Rai, indagati tre funzionari accusati di corruzione: le Fiamme Gialle perquisiscono gli uffici e abitazioni di Milano e Roma

Rai, indagati tre funzionari accusati di corruzione: le Fiamme Gialle perquisiscono le abitazioni

Ancora una volta nell’occhio del ciclone la Rai, dopo che nella giornata di ieri tre funzionari sono finiti per essere indagati per corruzione. Finite nei guai anche nove società operanti nel settore audio e luci per le quali si ipotizza il reato di turbativa d’asta. E’ questo quanto emerso dalle perquisizioni effettuate dalla Guardia di Finanza e dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, che tra l’altro sono ancora in corso ormai da diversi giorni nell’ambito dell’operazione soprannominata Backstage.

Le Fiamme Gialle stanno eseguendo un ordine di esibizione presso la Rai, relativo alla documentazione sulle gare di affidamento di servizi e forniture nel settore audio e luci. Sono stati sospesi dall’azienda in via cautelativa dal servizio per «violazione dei doveri di imparzialità della pubblica amministrazione e violazione dei doveri d’ufficio nell’esercizio delle loro attività professionali.Le perquisizioni sono state effettuate presso l’abitazione di tre direttori della fotografia della Rai, i quali risultano appunto indagati per un’ipotesi di corruzione da parte dell’imprenditore David Biancifiori, arrestato nel 2015 conosciuto nell’ambiente come Scarface.

Si tratta di nomi di punta dei programmi Rai, responsabili dell’illuminazione di show di prima serata. Risultano,dunque, indagati Marco Lucarelli accusato dai pm di aver ricevuto tra i 10 ed i 12 mila euro, Massimo Castrichella finito nell’inchiesta con l’ipotesi di corruzione per 5 mila euro ed infine Fausto Carboni che avrebbe ricevuto una quantità ancora non determinata di soldi. I tre appena citati risultano tra i principali direttori della fotografia dell’azienda televisiva pubblica, responsabili dell’illuminazione di programmi al alto budget quali Sanremo, Ballando con le stelle ed altri format. Per la Procura di Roma i tre avrebbero violato i “doveri di imparzialità in tutti i procedimenti cui erano interessate le società di Biancifiori”, inviando prima delle gare il capitolato tecnico.Risultano indagati per turbativa d’asta, anche gli amministratori delegati dei gruppi coinvolti e nell’inchiesta gli indagati risultano in 44 tra Rai, Mediaset e La7.

L’inchiesta, denominata “Backstage” e condotta dal Procuratore aggiunto Paolo Ielo, ruota intorno ai 38 milioni di euro di fondi, denaro accantonato con fatture per operazioni inesistenti, e che sarebbe servito come “corrispettivo” in cambio degli appalti.Tra questi spuntano dei nomi molto conosciuti nell’ambiente, tra i quali: la Mms di Milano, la Mixer di Taietti di Brescia, la Pr Electronic di Roma, la Amg International di Roma, la Elettronica 83 Sedico di Roma, la Leading Technologies di Monza, la Madema Italia di Roma e la Agora di Roma.  “La Rai, parte lesa nella vicenda, sostiene con la massima trasparenza l’operato della Magistratura e delle forze di Polizia Giudiziaria, collaborando con le indagini in corso. Il provvedimento di sospensione dei dipendenti è in linea con l’impegno di attuazione del piano triennale di prevenzione della corruzione approvato dal Consiglio di Amministrazione della Rai il 26 gennaio del corrente anno“, si legge in una nota diffusa dall’emittente televisiva.

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