Renzi attacca il sindaco Raggi sulla questione rifiuti: “ha affidato i rifiuti a Mafia Capitale

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Matteo Renzi attacca il sindaco di Roma Virginia Raggi sul fronte spazzatura accusandola di aver dato i rifiuti in mano a Mafia Capitale e la risposta di certo non si è fatta attendere. Il sindaco Raggi, infatti, dopo aver accolto le critiche ed il duro attacco del Premier Matteo Renzi ha dichiarato: “Affari con loro? Mica siamo il Pd”.“Pensate che avrebbero detto se Muraro fosse del Pd? In fondo la svolta della Raggi è dare la gestione dei rifiuti a un donna collegata totalmente a Mafia Capitale, a quelli che c’erano prima. La doppia morale dei 5 Stelle fa ridere i polli”, ha dichiarato il Premier Matteo Renzi.

Il premier quando è in difficoltà  prova a distogliere l’attenzione e a cambiare argomento. Forse è nervoso perché si avvicina la data del referendum sulle finte riforme. E i confronti in tv lo vedono in grossa difficoltà. Piuttosto si concentri sul disastro economico del governo, sui dati della disoccupazione giovanile, sulla fallimentare politica estera, sull’emergenza migranti. Buon lavoro”, ha dichiarato ancora il sindaco Raggi. Nel contempo, il premier ha anche commentando la scelta dei nuovi assessori scelti dal primo cittadino della Capitale aggiungendo che che è davvero sorprendente come sia stata fatta la proposta a Colomban e che lui abbia accettato l’incarico alle Partecipate, uno che aveva detto certe cose proprio sulla spesa pubblica, ed ancora il Premier ha aggiunto che adesso vuole proprio vederlo all’opera nel settore delle grandi aziende dato che la pensa in un certo modo.

Il Premier ha parlato nella giornata di ieri parlando a Classe democratica, ed inevitabilmente ha anche affrontato il tema referendum, sostenendo che le riforme non rappresentano un attacco alla democrazia e che in due mesi l’Italia rischia di giocarsi i prossimi vent’anni.” Sono molto contento che nel confronto con Gustavo Zagrebelskysia emerso finalmente che non c’è il rischio di deriva autoritaria. E che era una preoccupazione un tantino esagerata”. Ed ha aggiunto: “Ho chiesto al più autorevole costituzionalista, come lo ha definito Mentana, dove era l’articolo che cambiava i poteri del premier: non c’è. Quella della deriva era una preoccupazione esagerata”.

Riguardo il referendum, Matteo Renzi sostiene che i sondaggi ad oggi lo vedono in svantaggio con gli indecisi che rimangono fermi sul 35%, chiedendo l’impegno dei suoi ministri a cominciare da Alfano a finire a Boschi passando per Padoan e Delrio. Entusiasmo anche da parte dei giovani Dem, e nello specifico Enrico Mentana, dopo aver ospitato il confronto con Zagrebelsky , ha dichiarato che c’è bisogno di prendere tutte le scuole del territorio, un pò come fece Berlusconi nel 2006. I punti ai quali il Premier pare non voglia rinunciare sono quelli relativi un sistema che possa garantire la governabilità e la stabilità e la disponibilità a rinunciare al ballottaggio in cambio di proposte alternative.

Lo scontro è a distanza, in una prima domenica di ottobre dalla temperatura politica ancora molto elevata. Ma, dalla cattedra della scuola di formazione del Pd, Matteo Renzi la lezione prova a darla a Virginia Raggi che, dopo aver rattoppato la sua giunta, è adesso impelagata nel caso di Paola Muraro. L’assessora all’ambiente è indagata dalla Procura di Roma per reati ambientali e poi per abuso d’ufficio, assieme all’ex direttore generale Ama Giovanni Fiscon, uno degli imputati del processo Mafia Capitale: per la responsabile capitolina dei rifiuti la gran parte del Movimento 5Stelle (e dello stesso esecutivo capitolino) chiede l’allontanamento immediato dalla sala delle Bandiere. L’addio potrebbe arrivare in settimana nonostante le resistenze della stessa Raggi, che però ha già pronto un piano B per il dopo-Muraro.

L’AFFONDO La prima stoccata arriva dall’ex primo cittadino di Firenze: «In fondo la svolta della Raggi è dare la gestione dei rifiuti a un donna collegata totalmente a Mafia Capitale, a quelli che c’erano prima – attacca il premier – pensate che avrebbero detto se Muraro fosse del Pd?». Secondo Renzi nel Movimento 5Stelle «c’è una doppia morale» sulla giustizia «che fa ridere i polli». La foto della sindaca sul tetto del Campidoglio? «Mi suscita simpatia, è una boccata d’aria fresca, non dobbiamo fare polemica su questo – sottolinea il leader del Pd – Il problema non è quello che la Raggi fa sul tetto, è quello che fa quando scende».

LA POLEMICA Passano poche ore e la sindaca replica su Twitter: «Affari con Mafia Capitale? Mica siamo il Pd. I cittadini sanno che quel sistema l’hanno creato loro. Noi lo combattiamo». Da un social all’altro, la Raggi passa poi a Facebook, con un post preceduto dall’immagine di una piovra sulla Capitale e la scritta “Fuori la mafia da Roma”: «Attendiamo ancora di sapere cosa ha fatto (Renzi) con i fondi delle cene elettorali con Buzzi – scrive l’inquilina di Palazzo Senatorio – Il Pd non crederà mica che l’abbiamo dimenticato?». La sfida è a tutto campo: «Renzi la butta in ca- ciara», dice Luigi Di Maio. «È in difficoltà, specie dopo le bacchettate di Napolitano sull’Italicum, e accusa noi di accordi per Mafia Capitale – sostiene il vice presidente della Camera – Si dimentica che Mafia Capitale sono loro del Pd». Replica il senatore Pd Stefano Esposito: «L’imbarazzo della Raggi sulla Muraro è evidente, ma è costretta a difenderla ad oltranza perché è l’asse portante della sua alleanza con gli alemanniani, con Panzironi, Cerroni e con i poteri forti».

IL PIANO B In caso di addio alla Muraro, la sindaca si troverebbe nella situazione di dover trovare un nuovo responsabile dell’ambiente e con appena tre donne nell’esecutivo su nove assessori: e proprio oggi saranno presentati i ricorsi al Tar di Roberto Giachetti e di Sel per violazione del principio dell’equilibrio di genere in giunta, sancito dallo Statuto di Roma Capitale. La questione sarà affrontata in una riunione informale della giunta, tra domani e mercoledì, che si trasformerà in una resa dei conti sul ca- so-Muraro. Con alcuni assessori, da Paolo Berdini a Flavia Marzano, che non mancano di manifestare le loro perplessità sulla vicenda. Il piano B della sindaca della Capitale sarebbe quello di spacchettare una delega attualmente in capo al vi- cesindaco Daniele Frongia, affidandola a una donna, oppure di assegnare alla nuova as- sessora una delega all’ambiente “depotenziata”. L’interim dei rifiuti andrebbe quindi a Massimo Colomban, l’imprenditore veneto scelto per portare a termine la riforma delle aziende partecipate, almeno fino alla scelta del nuovo assessore.

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