Roma, studente americano trovato morto nelle acque del Tevere: Spesi con la sua carta di credito 1.500 dollari a Milano

Roma, studente americano trovato morto nelle acque del Tevere si indaga per omicidioCirca quattro giorni fa, un giovanissimo studente americano di soli 19 anni era scomparso dalla città di Roma ed ecco che proprio nella giornata di ieri, lunedì 4 luglio 2016 ha avuto luogo il tragico ritrovamento. Beau Solomon, era questo il nome dello studente americano diciannovenne il cui corpo senza vita è stato recuperato proprio ieri, nelle acque del Tevere, dai vigili del fuoco.

Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sul caso, lo studente era arrivato nella città di Roma proprio alcune ore prima della sua scomparsa, aveva trascorso una piacevole serata in compagnia degli amici di corso e nello specifico si erano recati a Trastevere dove il ragazzo è stato visto per l’ultima volta all’interno di un bar, ma ecco che proprio quella sera, ovvero lo scorso giovedì, di lui si sono perse le tracce. Un amico che quella sera si trovava insieme a lui e con il quale divideva la camera, ha raccontato di avere trascorso insieme la serata in un pub sito nello specifico nella piazza Trilussa quando all’improvviso, proprio il diciannovenne Beau Solomin avrebbe detto di dovere andare in bagno e da quel momento in poi si sono perse le sue tracce.

Ciò che appare strano è soprattutto il fatto che alcune ore dopo la sua scomparsa, secondo le indagini portate avanti dalla squadra mobile diretta da Luigi Silipo, la sua carta di credito è stata utilizzata a Milano e stando a quanto raccontato dalla famiglia del giovane, adesso in viaggio verso la Capitale italiana, al diciannovenne avrebbero rubato sia il cellulare che la carta di credito dalla quale sarebbero stati spesi, proprio in seguito alla sua scomparsa, ben 1.500 dollari. Due testimoni hanno invece raccontato di avere visto un gruppo di persone nel corso della notte tra giovedì e venerdì, scaraventare un giovane proprio di sotto da ponte Garibaldi motivo per il quale hanno lanciato l’allarme e motivo per il quale,la polizia fluviale in questi giorni ha scandagliato il corso dell’acqua proprio alla ricerca del corpo del diciannovenne fino a ieri quando, purtroppo, ha avuto luogo il ritrovamento del corpo senza vita sul quale non sembrerebbero essere stati trovati particolari segni di violenza, solo una ferita alla testa dovuti forse alla caduta.

Proprio in questi giorni amici e parenti del diciannovenne hanno lanciato diversi appelli, sui social network e in tv, chiedendo se qualcuno avesse notizie di Beau Solomon, notizie utili a rintracciarlo, fino a ieri quando il ritrovamento del suo corpo senza vita ha spento, in amici e parenti, ogni speranza di poterlo riabbracciare. Il ragazzo si trovava a Roma per studiare alla John Cabot University e proprio in seguito alla notizia della morte dello studente, l’università ha scritto un messaggio attraverso il proprio sito web affermando nello specifico “La John Cabot University è profondamente addolorata nel rendere noto che il corpo di Beau Solomon, lo studente americano scomparso, è stato trovato nel fiume Tevere. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia Solomon e a tutti coloro che erano vicino a Beau”.  Il pm Marcello Monteleone, sul caso, ha aperto un fascicolo di indagine a carico di ignoti per il reato di omicidio.

Jake Solomon aveva chiesto agli amici «di diffondere su Facebook le foto di Beau e di dire una preghiera». Era sabato scorso. Ancora non sapeva che il fratello, scomparso da quasi 48 ore nel centro di Roma, era stato derubato e scaraventato nel Tevere forse da un gruppo di balordi nei pressi di ponte Garibaldi. Una fine orribile sulla quale la polizia aveva già cominciato a indagare dalla notte fra giovedì e venerdì scorsi quando era stata chiamata per una rissa scoppiata sulla banchina del fiume. Allora però non si sapeva chi fosse la vittima.

«C’era un ragazzo, che parlava a malapena qualche parola d’italiano, circondato da quattro-cinque giovani, quelli sì che sembravano italiani», aveva raccontato subito una coppia di clochard che dorme sotto quel ponte. «Uno di loro si è staccato dagli altri e ha spinto lo straniero in acqua», avevano aggiunto i due testimoni. Quello straniero era Beau Salomon, 19 anni, di Spring Green, Wisconsin.

Un ragazzone sorridente e atletico arrivato a Roma proprio nella mattinata del 30 giugno per frequentare un corso di economia di cinque settimane alla John Cabot University in via della Lungara, a Trastevere. Aveva preso possesso della sua stanza, fatto amicizia con il compagno di camera e in serata era uscito con un gruppo di undici colleghi per un giro nel rione. Il giorno successivo avrebbe dovuto partecipare alla lezione di orientamento, ma il suo coinquilino — che non l’aveva visto rientrare — ha dato l’allarme. Alle tre del pomeriggio il preside della John Ca- bot Franco Pavoncello ha denunciato la scomparsa di Beau. Da allora più nulla. Le ricerche — svolte con l’aiuto dei barcaioli — si sono concentrate fin dall’inizio solo sul Tevere e si sono concluse ieri
mattina nel modo più tragico: un pescatore ha visto un cadavere irriconoscibile fra i rovi vicino a ponte Marconi e ha chiamato i pompieri. Gli indumenti dello sconosciuto erano gli stessi — jeans e camicia bianca — indossati da Solo-mon giovedì.

Erano insanguinati, come la testa e il volto del ragazzo, identificato poi con l’aiuto dell’ambasciata americana mentre il riconoscimento ufficiale sarà effettuato oggi all’arrivo dei genitori. La Procura indaga per omicidio. Un omicidio probabilmente per rapina. «Stavo seduto con Beau in un locale (il G-Bar in vicolo del Cinque), lui era sobrio, si è alzato per andare in bagno e non l’ho più visto», racconta il suo compagno di camera, interrogato dalla polizia. «Ho pensato che avesse incontrato qualcuno e sono andato via con gli altri», spiega ancora.

Il sospetto è che invece il ventenne si sia accorto di essere stato derubato del portafoglio e del telefonino fuori dal locale e abbia reagito, inseguendo i ladri fino a ponte Garibaldi. Ma lì, in fondo alle scale, sarebbe stato affrontato dalla gang, tramortito e gettato nel fiume. Nei locali di Trastevere, presi d’assalto come ogni estate, fra ubriachi, risse e proteste dei residenti, nessuno si è accorto che Beau era in difficoltà. «Mancano 1.500 dollari dal suo conto, qualcuno ha prelevato soldi a Milano», rivela sempre Jake.
Una traccia importante che insieme con i filmati delle telecamere dei pub e sul lungotevere, potrebbe portare ai killer del fratello.

ROMA Una notte a Roma per sparire e morire, neanche il tempo di frequentare la sua prima lezione. Risucchiato dai vicoli di Trastevere, dalla movida e dal caldo, ucciso brutalmente sulla banchina del fiume Tevere. Il corpo senza vita di Beau Solomon Jordan, originario di Spring Green nel Wisconsin, è riemerso ieri mattina tra gli arbusti all’altezza di Ponte Marconi, a recuperarlo vigili del fuoco e polizia fluviale: aveva una ferita alla testa e altre sul corpo. Il 19enne americano era nella capitale da giovedì per frequentare un corso di 5 settimane alla John Cabot University, ma la sera stessa è sparito nel nulla dopo esser stato con un gruppo di amici in un locale vicino all’ateneo. La procura indaga per omicidio volontario: due testimoni hanno contattato le forze dell’ordine nella notte tra il 30 giugno e il primo luglio: «Abbiamo visto discutere due persone con un ragazzo, parlavano italiano, all’altezza di ponte Garibaldi, nella banchina in basso dove ci sono le bancarelle. L’hanno spinto nel Tevere e sono fuggiti», hanno raccontato i ragazzi fornendo anche una minima descrizione. L’allarme è scattato immediatamente, il giorno dopo quando Beau non si è presentato in classe l’ateneo ha avvisato l’ambasciata americana e presentato denuncia di scomparsa al commissariato Trevi. A indagare la Squadra Mobile: ora è caccia all’assassino. A Beau sono stati rubati telefonino e portafogli: dalla sua carta di credito – hanno riferito i genitori – risultano spese per 1500 dollari a Milano.

Ieri il riconoscimento del papà e della mamma arrivati a Roma. Erano stati i familiari, i fratelli soprattutto, ad innalzare il livello di attenzione attraverso i media Usa e i social. Con appelli accorati e video in cui i fratelli, il nonno, la zia, descrivevano quel ragazzone allegro e sportivo che da piccolo aveva anche sconfitto una malattia rara. «Siamo molto preoccupati per lui: chiunque possa aiutare a trovare qualcuno in grado di riconoscere Beau e far circolare la voce, questo sarebbe incredibilmente d’aiuto», era stato l’appello di Jake Salomon, fratello maggiore di Beau. Il compagno di stanza di Beau ha ricostruito le ultime ore passate con l’amico, assieme a un gruppo di undici persone all’interno del G bar. «Verso l’una, siamo rientrati, ma di Beau non c’era traccia. Mi aveva detto “vado al bagno” poi non l’ho più visto. No, non era ubriaco». L’università del Wisconsin dove è iscritto il giovane, le tv americane, gli amici, i parenti, hanno invitato tutti a mobilitarsi per ritrovare Beau.

Secondo una prima ipotesi lo studente sarebbe morto annegato, dopo esser rimasto tramortito sbattendo mentre veniva scaraventato nel fiume. Disposta dal pm Marcello Monteleone l’autopsia che stabilirà con esattezza le cause del decesso. Diverse le piste seguite, tra cui quella della rapina finita in tragedia. Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere della zona che potrebbero averlo immortalato mentre era in strada in compagnia di qualcuno. Potrebbero anche aver filmato la tragica scena raccontata dai due giovani testimoni. Povero Beau venuto a Roma per studiare, sportivo, in gamba, già messo alla prova dalla vita – da piccolo aveva vinto una forma rarissima di cancro – descritto come un giovane modello, sorridente e buono, atterrato a Roma dall’altro capo del mondo, le spalle grosse e l’ingenuità dei suoi 19 anni.

ROMA Forte, imponente eppure dolce, come solo chi l’amava sa. Ma erano tutti lontano, nessuno a proteggerlo, solo a tremare per lui, per quello sguardo buono e più vero dei muscoli. Eccolo Beau nelle foto che mostrano i familiari: piccolo, gracile, operato per una forma rara di cancro che aveva sconfitto a suon di interventi e chemio rendendo la sua odissea nota in tutta l’America. Di quel periodo, undici anni fa, restano le foto dei giornali americani in cui quel bambino che aveva sconfitto il cancro posa insieme al suo idolo di allora, Brett Lorenzo Favre, quarterback dei Green Bay Packers.

Ecco altre foto, è lo stesso Beau quel ragazzo statuario, cresciuti, che anni dopo è in tenuta da football americano, quarterback dell’università in cui studiava, abbraccia l’amica del cuore, posa assieme a gruppi di amci. Studente modello, sportivo a tutto campo, impegnato in politica, nei giovani repubblicani, pieno di amicizie fraterne che ora lo piangono a Spring Green, un paese di 1.600 abitanti del Wisconsin, dove viveva con i suoi tre fratelli e i genitori.
«Amato da tutti, è lui il collante che tiene unita la nostra famiglia», ha detto nel suo appello, prima che venisse ritrovato il corpo, il fratello Jake. Carismatico e sorridente, il giovane americano aveva appena terminato il suo primo anno all’Università del Wisconsin, a Madison, dimostrando una certa passioneper la politica. «Sperava di diventare un politico, un giorno».
Non si dà pace il fratello Cole. «Ho sempre cercato di fare quel che potevo, da fratello maggiore, per prendermi cura di lui. Non posso farlo quando è in un altro paese».

Ma Beau Solomon Jordan è descritto come un ragazzo responsabile, «la sua unica caratteristica», ancora Cole. Per questo la famiglia ha subito temuto il peggio, si è mobilitata, ha chiesto aiuto.
Basta scorrere il suo profilo facebook per capire chi era Beau, che posava abbracciato alla mamma (quanti lo farebbero a quell’età?), il sorriso limpido e fiero, la voglia di vivere e studiare, l’affetto di una famiglia unita (i suoi giovani genitori sono sposati da 27 anni).Non ha avuto il tempo di entrare in aula, alla John Cabot University, non ha potuto conoscere nuovi amici, farsi amare anche a Roma. E’ sparito la sua prima notte solo nella capitale, nessun giro alcolico, non era il tipo, sarà inciampato in buona fede in due malviventi che hanno approfittato del suo sorriso pieno di fiducia, sogni e aspettative.

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