Roma, blitz al liceo Virgilio della capitale arrestato un pusher di 19 anni: protestano i genitori e gli studenti

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Un blitz effettuato dalle forze dell’ordine in una scuola e nello specifico nel Liceo Virgilio di Roma ha portato al’arresto di un pusher di soli 19 anni che operava all’interno della scuola vendendo sostanze stupefacenti agli altri alunni. Gli uomini della compagnia Piazza Farnese, da quanto emerso nella giornata di ieri sono intervenuti nello storico liceo di Roma,ed hanno condotto in arresto uno studente di 19 anni sorpreso in flagranza di reato a spacciare una dose di hashish.

I carabinieri, secondo quanto raccontato dagli studenti presenti, avrebbero fatto irruzione nella scuola durante le ore di lezione che inevitabilmente sono state sospese e gli alunni tutti chiamati in assemblea straordinaria. “I carabinieri sono entrati a scuola durante la ricreazione. Erano le 11. Hanno fermato cinque ragazzi. Tre sono stati solo controllati. Uno è stato arrestato“, raccontato uno studente della scuola.Subito dopo l’irruzione delle forze dell’ordine gli studenti hanno chiesto di incontrare la Preside e Sofia, rappresentante dell’Istituto ha riferito: “Volevamo parlare con la preside anche per capire che cosa sta succedendo perché sono due mesi che ci vediamo entrare nella scuola le forze dell’ordine e gli studenti sono spaventati”.

“Oggi la preside ci ha spiegato che non poteva impedire l’ingresso delle forze dell’ordine a scuola.La scuola non deve essere una zona franca dove si spaccia ma un luogo sicuro, ma vedere le forze dell’ordine entrare così non è stato bello”, ha ancora aggiunto Sofia. In realtà la polizia sarebbe intervenuta in seguito ad una serie di segnalazioni pervenute da parte di genitori che lamentavano un’attività di spaccio all’interno della scuola.

E’ questo quanto dichiarato dal Comandante dei carabinieri della stazione di Piazza Farnese Sandro Ottaviani. Il pusher, dunque, è stato colto in flagranza di reato mentre vendeva hascisc e marijuana ai suoi compagni e ad altri alunni del liceo; l’operazione di polizia ha anche portato al fermo di altri sette giovani, tutti minorenni i quali sono stati identificati e le loro posizioni verranno valutate dalla procura.

In molti hanno criticato l’operazione di polizia, a cominciare dagli attivisti del Collettivo autogovernativo Virgilio, ovvero l’ala più radicale dei ragazzi dello storico liceo che hanno parlato di metodi repressivi pesanti e protestano contro l’ingresso di agenti e militari all’interno dell’Istituto. “Ciò che è accaduto questa mattina è inaccettabile. Non possiamo vivere un luogo di formazione in cui non possiamo creare confronto e dibattito e per affrontare un problema si ricorre alle forze dell’ordine“,protestano gli attivisti. L’operazione di polizia non è stata presa bene anche da alcuni genitori e nello specifico un rappresentante ha manifestato la propria disapprovazione. “Questa situazione è stata gestita in stile far west, non mi sembra educativo. Forse la preside poteva gestire questa situazione in un modo più discreto, magari convocare il ragazzo in presidenza. Io ritengo che sia grave che ci sia il consumo di droga a scuola ma forse prima di arrivare a questo si poteva fare qualcosa“, ha aggiunto il rappresentante dei genitori.

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  1. Genitori e studenti che protestano contro il blitz: bravi. Chissà se protesteranno anche al funerale di qualche studente morto di overdose o schiantato contro un innocente albero perché pieno fino alle orecchie.
    Anni fa nel condominio dove abitavo una signora avvertì un’altra: “Guarda che tuo figlio mi ha rubato la bicicletta, e non lo dico per la bicicletta, ma perché mi sembra sempre un po’ stralunato.” Risposta: “Non l’ha rubata, l’ha presa in prestito.” 1^ signora: “Se dici così, va bene, il figlio è tuo.” Dopo qualche mese il figlio venne trovato morto per overdose in garage.

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