Roma, vigili ed imprenditori arrestati ed indagati: in cambio di cene e gelati favorivano i ristoratori

Roma, vigili ed imprenditori arrestati ed indagati in cambio di cene e gelati favorivano i ristoratori

Sgominato un giro illecito dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta “Tavolino in centro” sui presunti abusi commessi dai funzionari pubblici a favore dei gestori di alcuni locali pubblici del centro di Roma. I pubblici ufficiali indagati sono accusati di aver rivelato in netto anticipo agli imprenditori Mercuri e Pagliaro le tempistiche di svolgimento dei controlli presso i loro locali in centro storico, al fine di evitare che le attività ispettive evidenziassero irregolarità, garantendo l’esito positivo degli stessi accertamenti.

Nella giornata di ieri il Tribunale di Roma ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di due imprenditori e di un appartenente al Corpo di Polizia Locale Roma Capitale oltre a numerose perquisizioni presso abitazioni e rinomati esercizi commerciali del centro storico di Roma. Le ordinanze di custodia cautelare arrivano dopo gli elmenti investigativi acquisiti dagli investigatori del Nucleo di Polizia tributaria di Roma-Gruppo Investigazione criminalità Organizzata, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.

Concorso in corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, rilevazione e utilizzazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo a sistemi informatici/telematici, sono queste le fattispecie delittuose accertate. Secondo l’accusa, grazie ai vigili infedeli tutto gli era concesso: dall’occupazione del suolo pubblico oltre i limiti, all’impianto acustico, fino all’esecuzione di lavori su immobili di interesse storico senza autorizzazione, con tanto di possibili danni strutturali.Dalle indagini è emerso che nell’autunno del 2013 un vigile in servizio nel centro storico di Roma, che oggi risulta indagato si sarebbe fatto offrire una cena in uno dei ristoranti coinvolti, dei due imprenditori arrestati dunque e pare che abbia tanto apprezzato i piatti facendosi promettere di poter tornare almeno altre due volte, ovviamente gratuitamente, e in cambio lo stesso avrebbe rivelato atti segreti, avvertendo in tempo debito quando sarebbe avvenuto il prossimo controllo.

Un altro collega, invece, al quale piacciono molto i dolci, in cambio di un gelato pagato ogni qualvolta lo stesso fosse stato di passaggio, secondo l’accusa avrebbe garantito di non effettuare i controlli. Purtroppo questa gelateria, che tra l’altro si trova proprio davanti la fontana di Trevi, sembra abbia un cartellone pubblicitario che viola le norme imposte dal Campidoglio, ma anche per questo, il vigile aveva trovato una soluzione. “Sai che facciamo, quando ci sono ti faccio uno squillo e glielo faccio mettere e quando vado via gli dico: guarda leva”, avrebbe riferito il vigile che adesso è indagato.   “Degna di menzione ,spiega la Guardia di finanza , è anche la rilevata propensione a delinquere degli odierni arrestati, inclini alle forme più violente per relazionarsi con eventuali concorrenti, nonché con soggetti che, a qualsiasi titolo, avrebbero potuto ostacolarli nell’inarrestabile ascesa economica“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.