Salerno, uccide il padre della fidanzata dopo l’ennesima lite, Lei su Facebook: “Ora non ho più nulla”

Eugenio Tura De Marco, un carrozziere sessantenne trovato morto ieri sera nel suo appartamento in Piazza D’Aiello, nel Rione Fornelle, al centro storico di Salerno, è stato ammazzato dall’uomo fidanzato con la figlia. Ad ucciderlo, dopo l’ennesima discussione, Luca Genyile, di 21 anni, che lavora per una ditta di traslochi, agganciato dai carabinieri e che ha poi confessato il delitto. Ieri dopo pranzo Daniela, figlia ventitreenne del deceduto, a chiamato le forze dell’ordine perché, pur essendo a luci accese in casa, il padre non rispondeva al citofono e ne ha diversi messaggi al cellulare.

Forze dell’ordine del nucleo radiomobile una volta aperto l’appartamento hanno trovato L’uomo a terra già morto, adiacente alla porta adiacente alla porta d’ingresso del salone.
La scarsa quantità di sangue presente vicino al cadavere, in un primo momento, aveva fatto ipotizzare che l’uomo fosse morto in seguito ad un improvviso malore che lo aveva fatto cadere facendogli battere il capo sullo stipite della porta del soggiorno.

L’analisi esterna del cadavere da parte del medico legale, però, ha evidenziato due profonde ferite da taglio, al torace e sul dorso. Una volta accertato dagli investigatori il reale motivo del decesso, il giovane ha avuto un malore tanto da ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale. Sentito come persona informata sui fatti, il ragazzo non ha convinto gli inquirenti sulla versione fornita in merito alla sua presenza – durante la giornata – in casa della vittima. Sui suoi abiti, inoltre, sono state rilevate evidenti tracce di sangue, compatibili con il delitto. Sottoposto all’alba a fermo di indiziato di delitto, perchè ritenuto responsabile di omicidio volontario, il 21enne ha confessato confermando la ricostruzione dei fatti secondo la quale si era recato a casa della vittima e, al termine dell’ennesima discussione, aveva colpito l’uomo mortalmente al torace e alla schiena con due fendenti. Il coltello, che aveva portato da casa, è stato poi gettato dal giovane nel fiume.

Secondo il fermato, l’omicidio è maturato per motivi dovuti a forti contrasti personali e caratteriali sorti da tempo con la vittima. Sconcerto e dolore nel Rione Fornelle, dove tutti si conoscono. La vittima, emerge da fb, si mostrava molto legata alla figlia Daniela (che ha un bambino nato da una precedente relazione) postando foto di lei ragazzina e scrivendo teneri e paterni «ti voglio un mondo di bene». Dal profilo social della giovane si evince che la data dell’inizio della relazione con Gentile risale al 15 febbraio anche se, in realtà, i due stavano insieme da circa un mese. L’omicida scrive alla fidanzata: «Sarò il tuo sogno, il tuo desiderio, la tua fantasia, sarò la tua speranza, sarò il tuo amore, sarò ogni cosa di cui tu possa aver bisogno e ad ogni respiro ti amerò sempre di più».

Il 16 febbraio il giovane annuncia su fb di essere innamorato: «Distruggi il mondo quando ami davvero una persona». Un amore molto forte, quello nato tra i due e del quale non fanno mistero sui rispettivi profili social. Lo stesso Luca, il giorno prima dell’omicidio, scrive: «Non ti lascerò per nessuna ragione. Mi devono solo uccidere per perderti». E lei rilancia allo stesso modo. «Anche a me mi devono uccidere per non perderti mai, ora che ti ho ritrovato». Ed è proprio su Facebook che, oggi, la ragazza, urla il suo dolore a qualche ora dall’arresto del fidanzato. Condividendo una foto del padre scrive: «Papà sarai sempre la nostra gioia nei cuori ti amo, vita mia sempre. Ora che ti ho perso sto capendo di non avere più nulla».

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