Rolando del Torchio, liberato l’ex missionario italiano rapito ad ottobre 2015 fa nelle Filippine: ipotesi pagamento riscatto

E’ stato finalmente liberato Rolando Del Torchio, l’italiano 56enne rapito lo scorso mese di ottobre a Dipolog City nelle Filippine. L’uomo è stato liberato nella giornata di ieri ed è passato subito sotto la custodia delle Autorità filippine che lo hanno individuato nell’isola di Sulu. L’uomo è un ex missionario divenuto ristoratore una volta smesso l’abito talare e lo scorso mese di ottobre era stato sequestrato da un commando di uomini composto da 6-7 uomini, alcuni dei quali avevano ordinato e mangiato una pizza fingendosi alcuni clienti del locale.

Rolando era stato fatto salire a bordo di un minivan che era in attesa fuori dal locale, Ur Chose e da quel momento non si avevano più notizie, fino alla giornata di ieri.Come abbiamo già anticipato, l‘uomo è un ex missionario,ordinato prete nel 1984 e quattro anni dopo assegnato a Sibuco, città a maggioranza islamica nella provincia meridionale di Zamboanga del Norte e li rimase fino al 1996 quando chiese di essere dispensato. Subito dopo si trasferì a Dipolog e cominciò a lavorare per una Ong impegnata ad aiutare gli agricoltori, prima di aprile la pizzeria.

L’ambasciata d’Italia a Manila e l’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri sono rimaste attive per tutto lo svolgimento della vicenda, e sono in contatto con i familiari del connazionale in Italia e forniranno tutta l’assistenza necessaria nelle fasi successive al rilascio.Torchio è stato ritrovato in precarie condizioni di salute e per questo motivo dopo il rilascio è stato accompagnato presso il centro traumi dell’esercizio filippino, come ha dichiarato il portavoce dell’esercito, ovvero Restituto Padilla. Stando a quanto emerso dal sito di informazione filippino Rappler, il rilascio di Rolando Del Torchio sarebbe avvenuto in seguito al pagamento di un riscatto da parte della famiglia, che ammonterebbe a circa 570 milioni di euro.

«Domani è il mio compleanno, mio figlio mi ha fatto il regalo più bello», ha dichiarato la madre di Del Torchio che a breve compirà 93 anni.Il sindaco di Angera il paese in provincia di Varese nella giornata di ieri è andato a trovare l’anziana signora dopo che si è diffusa la notizia della liberazione. “Dopo sei mesi di silenzio e solitudine, la nostra gioia è immensa”, ha aggiunto l’anziana signora. La notizia è stata appresa con grande gioia anche dal presidente della Lombardia Raffaele Cattaneo, il quale ha commentato con queste parole: “Il Consiglio regionale della Lombardia è vicino alla famiglia e alla comunità di Angera che potranno riabbracciare l’ex missionario. Speriamo che le condizioni di salute di Del Torchio possano migliorare presto, il lungo periodo in cui è stato privato della libertà hanno evidente provato la sua salute e ci auguriamo possa superare al più presto questo terribile periodo di prigionia”.

Lo hanno finalmente liberato, Rolando Del Torchio, ex-missionario e attualmente ristoratore, rapito nell’ottobre del 2015 a Dipolog City nelle Filippine. Ieri è stato rilasciato e si trova attualmente sotto la custodia delle autorità filippine che lo hanno individuato nell’isola di Sulu,come ha fatto sapere la Farnesina.Il portavoce dell’esercito, Restituto Padilla, ha riferito che Del Torchio è in «precarie condizioni di salute» e per questo è stato portato nel centro traumi dell’esercito filippino. Per il rilascio dell’ex missionario la famiglia avrebbe pagato un riscatto. Almeno secondo le ricostruzioni del sito di informazione filippino Rappler,citando fonti di intelligence e della polizia locale. Le fonti riferiscono che i familiari di Del Torchio avrebbe pagato ai rapitori 30 milioni di pesos (570mila euro). Del Torchio, 56 anni, originario di Angera (Varese), è appunto un ex sacerdote ed era stato sequestrato nel suo ristorante Ur Choice Cafè, nel sud della Filippine, in un’area dove operano diversi gruppi separatisti musulmani. Il rapimento non era mai stato rivendicato ufficialmente, ma gli investigatori avevano puntato subito su Abu Sayyaf,il gruppo terroristico noto per la sua strategia di rapimenti a scopo di estorsione e che ha la roccaforte sull’isola di Sulu, dove è stato rintracciato l’ostaggio italiano.

La vita diDelTorchio è molto particolare. Laureato in agraria, si è trasferito nelle Filippine nel 1988, sull’isola di Mindanao, per una missione del Pontificio istituto missioni estere. Negli anni Novanta aveva lavorato a fianco degli agricoltori e dei pescatori locali,dedicandosi a istituire cooperative per migliorare le loro condizioni in un’area ricca di risorse ma tra le più povere dell’arcipelago a maggioranza cattolica. Tale impegno gli era costato minacce di morte e di rapimenti da parte dei potenti clan locali. Dopo aver lasciato il sacerdozio nel 1996,l’ex sacerdote era comunque rimasto a Mindanao, stabilendosi a DipologCity e aveva aperto un ristorante-pizzeria di successo. «Domani è il mio compleanno, mio figlio mi ha fatto il regalo più bello»:la madre,che compirà oggi 93 anni, ha espresso così la sua gioia per la liberazione del figlio rapito, secondo quanto ha riferito il sindaco di Angera, il paese in provincia di Varese dove vive la famiglia. Il sindaco,Alessandro Paladini Molgora, ha fatto visita all’anziana dopo che si è diffusala notizia della liberazione. Con la liberazione di Del Torchio, l’unico ostaggio italiano ancora nelle mani dei suoi rapitori resta il gesuita Paolo Dall’Oglio. Sessantuno anni, il sacerdote è scomparso in Siria il 29 luglio del 2013,mentre cercava di mediare a Raqqa, la roccaforte dell’Is, per la liberazione di un gruppo di ostaggi. Da allora sulla sorte del fondatore della comunità monastica di Mar Mura non si hanno mai avute notizie certe: si sono susseguite numerose dichiarazioni di sedicenti testimoni, informatori, negoziatori, disertori. Le ultime notizie, o presunte tali, risalgono allo scorso ottobre quando due disertori dell’Is dichiararono di averlo visto vivo a fine agosto in una prigione di Raqqa.

A SEI MESI DAL SUO rapimento nel sud delle Filippine, l’italiano Rolando DelTorchioè libero. L’ex missionario, che ha perso molto peso e viene descritto in precarie ma stabili condizioni di salute, è stato recuperato ieri dalle forze di sicurezza sull’isola di Sulu, dove era stato tenuto prigioniero dopo il sequestro. Del Torchio (57 anni), èstato abbandonato dai suoi sequestra

tori a bordo di una barca in partenza da Sulu alla volta di Zamboanga; lì è stato ritrovato intorno alle 19.30 da una task force che ha unito polizia, Marina e Guardia costiera. L’exsacerdote,che il 7 ottobreera stato prelevato a forza dal suo ristorante “Ur Choice Cafè” di Dipolog City, è stato subito portato nel “Centro Traumi” gestito dalle forze armate sull’isola. Né la Farnesina néil governo

filippino hanno spiegato come si è arrivati alla liberazionedi Del Torchio. Manila segue tradizionalmente una politica di “nessun riscatto” per qualsiasi sequestro, ma almeno due rispettati siti di informazione filippini – Rappler e The Inquirer scrivono che il rilascio è avvenuto dopo il pagamento di un riscatto di 30 milioni di pesos filippini (circa 570mila euro), citando fonti di intelligence.

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