Ricchi e Poveri, Franco Gatti il ‘baffo’ lascia lo storico gruppo per dedicarsi alla famiglia

1462371049141.jpg--un_nuovo_dolore_per_il__baffo__dei_ricchi_e_poveri__ha_preso_una_decisione_drastica_per_la_sua_vitaUn ultimo concerto insieme a Mosca, pochi giorni fa, e poi l’addio ai Ricchi e Poveri: Franco Gatti, il “baffo” dello storico gruppo, si congeda a sorpresa dai suoi colleghi, Angela Brambati e Angelo Sotgiu, con i quali ha calcato per quasi 50 anni i palchi di mezzo mondo cantando hit come “Che sarà”, “Se m’innamoro”, “Sarà perché ti amo. I Ricchi e Poveri nascono nel 1968. Sono tra gli artisti italiani con il maggior numero di dischi venduti (oltre 20 milioni) e tra i gruppi più longevi.

Nati come un quartetto polifonico, formato da due voci maschili e due voci femminili, i Ricchi e Poveri perdono Marina Occhiena nel 1981 e continuano la loro carriera come trio. Franco ora spiega: «Dopo tanti anni di splendido lavoro insieme ho deciso di . dedicarmi di più alla mia famiglia, una semplice scelta di vita». Nel 2013 a Sanremo una telefonata lo informò che il figlio Alessio, 23 anni, era stato trovato senza vita nella sua abitazione di Nervi, a Genova.

dapprima in tre e ora diventati due. I Ricchi e Poveri,do- po lo storico divorzio da Marina Occhiena (la «bionda») nel 1981, perdono un altro pezzetto della loro storia canora: Franco Gatti ha deciso di lasciare il gruppo. Angelo Sotgiu il «bello», e Angela Brambati, la «brunetta» diventata famosa per il suo dimenarsi sul palco quasi fosse costantemente colpita da una scarica elettrica, sono rimasti soli. In due. Per carità, la notizia non è di quelle che scuotono il mondo delle sette note, non stiamo parlando di Mick Jagger che molla i Rolling Stones. Epperò desta scalpore questo distacco annunciato dal baffuto – e nasuto – membro del gruppo che ha alzato bandiera bianca al capolinea di una carriera durata 48 anni.

«Tanto eh?», ha balbettato tradendo una malinconica cadenza genovese. L’emozione, in questi momenti, è tiranna: «Se mi volto indietro vedo soltanto cose belle fatte con questi compagni di lavoro e di vita. E non soltanto per i 22 milioni di dischi venduti. Con Angelo e Angela è stata un’avventura splendida che rifarei dal primo all’ultimo giorno, ma ormai ho preso la decisione che è definitiva: lascio i Ricchi e Poveri, una scelta dovuta esclusivamente a motivi familiari, maturata negli ultimi tempi malgrado il lavoro di gruppo fosse ancora tanto. I tour all’estero, soprattutto in Russia dove i nostri successi continuano a riscuotere consensi, non manca no. L’ultimo show risale a pochi giorni fa. Ai miei compagni di lavoro auguro di toccare il traguardo dei 50 anni di carriera e altri successi.

Sono certo che quelli non mancheranno», ha aggiunto Gatti. Angela e Angelo, difatti, non hanno alcuna intenzione di ammainare bandiera né di rinunciare ai cachet che il mercato russo continua a offrire ai vecchi draghidello Spaghetti-Pop: da AlBano a Umberto Tozzi, dai Matia Bazara Toto Cutugno. Tutta gente che si è costruita una seconda carriera a Mosca e dintorni. Anzi, precisano i Ricchi e Poveri dimezzati che continueranno a cantare in tutte le balere del mondo d’oltrecortina le loro hit: Sarà perché ti amo, Sem ‘innamoro o Che sarà: «Continuiamo a percorrere la strada nella musica senza Franco che, in totale armonia con noi, ha deciso di fermarsi. Lo ringraziamo per la professionalità e l’amicizia dimostrata in mezzo secolo di esistenza artistica insieme. Noi restiamo sul palco perché questa è la nostra vita».

Le motivazioni dello stop di Gatti sono di carattere personale e noi che abbiamo vissuto il dramma della scomparsa dell’amatissimo figlio Alessio, forse stroncato da un’overdose, il 13 febbraio del 2013, lo possiamo confermare. Quel giorno i Ricchi e Poveri si trovavano a Sanremo per partecipare al Festival. Dopo la tragica notizia il gruppo annullò l’ospitata ed è facile pensare che salire su un palco e cinguettare canzoncine pop sia diventato, mese dopo mese, un macigno psicologico insostenibile per Gatti. «È contro natura che un figlio a 22 anni possa morire e che un padre che ne ha 70 come me, pieno di acciacchi, debba essere ancora in vita. Questa è una cosa che non si riesce a concepire. Uno dice: The show must go on? Ma come faccio a salire sul palco? Me lo dite?», ci disse in lacrime quel giorno a Sanremo.
Quando iniziò il suo lungo addio.

Nati come un quartetto polifonico, formato da due voci maschili e due voci femminili, i Ricchi e Poveri perdono Marina Occhiena nel 1981 e continuano la loro carriera come trio.

Ora, come un fulmine a ciel sereno, esce di scena Franco, che spiega così all’ANSA la sua scelta, certamente sofferta: “Dopo tanti anni di splendido lavoro insieme ho deciso di dedicarmi di più alla mia famiglia, una semplice scelta di vita. Auguro ai miei meravigliosi compagni ancora tanti anni di successi”.

E’ il 2013 quando una tragedia si abbatte proprio su Franco mentre si appresta a salire sul palco del teatro Ariston con i suoi compagni per ritirare il Premio alla carriera nel corso del Festival di Sanremo: una telefonata lo informa che il figlio Alessio, 23 anni, è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Nervi, a Genova.

Fabio Fazio annuncia in sala stampa l’improvvisa defezione dei Ricchi e poveri per questo lutto improvviso e il Festival si stringe attorno al gruppo.  Da allora, diverse esibizioni live anche all’estero e qualche apparizione in tv. La prossima, la prima senza Franco, sarà venerdì, su Rai1 nella trasmissione ‘I migliori anni’.

 

Da oggi ‘la brunetta’ Angela Brambati e ‘il biondino’ Angelo Sotgiu vanno avanti con il marchio dei Ricchi e Poveri in duo. “Continuiamo a percorrere la strada nella musica senza Franco che, in totale armonia con il resto del gruppo, ha deciso di fermarsi”, spiegano. “Lo ringraziamo per la professionalità e l’amicizia dimostrata in quasi cinquant’anni di vita artistica insieme. Noi restiamo sul palco perché – concludono Angela e Angelo – questa è la nostra vita”.

Col tempo, chiaramente, la loro presenza nel nostro immaginario è diventata sempre di più mitologica, e un po’ meno legata alla quotidianità. Come per Al Bano e Romina, tanto per fare un paragone. Le loro partecipazioni al Festival di Sanremo, così come dai programmi di intrattenimento per famiglie si sono fatte più rade, anche se ci piace ricordare una loro partecipazione a Music Farm, circa un decennio fa. Una delle ultime volte che li abbiamo visti all’Ariston, peraltro, proprio Franco, oggi fuori dal gruppocome un Jack Frusciante qualsiasi, ha avuto un malore proprio durante l’esibizione, ci sembra di ricordare una colica renale finendo trascinato fuori dal palco mentre altri due, inconsapevoli, continuavano a cantare senza di lui. In effetti, non era certo la figura centrale della band, il Baffo.A loro, Fabio Fazio, aveva pensato come superospiti nel suo ultimo Festival, quello del 2014, ma la tragica morte del figlio di Franco,Alessio, avvenuta a ridosso della kermesse, aveva portato all’annullamento della partecipazione. L’anno dopo, sempre a ridosso del Festival, era stato Angelo a defezionare, colpito da un attacco di cuore. Insomma, un passato prossimo tormentato, che il nostro subconscio aveva prontamente rimosso, a vantaggio di un ricordo ben più sereno, felice. Un ricordo di loro, ancora più giovani e meno botulinizzati (ma quanto era bella Angela, da giovane, Dio santo?). Loro che cantano felici, pimpanti, le loro canzoni leggere. Magari non profondissime, tranne rare eccezioni, ma ben rappresentative di un’epoca in cui ancora si credeva nel domani, in cui un gruppo poteva chiamarsi Ricchi e Poveri senza scatenare ire e ironie sui social. Un passato in cui i Ricchi e Poveri erano tre, Angela, Angelo e Franco, lì a cantare Mamma Maria o Se m’innamoro. Ecco, io scendo qui.

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