Roma, Matteo Salvini il leader del Carroccio: ” tra Giachetti e Raggi voto lei”

Roma, Matteo Salvini il leader del Carroccio Voterei Raggi al ballottaggio qualora non ce la facesse la Meloni

“Con un ballottaggio tra Pd e M5S a Roma “sicuramente non voto il Pd, neanche sotto tortura, voterei la Raggi”, ha dichairato Matteo Salvini, segretario della Lega Nord intervistato da Lucia Annunziata in ‘In1/2H’ su Raitre.«I sondaggi dicono che al ballottaggio andrà la Meloni con la Raggi. Se Giorgia non ci arrivasse io non voterei mai un candidato del Pd perchè il problema dell’ Italia è il chiacchierone Renzi, io un uomo del Pd non lo voto nemmeno sotto tortura per cui al ballottaggio Giachetti-Raggi voterei la Raggi» ha aggiunto Salvini.

Alla domanda della giornalista se al ballottaggio dovesse andare invece Manchini, il leader del Carroccio risponde che sicuramente lui non voterà un uomo del Pd, aggiungendo anche che Silvio Berlusconi ha sbagliato a non puntare su Giorgia Meloni, visto che i dati la danno come vincente o quanto meno al ballottaggio.Proprio parlando di Alfio Marchini, Matteo Salvini lo paragona a Marino , che arrivava in macchina e poi l’ultimo chilometro lo faceva in bicicletta. Mi sembra una presa in giro nei confronti dei romani, se ti sei guadagnato la Ferrari vai in Ferrari” ha aggiunto il leghista. Salvini a proposito ancora di Marchini ha dichiarato di aver semplicemente contestato i compagni di viaggio di quest avventura, a cominciare da Casini, Fini, Alemanno e che a Roma hanno già visto all’opera, talvolta anche con risultati davvero proprio scarsi.

Il leader torna a parlare anche del Movimento cinque stelle definendo l’ascese di questo partito come una ventata di novità e pulizia peccato che però nell’ultimo periodo abbiano presentato qualche problema di onestà, uno dei punti focali insieme a “trasparenza” del progetto politico ma anche di vita di Matteo Salvini.C’è un tema che ci divide dai cinque stelle ed è quello della sicurezza e dell’immigrazione, sia a Bruxelles o Roma M5s votano più a sinistra della sinistra per integrazione e tutela rom. I grillini hanno dato lezione di morale per mesi poi quando un’inchiesta arriva a casa loro e bisogna aspettare le sentenze. È vero e giusto, ma io lo dico sempre e non solo quando riguarda me”, ha dichiarato ancora il leder del Carroccio sempre nel corso dell’intervista.

“A Milano si vince. Noi abbiamo un buon candidato sindaco e un’idea chiara di città. Il 5 giugno ci sarà una bellissima sorpresa” ha detto Salvini Milano nel corso del suo giro al mercato cittadino organizzato per la Festa di via Ripamonti. “Bisogna guardare alla sostanza e non alla forma, quindi a Roma e Milano riammetterei le liste che hanno presentato le firme, ma sbagliato la virgola, la virgola e l’aggettivo”, ha aggiunto Salvini .Poi Matteo Salvini conclude parlando del suo partito,sostenendo che se è considerato il partito più forte del centrodestra di sicuro non lo dice lui ma gli elettori che giorno dopo giorno continuano a dimostrargli la loro vicinanza.

Salvini e l’endorsement (rinnovato) per Virginia Raggi. Matteo Renzi e le strategie per aiutare Roberto Giachetti. Sel e le frizioni con Stefano Fassina. Tre settimane al voto di Roma, un ricorso (al Consiglio di Stato) ancora pendente per vedere se la sinistra è fuori o dentro, e i giochi che si cominciano a fare sul serio. Da qui in avanti, dicono i sondaggisti, si consolidano le intenzioni di voto e anche gli indecisi si decidono: da ora in avanti ogni parola, ogni frase, ogni proposta, può spostare un punto di percentuale.
Non a caso è adesso che entra in campo Matteo Renzi e che anche gli avversari si posizionano. Salvini ha già fatto la sua scelta: «Al ballottaggio dice a In 1/2 ora — tra Giachet- ti e Raggi, voterei la Raggi perché oggi il problema in Italia è quel chiacchierone di Renzi». Il leader del Carroccio aggiunge: «Comunque tutti i sondaggi dicono che al secondo turno andranno Raggi e Meloni». Francesco Storace, da destra, lo bacchetta: «Quando si sveglierà, Salvini dica che cosa farà quando al ballottaggio ci sarà Marchini (di cui Storace è alleato, ndr). È irresponsabile annunciare il voto alla Raggi».
Proprio su Marchini (che gli elettori leghisti avevano indicato come il preferito), Salvini affonda: «La Ferrari? Mi ricorda Marino, che andava in bici e poi si faceva portare in auto gli ultimi metri. Io non mi vergognerei della ricchezza». L’im-
prenditore replica: «Nulla di cui vergognarsi, solo la sensibilità di non ostentare».
Nel centrosinistra, invece, tengono banco due vicende, intrecciate tra loro. La probabile uscita di scena di Fassina apre uno scenario nuovo soprattutto per Giachetti, candidato del Pd che spera di recuperare almeno una parte di quell’elettorato. E anche di questo, venerdì sera a Palazzo Chigi, il vicepresidente della Camera ha parlato col premier (e segretario del suo partito) Matteo Renzi.
Un punto per definire la strategia di questo ultimo pezzo di campagna elettorale. Renzi ha promesso di essere vicino a Giachetti, ma le modalità sono ancora da stabilire:
magari già per il primo turno o, forse, per l’eventuale ballottaggio. Il punto è politico: rispetto all’«Opa» lanciata sui voti di sinistra, farsi vedere con Renzi non rischia di diventare un boomerang per Giachetti?
Si vedrà nelle prossime ore, anche perché a sinistra c’è fibrillazione. Il pezzo romano di Sel ha mal digerito l’intervista di Fassina al Corriere, specie quando l’ex viceministro ha parlato di «un’associazione coi 400 candidati»: «Ma come fa a parlare uno che è il responsabile dell’esclusione della sinistra dalle elezioni?». Dopo il Consiglio di Stato, via al regolamento dei conti.

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