Roma, la Procura indaga sulle dimissioni di Ignazio Marino: minacce per far cadere la giunta

Si torna a parlare dell’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino e proprio nella giornata di ieri si è diffusa la notizia in base alla quale la Procura di Roma avrebbe aperto un fascicolo privo di ipotesi di reato e di indagati per cercare di far luce sui fatti che portarono allo scioglimento del Consiglio comunale di Roma e dunque sulla caduta dell’amministrazione Marino.«Una decina di cittadini nell’area del gruppo che ha sostenuto l’ex sindaco Ignazio Marino mi ha chiesto di presentare questo esposto affinchè vengano approfondite la presunta minaccia di non ricandidare i consiglieri comunali per indurli a firmare le dimissioni e fare cadere la giunta. Ovvero la minaccia di un male ingiusto per compiere un atto contrario al mandato ricevuto», è questo quanto dichiarato dall’Avvocato Enrico Sgarella il quale ha presentato l’esposto sulla base di queste dichiarazioni.

Il fascicolo è stato affidato al pubblico ministero Roberto Felici ed ovviamente si tratta di una notizia accolta con grande entusiasmo nell’ambiente dem, lacerato dalle correnti sempre più divise all’indomani della caduta dell’amministrazione capitolina. La presentazione dell’esposto è stato commentato da Matteo Orfini, ovvero il commissario del Pd di Roma il quale ha dichiarato: «L’apertura di un fascicolo da parte della procura di fronte alla presentazione di un esposto è come noto un atto dovuto. Spero però che dato il contenuto dell’esposto- della vicenda venga al più presto investito anche un pool di autorevoli psichiatri o – data la recente riapertura degli x-files- gli agenti Scully e Mulder».

Proprio in quell’occasione, tutti i consiglieri Pd in seguito ad un dibattito nella sede del Largo del Nazareno, sfiduciarono il sindaco Marino insieme a Daniele Parrucci del Centro democratico e Svetlana Celli, eletta nella Lista civica Marino e successivamente consigliere dem al Consiglio metropolitano, oltre ai voti determinanti dell’opposizione di centrodestra e della Lista Marchini. L’esposto, insomma, “parte dalla citazione degli articoli pubblicati sull’Huffington Post del 25 e 29 ottobre 2015 a proposito della crisi comunale che riferiscono di queste presunte minacce esercitate da Orfini.Come abbiamo già ancitipato dunque l’incartamento che permesso l’apertura di un fasciolo sulle dimissioni di Ignazo Marino è stato preparato dall’avvocato Enrico Sgarella. 

Non è ancora una rivincita, ma certo una soddisfazione se l’è tolta l’avvocato Enrico Sgarella, dopo aver appreso ieri la notizia dell’apertura di un fascicolo, seppur privo di ipotesi di reato e di indagati, da parte della Procura di Roma. La denuncia è stata depositata il 17 febbraio «per fare luce, così come sollecitato in un esposto, ai fatti che portarono allo scioglimento del Consiglio Comunale di Roma e quindi alla caduta dell’amministrazione Marino».

Gli accertamenti, che prendono spunto da due articoli pubblicati sull’Huffington Post il 25 e 29 ottobre 2015 sulla crisi comunale, sono coordinati dal pm Roberto Felici. Lo stesso che a novembre 2015, con il procuratore aggiunto Francesco Caporale ha raccolto le dichiarazioni dell’ex staff del sindaco sulla vicenda «Scontrino-gate», costata al chirurgo dem la poltrona e l’accusa di peculato. «Se gli inquirenti arriveranno a stabilire un soggetto imputabile, teoricamente tutti gli elettori si potranno costituire parte civile» spiega Sgarella, che si definisce «portavoce di un gruppo di cittadini indignati, che hanno visto calpestato il libero esercizio della propria volontà elettorale». E «Parte civile» è anche il nome dell’associazione vicina a Marino, pronta a scendere in campo come lista civica autonoma.

Colui che avrebbe messo in atto «illecite pressioni» contro i 19 eletti dem in Campidoglio, sarebbe l’uomo forte di Renzi nella capitale: Matteo Orfini. Che ieri ha rilanciato sprezzante: «L’apertura di un fascicolo da parte della Procura è un atto dovuto. Spero però che, dato il contenuto dell’esposto, della vicenda venga al più presto investito anche un pool di autorevoli psichiatri o, data la recente riapertura degli X-Files, gli agenti Scully e Mulder». Non sarà facile provare che la defenestrazione del Marziano sia stata frutto di un ricatto: sono tanti gli exconsiglieri Pd che correranno per l’Aula Giulio Cesare o qualche Municipio. Tutti giurano di non aver ricevuto «né pressioni né promesse».

Della ex lista Civica Marino, Luca Giansanti smentisce telefonate dai vertici del Pd: «Sapevano che era inutile». A firmare è stata la sua collega Svetlana Celli, che rumors indicano nella «lista arlecchino», come è già ribattezzata la civica di Giachetti, a cui starebbe lavorando l’ex rutelliano Riccardo Milana. Chi ha sofferto, tra i firmatari, è l’ex presidente dell’Assemblea capitolina, Valeria Baglio, che ha rinnegato la propria corrente per supportare Roberto Morassut insieme al circolo Pd «ribelle» di Donna Olimpia. Ed è dal «regno» del deputato Marco Miccoli, più che da piazzale Clodio, che potrebbero arrivare le vere insidie per Orfini. «Hanno tentato di cancellarci anche come seggio per le primarie. Ma se non ci hanno chiuso i fascisti con le bombe, dubito che altri riusciranno a cancellare l’ultimo avamposto di democrazia» è la sfida dell’ex segretario romano ai «turbo renziani» della capitale.

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