Recensione Shock di un padre su Tripadvisor accusa la direzione del Lido d’Abruzzo : “Che pacco, vacanza con una miriade di disabili, voglio chiedere i danni”

Che pacco, vacanza con una miriade di disabili, il post di un padre su Tripadvisor scatena la rabbia social

E’ davvero assurdo quanto accaduto nei giorni scorsi in Italia, e nello specifico a Teramo dove un uomo ospite del villaggio turistico di Roseto degli Abruzzi, ha postato una recensione davvero sconvolgente proprio sul portale di Tripadvisor.  “Non lo sapevo, ma era pieno di disabili.

Non voglio discriminarli (e meno male! ndr.) ma non è stato bello far vedere ai miei figli tutte quelle persone sofferenti sulle sedie a rotelle. Avrei gradito una comunicazione preventiva, in modo da poter spostare la prenotazione a un’altra data. Sto pensando anche di ricorrere alle vie legali”, è questo quanto recensito dall’uomo, che ha avuto da ridire sul fatto che nel villaggio, dove stava trascorrendo i suoi giorni di vacanza, ci fossero dei disabili. Sembra proprio che nonostante tutti parlano di lotta alle discriminazioni, ancora oggi nel 2016 esiste gente che possa considerare un invalido, un problema. La vicenda è stata resa pubblica dalla nota opinionista Selvaggia Lucarelli, la quale venuta a conoscenza di quanto accaduto ha postato su Facebook la recensione negativa di questo “cliente”.

La Lucarelli ha anche aggiunto un post su Facebook nel quale si legge: “A proposito di Tripadvisor e di quello che l’imbecille di turno è autorizzato a postare, ecco qui una recensione del primo giugno 2016. Il gentile signore (anonimo, che eroe) è in vacanza con la famiglia nel villaggio turistico Lido d’Abruzzo a Roseto degli Abruzzi e poverino, ha intenzione di denunciare la struttura perchè c’erano troppi disabili. E poverini, i figli sono rimasti impressionati. Mica da un padre così, no, da due carrozzine”.L‘uomo ha postato la recensione, aggiungendo tra l’altro anche il titolo:“Il pacco è servito“. Misteriosamente dopo un pò di tempo la recensione è stata rimossa, ma ormai il gioco era fatto, perchè oltre a Selvaggia Lucarelli, il post era stato notato dal Rotary Campus Abruzzo e Molise che aveva protestato ma senza creare un vero e proprio caso.

A distanza di qualche giorno è arrivata anche la replica del titolare del villaggio il quale in un lungo post ha sostanzialmente dichiarato di non aver bisogno di pubblicità, e che da sempre la struttura ha ospitato e continuerà ad ospitare disabili; il titolare del villaggio ha anche spiegato di essersi messo in contatto con TripAdvisor per rimuovere la recensione, ma sembra non abbia mai ricevuto una risposta. Poi ecco l’invito all’uomo autore della recensione shock, a ritornare nella struttura anche in forma anonima per chiedere scusa ai disabili e alle loro famiglie. ” Sono disposto ad offrirgli gratuitamente una settimana di vacanza. Ho un’idea su chi possa essere questa persona ma, dato che non ho alcuna certezza, non intendo sbilanciarmi” ha fatto sapere il titolare del villaggio vacanze.

La comunità web dei disabili, ma non solo, ha reagito con grande durezza (e anche ironia…) alla recensione di un utente di Tripadvisr che si era lamentato della eccessiva presenza di persone cpn handicap fisiche nel suo villaggio  di Roseto degli Abruzzi (Teramo): “Non lo sapevo, ma era pieno di disabili. Non voglio discriminarli, ma non è stato bello far vedere ai miei figli tutte quelle persone sofferenti sulle sedie a rotelle. Avrei gradito una comunicazione preventiva, in modo da poter spostare la prenotazione a un’altra data. Sto pensando anche di ricorrere alle vie legali”, aveva scritto tal “Cicco33″.

La reazione di Iacopo Melio alla recensione di Tripadvisor

“Caro testa a pinolo… io in vacanza ci vado, “è il titolo di un post su facebook con cui l’ideatore della campagna #vorreiprendereiltreno, Iacopo Melio, disabile di 22 anni di Cerreto Guidi, risponde alla recensione anonima in cui si accusa la struttura perchè ha ospitato in vacanza un gruppo di persone disabili su sedie a rotelle. «Se un giorno avrò dei figli – scrive tra l’altro Iacopo Melio – sapranno che il dolore, quello vero, è nascosto nell’indifferenza e non nella malattia. Che i brutti spettacoli del mondo ce li ha sempre ‘regalati’ la cattiveria umana e mai la dignità. Che il mondo è popolato da persone diverse ma con gli stessi diritti. Che non esiste libertà abbastanza grande di quella che possiamo prenderci per essere felici. Perché vivere significa questo: esser messi in condizioni di poter fare del nostro destino ciò che si vuole, senza mancare di rispetto (ah, che bella parola!) a chi ci sta intorno. Quindi, caro il mio testa a pinolo… Non solo io in vacanza ci vado, quest’anno, come tutti gli altri anni. Ma ci andranno – conclude Melio – anche Marco, Matteo, Laura, Sara, Ilaria, Fabrizio, Ginevra, Alessandro E tutti i ragazzi speciali di questo mondo, che di speciale non hanno niente se non la loro unicità». Sull’argomento interviene anche l’assessore toscano alla salute, Stefania Saccardi: «Chissà – afferma via Fb – se i ragazzi disabili che alloggiavano nel villaggio intraprenderanno vie legali e chiederanno risarcimenti per essere stati costretti a passare le vacanze con questo individuo. Caro signore, credo davvero che sia il suo pregiudizio a non essere “un bello spettacolo” per i suoi figli».

L’indignazione dell’Anmic alla “provocazione”

Indignazione anche dall’Anmic (associazione nazionale mutilati e invalidi civili) . «Si tratta – commenta il presidente nazionale Anmic Nazaro Pagano – dell’ennesimo episodio di grave discriminazione nei confronti di persone con disabilità, che hanno appunto il diritto, come tutti, al riposo e allo svago in un villaggio vacanza. Ciò che ci colpisce e indigna maggiormente, in questo caso, è poi la stupidità e la inconsapevolezza del recensore che non sembra neanche rendersi conto del suo terribile pregiudizio. Un atto comunque vile, che sfrutta l’anonimato di Internet per colpire con lo stigma le persone disabili e per far rimanere il nostro Paese ancora indietro sotto il profilo culturale. Dobbiamo tutti reagire contro le discriminazioni e contro il perdurare di queste barriere invisibili, altrimenti le leggi per le pari opportunità e i diritti rimarranno ancora a lungo sulla carta», conclude Pagano.

One comment

  1. Non ho visto da nessuna parte nella recensione di Cico33 una lamentela sul fatto che i disabili non avessero diritto a riposo e svago in un villaggio vacanza. Semplicemente ha reclamato per sè la stessa possibilità di svago e vacanza in base alle sue esigenze. Se una qualsiasi struttura turistica
    ospita in determinati periodi dell’anno eventi eccezionali (e non si
    può sostenere che una riunione di disabili patrocinata dal Rotary
    con la presenza di 280 disabili contemporaneamente non sia un evento
    eccezionale), ha secondo me il dovere di avvisare eventuali ospiti
    che prenotino al di fuori del circuito. Ma si sa, perdere anche una
    sola prenotazione al giorno d’oggi costa caro! E questo credo sia
    l’unico vero motivo per il mancato avviso, al di là di ogni falsa
    retorica e perbenismo. Vale per i disabili e per qualsiasi altro
    tipo di raduno di categoria. Non si tratta certo di discriminare ma
    di poter scegliere liberamente. Cico33 non aveva voglia di una
    vacanza istruttiva ma di una vacanza divertente e spensierata,
    diciamolo pure “normale”. Aveva voglia di giocare a Beach Volley
    e non di partecipare a una para-olimpiade. Non è forse un suo
    diritto? Perchè 280 disabili hanno scelto di passare una vacanza
    assieme? Forse perchè anche loro volevano stare insieme per
    scambiarsi opinioni e esperienze comuni, e non si sarebbero trovati
    magari altrettanto bene in un altro villaggio dove erano minoranza e potevano
    confrontarsi solo con normalmente abili. I diversamente abili hanno
    avuto il diritto e la libertà di scegliere la loro vacanza, questo
    diritto e questa libertà non sono stati concessi a Cico33.
    Mi piacerebbe sapere se una minoranza
    di disabili avesse scelto un villaggio turistico e solo una volta
    arrivati avessero scoperto che in quel periodo il villaggio ospitava
    280 atleti e relativi accompagnatori, tutti muscolo e
    superpalestrati, per la settimana del “body building”. 280
    persone che ogni giorno avrebbero ricordato loro che esistono persone
    normo dotate, che hanno l’uso delle gambe e nessuna disabilità. Che
    li avrebbero costretti a confrontarsi giornalmente solo ed
    esclusivamente con una realtà che non li riguarda, potento discutere solo di integratori, strumenti ginnici e palestre. Sarebbero stati
    contenti?

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