Renato Zero presenta l’album “Alt” tanta musica e temi sociali

«Non mi arrendo». Esordisce così Renato Zero, raggiante, alla conferenza meneghina di presentazione del suo nuovo disco ALT, 14 inediti in uscita oggi. Spiritoso, in total black, con la sua verve elegante incalza i giornalisti: «Siete qui anche per criticarmi, fatelo! Vi temo, ma vi esorto a fare bene il vostro lavoro, è molto utile». Un pizzico di retorica e poi un fiume di parole, riflessionie battute. «Tremo un pochino, come sul palco di San Remo a febbraio»,aggiunge:«Ho perso l’abitudine a incontrare tanta gente tutta insieme».

Non risparmia nessuno il re dei sorcini che, a tre anni dal suo ultimo disco, torna in splendida forma e si prepara al grande live -targato F&Pche lo aspetta a giugno (1 e 2, ndr)all’arena diVerona: «Sono contento di tornarci perché mi deve tremalleoli,penso sia il modo più autentico per far conoscere il mio disco che a contrario degli altri, più rivolti al futuro, si concentra sul presente. La mia testa è già a Verona, aspetto quell’appuntamento, è una sfida con me stesso». Accantonata, quindi, almeno per il momento,l’idea di uno spettacolo televisivo insieme a Maria De Filippi, annunciato e poi annullato a causa di un lutto famigliare della Signora di Mediaset. «Questo disco è per tutti quelli che non vogliono stare in panchina»,ha continuato l’artista: «Non mi arrendo perché ho ancora cose da dire in questo momento nel quale tutti abbiamo bisogno di accarezzarci e confortarci». La discografia? «Guarda solo al mercato e non tiene più conto dell’essere umano».

Un disco forte, pieno di passione e spirito di denuncia, dunque, che tocca grandi temi: dalla fede (uno dei brani è proprio intitolato Gesù), al lavoro. Dai giovani, alla televisione, fino alla politica (in Nemici miei Renato nostro davvero non le manda a dire). E proprio sulla politica Zero non si risparmia: «Non fa nulla per produrre esempi che ci confortino, se rubano anche lì non c’è più speranza». Se la prende anche con i sindacati («Molti di questi badano soltanto a finire a Montecitorio») e con la televisione: «Sembra tornata in bianco e nero, le offerte allettanti sono poche». Il figlio di Riina ospite da Vespa? «Non commento, non ne ero informato».Mentre sulle trivelle,argomento protagonista della chiacchiera politica degli ultimi giorni, non lascia spazio a molti dubbi: «Quel petrolio è annacquato e comunque sul tema ho già avuto modo di dire la mia 4 anni fa con Lucio Dalla alle Tremiti». Si esprime senza reticenze anche sulla delicata questione della famiglia: «Nessuno si può permettere il lusso di giudicare, la famiglia è comunque un bene. Io ho adottato perché non volevo star da solo.

Dov’è il problema? Esiste solo per gli stronzi che non amano». «Chi non vive non scrive», ha proseguito l’artista, «e sono contento di questo disco perché racconta la mia vita vissuta, quello che ho visto, provato e sentito. Poi l’ultimo ad avere la parola è sempre il pubblico, ovviamente». Ed è anche col pubblico che se le prende,però.Col suo pubblico. «Ieri è stato messo in rete ilmio disco gratis.Voglio dire a quelle persone di non venire ai miei concerti e di non comprare i miei dischi». Echi gucciniani. E anche su Internet,il grande Renato ha qualcosa da dire:«È un mezzo potenzialmente splendido, ma è molto presente e non aiuta, crea tanta solitudine e mi rivolgo soprattutto ai giovani: abbiate passione e il coraggio di staccarvi un po’ dal vostro mondo digitale». Aleggia un pizzico di nostalgia per il suo vecchio pubblico. O almeno così sembra. «Oggic’èmeno concorrenza, sento nostalgia di quando si doveva dimostrare di più, ormai lo standard si è sensibilmente abbassato». La conferenza volge al termine, dopo più di un’ora di chiacchiere senza filtri. «Come direbbe Baglioni, io me ne andrei», ha scherzato Zero. Giusto il tempo per un’ultima domanda: possiamo considerarla il David Bowie italiano? «Considerate lui il Renato Zero inglese»,ha concluso. Buona la prima.

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