Salento, pregiudicato punito per uno sgarro al clan della zona: pistola inceppata al colpo di grazia

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salento-pregiudicato-punito-per-uno-sgarro-al-clan-della-zona-pistola-inceppata-al-colpo-di-graziaUn vero e proprio agguato quello avvenuto nella serata di sabato 29 Ottobre a Copertino, in provincia di Lecce, nel quale è rimasto gravemente ferito Roberto Giancane, ovvero un 43enne di Monteroni con precedenti penali. L’uomo, stando a quanto è emerso sarebbe stato ferito gravemente con colpi d’arma da fuoco e con le ultime forze che gli erano rimaste sarebbe giunto presso il pronto soccorso dell’Ospedale San Giuseppe, dove è stato immediatamente soccorso dai medici che hanno ritenuto le sue condizioni piuttosto gravi; Giancane nello specifico è stato immediatamente sottoposto ad un importante e delicato intervento chirurgico e ricoverato poi un prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Stando a quanto è emerso pare che l’uomo si trovava da solo nel negozio quando improvvisamente sono arrivati due uomini a bordo di un’auto, e mentre uno è rimasto vigile fuori, l’altro è sceso dall’auto ed una volta entrato dentro il locale ha sparato un colpo di pistola che ha colpito Giancane al torace. Sembra, inoltre,dai primi accertamenti, che l’arma utilizzata ovvero una Tokarev calibro 7,62 di fabbricazione russa si sia inceppata al momento del colpo di grazia. Stando a quanto riferito dagli inquirenti, sembra che il 43enne di Monteroni, chiamato Nocciolina, sia rimasto vittima di un agguato perché finito nel mirino del clan che controlla gli affari illeciti della zona.Chi ha premuto il grilletto, secondo gli inquirenti, aveva una sola missione, ovvero uccidere Nocciolina il quale è stato colpito da un colpo al cuore partito dall’alto verso il basso che gli ha trapassato il torace.

Il killer è intervenuto con il volto coperto da un cappuccio in compagnia di un complice, che come abbiamo già anticipato, era rimasto in auto; subito dopo il killer si sarebbe allontanato a bordo di una Fiat Brava che è risultata rubata nel 2015 a Lecce e ritrovata bruciata nelle campagne tra Leveramo e Nardò. Scattate immediatamente le indagini condotte dai carabinieri della Tenenza di Copertino, al comando del luogotenente Salvatore Giannuzzi, con i colleghi della Compagnia di Gallipoli, guidati dal tenente Francesco Battaglia e del Nucleo Investigativo di Lecce sotto il coordinamento del sostituto procuratore Emilio Arnesano presente sul luogo della sparatoria. Gli investigatori al momento hanno provveduto a sequestrare l’auto di Giancane così come la Fiat Brava utilizzata dai sicari a caccia di eventuali tracce lasciate dai malviventi. L’uomo, conosciuto da tutti come Nocciolina, era già sopravvissuto ad un’imboscata, nel lontano 2002, quando i suoi aggressori lo lasciarono a terra, in una pozza di sangue, dopo avergli sparato contro sei colpi di pistola davanti al bancone di frutta e verdura della famiglia; in quell’occasione Nocciolina aveva rimediato una condanna con l’accusa di favoreggiamento per non aver palesato i nomi e cognomi dei responsabili.

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