Roma, ex sindaco Ignazio Marino potrebbe subire due processi: scontrini e vicenda Onlus

Non sono di certo finiti i guai per l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino visto che dopo le vicende che lo hanno visto protagonista di diversi scandali ecco che negli ultimi giorni la Procura ha chiuso le due indagini aperte tra l’altro lo scorso anno, legate alla questione scontrini e per la gestione della Onlus Imagine.

L’ex sindaco di Roma, dunque, rischia un duplice processo; la Procura nei giorni scorsi gli han notificatogli atti di chiusura di due indagini come abbiamo anticipato legata a due questioni nello specifico, ovvero l’una legata agli scontrini delle spese sostenute con la carta di credito assegnatogli dall’amministrazione comunale e l’altra legata ai compensi destinati a collaboratori fittizi quando Maria era il rappresentante di Imagine, una Onlus fondata nel 2005 per portare aiuti sanitari in Honduras e in Congo. Il caso scontrini scatenò una bufera su Marino che poi decadde dopo le dimissioni di massa anche dei consiglieri di maggioranza.L’ex sindaco di Roma, dunque, adesso rischia due processi, ma lo stesse si difende in questo modo: «Mi sono sempre mosso nel pieno rispetto della legalità ed è per questo che continuerò ad impegnarmi per Roma».

Lo stesso Marino è anche intervenuto spiegando che la Procura della Repubblica di Roma gli avrebbe notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari con con riguardo alla nota vicenda concernente 12.716,10 euro di spese di rappresentanza per 56 cene occorse nei 28 mesi di mandato come sindaco della Capitale e con riguardo alla vicenda della Onlus Imagine. Per quanto riguarda la questione legata agli scontrini, il procuratore Giuseppe Pignatone, ovvero l’aggiunto Francesco Caporeale ed il sostituto Roberto Felici contestano a Marino due reati, ovvero il falso ed il peculato ” per essersi appropriato ripetutamente della dotazione finanziaria dell’ente” utilizzando la carta di credito a lui concessa in dotazione dal Campidoglio per “acquistare servizi di ristorazione nell’interesse suo, dei suoi congiunti e di altre persone non identificate”, si legge nel capo d’imputazione. La sposa effettuata dall’ex sindaco di Roma ammonterebbe a 13 mila euro, ricordiamo effettuata con una carta di credito del Comune e che lo stesso avrebbe utilizzato per pagare 56 cene, alle quali molto spesso partecipavano anche suoi amici.

Per quanto riguarda invece la vicenda Onlus creata nel 2005 possiamo dire che Marino risulta essere indagato insieme ad altre persone, ovvero Rosa Garogalo, Carlo Pignatelli e Federico Serra, tutti con l’accusa di aver predisposto tra il 2012 ed il 2014 della certificazione di compensi riferiti a prestazioni fornite in collaboratori fittizi o soggetti inesistenti. Gli indagati avrebbero “indotto in errore l’amministrazione finanziaria e l’Inps procurando alla Onlus un ingiusto profitto consistito nell’omesso versamento degli oneri contributivi dovuti per le prestazioni lavorative in realtà svolte da uno degli indagati in favore della Onlus”, si legge nell’atto di chiusura di indagine che di norma prevede la richiesta di processo”

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