Rai, dice addio alle “signorine buonasera”

alessandra canale-3Rivoluzione in Rai. Nel via vai generale di questo fine stagione, arriva un addio che pesa nella tv di Stato. Dopo 64 anni di onorato servizio, la dirigenza ha deciso di mettere alla porta le “signorine buonasera”.

Le storiche annunciatrici tv dovranno emigrare su altri lidi, anche se la promessa dei vertici è quella di un ricollocamento in Rai. “La nuova dirigenza ci ha annunciato questa decisione – ha fatto sapere Claudia Andreatti, ex Miss Italia e annunciatrice da diversi anni – Da una parte è un grande peccato perché le ‘signorine buonasera’, dagli anni ’50 ad oggi, hanno fatto la storia della nostra tv. Dall’altro per me, dopo 9 anni di questo lavoro, sarà un’opportunità di crescita. Ci hanno promesso una ricollocazione”.

E’ mistero su dove vedremo Claudia Andreatti, Elisa Silvestrin, Dalila Pasquariello, Sarita Agnes Rossi e Alessandra Canale, ma di certo il pubblico non gli farà mancare il suo grande affetto.

Un ruolo storico, quello delle “signorine buonasera”. La prima fu Fulvia Colombo, che nel 1954 annunciò le prime trasmissioni Rai. Accanto a lei Olga Zonca, Nicoletta Orsomando, Lidia Pasqualini, Marisa Borroni e Maria Teresa Ruta, seguite da una lunga schiera di annunciatrici che si sono succedute nel corso degli anni fino ad oggi.

Dopo le 6.25 di sabato 28 maggio la figura professionale dell’annunciatrice Rai sarà definitivamente classificata come reperto museale. L’ultima vestale dell’annuncio col sorrisino prestampato sarà Claudia Andreatti, da nove anni, in questo ruolo su Rai1, dopo di lei solo rimpianti e nostalgie.

A dire il vero la lacrimuccia di rimpianto la verseranno solamente gli abbonati in prima fila over 70, quelli che ancora conservano memoria del sommesso palpitare per quelle signorine, capaci di passare una giornata a pettinarsi per un’apparizione video di un minuto scarso, attimo fuggevole ma estremamente intenso. Un tempo sufficiente a far sognare sia la mamma che sfritellava in cucina, che forse provava una punta di invidia per quelle prime icone del tiepidume erotico nei confini del consentito, come per il maschio attovagliato, che ne traeva colpevoli spunti per innocenti divagazioni oniriche alla ferrea routine coniugale.

Per i frequentatori abituali della tv di Stato in era monocratica quelle ragazze compite rappresentavano lo scandire di una consuetudine familiare, erano le sacerdotesse del fantastico spettacolo domestico di quel focolare catodico in cui, da più di sessanta anni, la Rai ha attinto quel residuo di grazia d’antan che ancora anima le sue stanche liturgie.

Da questo ultimo sabato di maggio inizieranno dunque le cause di beatificazione per dimostrare le virtù eroiche delle varie Nicoletta Orsomando, Rosanna Vaudetti, Anna Maria Gambineri, Marilina Cannuli, Maria Giovanna Elmi, Beatrice Cori, Marina Morgan. Qualcuno tra i fecondi novelli creativi penserà un format innovativo che intitolerà “Annunciatrici” e tutto entrerà a pieno diritto nella storia minima della nostra civilizzazione elettronica.

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