Roma, scontri tra manifestanti e forze di polizia durante sgombero di uno stabile occupato: fermati attivisti

Momenti di tensione si sono vissuti ieri a Roma quando la polizia ha deciso di sgomberare uno stabile abbandonato in via ostiense a Roma, che Action aveva tentato di occupare precedentemente. Momenti di tensione caos e soprattutto scontri con la polizia arrivata sul posto per eseguire lo sgombero.

I presenti all’arrivo delle forze dell’ordine avrebbero cominciato a lanciare bottiglie, ed ancora barricate con i cassonetti della spazzature, cariche ed idranti che hanno surriscaldato l’ambiente tanto da arrivare a pesanti scontri; si contano feriti soprattutto tra i manifestanti, alcuni di questi infatti sono stati feriti alla testa dalle manganellate, e molti altri sono stati accompagnati in ospedale dove sono state diagnosticate solo delle contusioni. Feriti anche alcuni poliziotti, per fortuna in modo non grave. La strada, ovvero Via Ostiense stata chiusa al traffico così come quelle nei pressi della Basilica di San Paolo.

I manifestanti erano in tutto circa 400 almeno secondo quanto riferisce la Questura, e la Digos ne ha identificato circa 50 che poi nelle ore successive sono stati rilasciati;tra di loro decine e decine di italiani e migranti in emergenza abitativa e manifestanti della storica sigla romana dei movimenti per il diritto all’abitare. “Le forze dell’ordine dopo ripetuti tentativi di mediazione da parte dei funzionari di polizia presenti sul posto e nonostante l’apertura di canali di dialogo con le istituzioni competenti, che avevano dato la propria disponibilità, sono intervenute perché i manifestanti presenti in via Ostiense hanno proseguito nell’azione illegale dell’occupazione abusiva: in questa fase numerosi manifestanti travisati hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine”, è questa la ricostruzione della Questura che come abbiamo già anticipato ha identificato 50 manifestanti rilasciati dopo poche ore anche se la loro posizione rimane sempre al vaglio.

I manifestanti, nel corso della mattinata ovvero durante lo scontro hanno tenuto a precisare la loro posizione spiegando le loro ragioni, dichiarando quanto segue: «In questi ultimi tredici anni, i movimenti di lotta per il diritto all’abitare sono stati gli unici a costruire risposte e a ottenere delibere.

In un contesto di grave emergenza abitativa che tocca oltre 50 mila famiglie, grazie alla determinazione di centinaia di persone che si sono organizzate resistendo agli sfratti, occupando e manifestando, dopo anni di completa assenza della politica, la Regione ha stanziato i primi 200 milioni di euro per l’attuazione di un piano per l’emergenza abitativa, soldi però fermi da oltre 2 anni. Due anni nei quali il Comune di Roma non ha fatto niente, disattendendo scientemente ogni utile azione per attuare il piano, che prevederebbe l’assegnazione di case alle famiglie in emergenza. A questo punto parte la fase 3.0, si “ri-prende” a lottare e a occupare, si “ri-comincia” a “ri-organizzare” la rabbia delle ingiustizie e la solidarietà del conflitto», ha aggiunto Action. 

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