Roma, svolta nel caso della morte dello studente americano di 19 anni: E’ stato un senzatetto 41enne

Roma, svolta nel caso della morte dello studente americano di 19 anni fermato senzatetto 41enneSono trascorsi solo due giorni dal 4 luglio 2016, giorno in cui le forze dell’ordine hanno ritrovato nelle acque del Tevere e precisamente all’altezza del ponte Marconi il corpo senza vita del diciannovenne americano Beau Solomon, scomparso nella Capitale Italiana proprio alcune ore dopo il suo arrivo.

Ed ecco che proprio nella giornata di ieri, secondo le prime indiscrezioni trapelate sul caso, sembra proprio che le forze dell’ordine abbiano fermato il presunto assassino ovvero M.G, un uomo di 41 anni senza fissa dimora e che, per essere più precisi, vive sulla banchina sotto di Ponte Garibaldi insieme alla sua compagna, in una tenda e proprio quest’ultimo avrebbe partecipato all’aggressione nei confronti del ragazzo al termine della quale proprio i suoi aggressori lo avrebbero gettato nel fiume. L’uomo, per essere più precisi, è stato fermato la scorsa notte dagli agenti della squadra Mobile e del commissariato Trevi-Campo Marzio ma secondo i primi accertamenti non sarebbe stato lui a rubare, al diciannovenne, il cellulare e il portafoglio. Il giovane infatti sembra proprio sia stato vittima di una brutta aggressione messa in atto da due o tre giovani stranieri della zona in cui il giovane studente modello americano era stato insieme agli amici nel corso della sera all’interno di un pub e nello specifico nella piazza Trilussa e, secondo alcune indiscrezioni, sembrerebbe che il ragazzo in seguito all’aggressione di cui è stato vittima abbia deciso di inseguire proprio i suoi aggressori e poco dopo sarebbe poi accaduta la tragedia.

Insomma, al momento non si hanno ancora delle certezze sulle effettive circostanze che hanno portato alla morte ma, la fidanzata del senzatetto 41enne fermato e accusato della morte dello studente americano ha appunto provato a difendere il fidanzato affermando nello specifico nel corso di un’intervista rilasciata a Rai Uno: “Quel ragazzo stava inseguendo dei marocchini, credo. Forse gli avevano rubato il portafoglio. Si è scontrato con Massimo e hanno iniziato a litigare” proseguendo poi “Si davano spintoni, Massimo ne dava uno, il ragazzo ne dava un altro, Massimo ne dava uno. E poi il ragazzo è caduto in acqua. Se è scappato? No, Massimo non è scappato. E’ rimasto lì”. 

Secondo una prima ipotesi avanzata dalle forze dell’ordine il quarantunenne, dopo avere spinto il giovanissimi Beau nel fiume non sarebbe fuggito dal luogo ma al contrario sembra proprio sia tornato a dormire all’interno della tenda insieme alla compagna, quasi come se nulla fosse accaduto e proprio la Procura di Roma contesta al senzatetto 41enne il reato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Sulla questione si è espresso John Phillips, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, il quale ha nello specifico affermatol’ambasciata americana è pronta a dare sostegno alle autorità italiane che indagano sulla sua scomparsa e sulla sua morte”.

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