fretta un processo condannando una persona senza conoscere gli atti. Infine l’avvocato Giudice ha voluto rinnovare la propria solidarietà al sostituto procuratore Giulia Bisello che ha subito degli attacchi ingiustificati, riferendosi alle polemiche sorte dopo la scarcerazione di Lubhay avvenuta 24 ore di fermo. “Questa legge mi fa vomitare“, aveva dichiarato la mamma della piccola subito dopo l’accaduto, dichiarazioni che in un certo qual modo avevano innescato un boom mediatico-giudiziario in cui erano intervenuti anche il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando e l’Anm.

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