Rebibbia, avvocati lanciano appello agli evasi: “Consegnatevi subito”

Nel tardo pomeriggio di ieri – precisamente attorno alle 19 – due detenuti di origine romena sono evasi dal reparto G11 del carcere romano di Rebibbia. Secondo le prime informazioni, i detenuti avrebbero tagliato le sbarre del magazzino e sarebbero poi scappati scavalcando la rete e il muro di cinta per poi darsi alla fuga lungo via Tiburtina. Gli evasi sono due cittadini romeni pluriomicidi di 25 e 27 anni. Immediate sono scattate le ricerche con diverse unità della polizia penitenziaria e altre forze di polizia. In queste ore gli agenti della penitenziaria stanno verificando come sia potuta accadere questa rocambolesca evasione. Probabilmente i due godevano di un permesso per poter stare nel cortile per qualche ora. E ne hanno incredibilmente approfittato riuscendo a mettere in atto un piano che, quasi certamente avevano studiato nei minimi dettagli da parecchio tempo. Intanto, l’identikit dei due è stato diffuso a tutte le forze dell’ordine.

Incredibile quanto accaduto a Roma nella giornata di ieri dove due detenuti sarebbero riusciti ad evadere dal carcere Rebibbia a Roma. L’allarme sarebbe scattato intorno alle ore 19 di ieri, e ad evadere sono stati due cittadini romeni pluriomicidi di 25 e 27 anni,uno condannato per omicidio e l’altro di sequestro di persona, riusciti a scappare e sarebbero al momento ricercati dalla polizia e dai carabinieri della capitale.

Stando a quanto emerso, secondo le prime informazioni, i due criminali avrebbero segato le segato le sbarre del magazzino in cui erano impegnati come lavoranti e poi sarebbero passati nella zona passeggi ed in ultimo avrebbero scavalcato la recinzione ed il muro di cinta, sarebbe questa la ricostruzione del segretario del sindacato di polizia penitenziaria Cisl Fns Lazio Massimo Costantino.

A diffondere la notizia dell’avvenuta evasione da parte dei due cittadini romani è stato proprio il segretario generale aggiunto Cisl Fns, Massimo Costantino il quale avrebbe dichiarato: “Apprendiamo di una evasione avvenuta poco fa presso l’istituto romano di Rebibbia. Al momento non è stato possibile sapere di più. Due detenuti di nazionalità romena. Aperte le ricerche con varie unità della polizia penitenziaria e altre forze di polizia”. Si sa anche che i due detenuti espletavano servizio servizio in qualità di lavoranti.“Il dato di sovraffollamento dei detenuti presenti nel Lazio è pari a più 468 unità.

Risultano attualmente reclusi e presenti nei 14 Istituti Penitenziari del Lazio 5.747 detenuti, mentre la capienza regolamentare dovrebbe essere di 5.279. Il dato nazionale ad oggi è di 52.230 detenuti reclusi più 2.648 rispetto ai 49.582 previsti. Attualmente l’istituto Nc Rebibbia risulta sovraffollamento attualmente: NC Rebibbia, CC Regina Coeli, CC Velletri. La Fns Cisl Lazio ritiene che il personale in servizio di Polizia Penitenziaria nei 14 Istituti Penitenziari della regione Lazio risulta essere sottodimensionato e non più rispondente alle esigenze funzionali degli Istituti dove si continua a registrare un esubero di detenuti rispetto alla capienza detentiva prevista. La Fns Cisl Lazio pertanto chiede al Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (Dap) una maggiore consistenza effettiva di personale di Polizia Penitenziaria che consenta lo svolgimento del proprio servizio non solo nelle migliori condizioni lavorative”, rendono noto dal Carcere.

Le foto segnaletiche degli evasi sono state consegnate le forze dell’ordine di tutta Italia e subito sono scattati i posti di blocco. Purtroppo, questa non è la prima evasione al carcere di Rebibbia di Roma. Circa due anni fa due romani condannati per spaccio e rapina riuscirono a dileguarsi, anche loro avevano tagliato le sbarre di una finestra e si erano calati dal muro di cinta usando le lenzuola, fortunatamente quella volta vennero arrestati di nuovo in pochi giorni.

Qualche giorno fa un altro duetto di carcerati ha sperimentato di fuggire infilandosi un autocarro dell’ama, ma sono stati scoperti all’istante. Da ieri sera la pubblica sicurezza i carabinieri cercano i due romeni in tutta la penisola. La loro fuga ha scatenato moltissime polemiche:

«La Fns Cisl Lazio ritiene che il personale in servizio di Polizia Penitenziaria nei 14 istituti penitenziari della regione Lazio – afferma il segretario generale aggiunto Massimo Costantino – è sottodimensionato e non più rispondente alle esigenze funzionali degli Istituti, dove si continua a registrare un esubero di detenuti rispetto alla capienza detentiva prevista».”

Il Sappe rinnova l’ appello al ministro della Giustizia Andrea Orlando, al premier Renzi e al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria perch‚ affrontino i problemi di organico. “Avevamo chiesto che nella legge di stabilità si anticipasse dal 2018 al 2016 il turn over di 800 agenti: ci hanno bocciato l’emendamento – osserva Capece -. Il corpo di polizia penitenziaria ha complessivamente settemila unità in meno del dovuto. Ogni anno perdiamo circa 1.300 unità per gli agenti che vanno in pensione. Inoltre pesa anche l’età e in tanti reparti molti agenti sono ormai in là con gli anni: sarebbe indispensabile un ricambio per garantire migliore sicurezza delle carceri”.

“Consegnatevi all’autorità giudiziaria e ponete fine alla vostra fuga». È intanto l’appello lanciato dai difensori dei due fuggiaschi. Spero che Diaconescu si metta presto a disposizione delle autorità e delle forze dell’ordine – afferma l’avvocato Cristiano Brunelli -. Negli ultimi giorni era molto agitato per un residuo di pena che era arrivato, di ulteriori 2 anni e mezzo, ma non immaginavo una decisione simile”.

Gli avvocato: vi invito “a costituirsi per dimostrare la propria innocenza, non è certo questo il modo per farlo. Si deve costituire urgentemente visto che abbiamo ancora la possibilità di dimostrare la sua innocenza nel processo che lo vede accusato di sequestro di persona e morte come conseguenza non voluta”.

Sono ricercati in tutta Italia i due romeni che ieri pomeriggio sono evasi dal carcere romano di Rebibbia. Hanno segato le sbarre e si sono calati lungo il muro di cinta della prigione annodando le lenzuola. Una fuga che Catalin Ciobanu, 36 anni, arrestato per omicidio e sequestro di persona e Florin Mihai Diaconescu, 28 anni in carcere per rapina e ricettazione, avevano progettato da tempo. Sono evasi dal G11, il braccio dove sono rinchiusi i lavoranti del nuovo complesso, ritenuti «a bassa pericolosità».

Catalin e Florin hanno segato le sbarre di una finestra del magazzino del braccio G11 con una lima, e si sono ritrovati nella zona dei passeggi che si trova al piano terra dell’istituto. Lo spazio non ha una copertura e i romeni hanno potuto agganciare le lenzuola e superare il muro ritrovandosi su via Tiburtina. La fuga è avvenuta intorno alle 18,30 l’allarme è scattato poco dopo, quando gli agenti di turno si sono accorti che non erano rientrati in cella. Ma Catalin e Florin erano già scomparsi, probabilmente un complice li aspettava in macchina poco lontano.

Nel 2014 Catalin Ciobanu era stato accusato di omicidio preterintenzionale, aveva provocato la morte di un commerciante egiziano che viveva a Fidene. Catalin lo aveva rapito per conto di un altro egiziano rivale in affari e l’uomo era morto d’infarto. Il romeno aveva agito con un complice, e scappò in Romania dove poi venne arrestato per un furto. Dal carcere romeno fu estradato in Italia per essere processato per la morte del commerciante egiziano. Ieri la grande fuga di Catalin e Florin. Secondo gli investigatori i due avrebbero incominciato a segare le sbarre della finestra usata per fuggire già da diverso tempo, e le lenzuola le avrebbero nascoste nel magazzino prima della fuga, senza che nessuno si fosse accorto di nulla durante i controlli.
Sulla vicenda il Dap (dipartimento di amministrazione penitenziaria) ha aperto un’inchiesta interna per verificare eventuali responsabilità.

Le foto degli evasi sono state diramate dalla polizia in tutta Italia e sono scattati i posti di blocco. Non è la prima volta che i detenuti scappano da Rebibbia Due anni fa due romani condannati per droga e rapina riuscirono ad evadere, anche loro avevano segato le sbarre di una finestra e si erano calati oltre il muro di cinta usando le lenzuola. I due vennero catturati pochi giorni dopo. Alcuni giorni fa un’altra coppia di carcerati ha tentato di evadere infilandosi in un camion dell’Ama, ma sono stati scoperti subito. Da ieri sera polizia e carabinieri cercano Diaconescu e Ciobanu in tutta la penisola. La loro fuga da manuale ha scatenato le polemiche sui controlli.«La Fns Cisl Lazio ritiene che il personale in servizio di Polizia Penitenziaria nei 14 istituti penitenziari della regione Lazio – afferma il segretario generale aggiunto Massimo Costantino – è sottodimensionato e non più rispondente alle esigenze funzionali degli Istituti, dove si continua a registrare un esubero di detenuti rispetto alla capienza detentiva prevista».

Hanno segato le sbarre e si sono calati lungo il muro di cinta del carcere di Rebibbia annodando le lenzuola. Una fuga che due romeni Catalin Ciobanu, 36 anni, arrestato per omicidio e sequestro di persona e Florin Mihai Diaconescu, 28 anni in carcere per rapina e ricettazione avevano progettato da tempo. Sono evasi dal G11, il braccio dei lavoranti del nuovo complesso, dove sono rinchiusi i detenuti ritenuti a bassa pericolosità.

Catalin e Florin hanno segato le sbarre di una finestra del magazzino del G11, e si sono ritrovati nel cortile del passeggio che si trova al piano terra del carcere. Lo spazio non ha una copertura e i romeni hanno potuto agganciare le lenzuola e superare il muro ritrovandosi su via Tiburtina. La fuga è avvenuta intorno alle 18,30 l’allarme è scattato poco dopo, quando l’agente di turno si è accorto che non erano rientrati in cella, ma Catalin e Florin erano già scomparsi, quasi certamente un complice li aspettava in macchina poco lontano. Nel 2014 Catalin Cioban era stato accusato di omicidio preterintenzionale, aveva provocato la morte di un commerciante egiziano che viveva a Fidene. Catalin lo aveva rapito per conto di un altro egiziano rivale in affari e l’uomo era morto d’infarto. Il romeno aveva agito con un complice, e scappò in Romania dove venne arrestato per furto. Poi venne estradato in Italia. Secondo gli investigatori i due avrebbero incominciato a segare le sbarre della finestra usata per fuggire già da diverso tempo, e le lenzuola le avrebbero nascoste nel magazzino prima della fuga, senza che nessuno si fosse accorto di nulla durante i controlli. Sulla vicenda il Dap (dipartimento di amministrazione penitenziaria) ha aperto un’inchiesta interna per verificare eventuali responsabilità.

Le foto degli evasi sono state diramate dalla polizia in tutta Italia e sono scattati i posti di blocco. Non è la prima volta che i detenuti scappano da Rebibbia. Due anni fa due romani condannati per droga e rapina riuscirono ad evadere, anche loro avevano segato le sbarre di una finestra e si erano calati oltre il muro di cinta usando le lenzuola. I due vennero catturati pochi giorni dopo. Alcuni giorni fa altri due carcerati hanno tentato di evadere infilandosi in un camion dell’Ama, ma sono stati presi. Il segretario generale Cisl Fns, Costantino Massimo dice che servono più agenti.

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