Sanità, è rivoluzione sui medici di famiglia, 16 ore al giorno e 7 giorni su 7 anche di domenica

Sanità, è rivoluzione continuità per i medici 16 ore al giorno, 7 giorni su 7

E’ rivoluzione nella sanità. Novità nel campo sanitario contenute nell’atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione di medicina generale approvato nella giornata di ieri dal Comitato di settore sanità delle Regioni per poi essere trasmesso alla Sisac che stando a quanto emerso potrebbe riavviare le trattative già dal prossimo mese di maggio.

Ma quali sono le vere novità? Ambulatori dei medici di famiglia aperti dalle ore 8 alle ore 24 e 7 giorni su 7, cosa che già esiste in alcune regione ma adesso sarà allargata a tutta l’italia. Gli assistiti, stando alle ultime novità, dunque, potranno contare su un’assistente medica per un totale di 16 ore al giorni sette giorni su sette, ovvero dalle ore 8 del mattino fino alla mezzanotte, mentre per quanto riguarda le ore notturne ad assistere chi ne ha bisogno ci sarà il 118. Silvetro Scotti, il vicepresidente vicario della Fimmg, dichiara: “Si passa infatti da 12 ore notturne per 5 giorni alla settimana, ovvero 60 ore, più le 48 del week end, ossia 108 ore, alle 116 derivanti dalle 16 ore per l’intera settimana. Con il vantaggio che buona parte di queste ore saranno impiegate in fasce orarie dove la richiesta di assistenza è molto più alta rispetto alle ore notturne, per le quali l’intervento più adeguato è quello del 118″.

Intervenuto nella giornata di ieri il segretario del sindacato dei medici di medicina generale Fimmg, Giacomo Milillo, il quale dichiarato: “Una staffetta che consente di avere più medici disponibili nell’arco della giornata, andando a coprire anche fasce orarie come quelle delle 8 alle 10 del mattino o del primo pomeriggio, dalle 14 alle 16, oggi meno coperte.

E che generano così intasamenti nei pronto soccorsi a discapito di chi ha una vera emergenza”. Sul territorio, inoltre, vi saranno le cosiddette Aft, ovvero Aggregazioni territoriali funzionali, che in realtà non hanno un luogo fisico ma si tratta di un modello organizzativo che permetterà ai cittadini di trovare il medico durante tutto il giorno, e dunque nel caso in cui il proprio medico di fiducia finisce il turno, subito ve ne sarà un altro pronto a sostituire quello precedente, il quale sarà collegato ad una base che darà modo di avere sempre a disposizione il profilo sanitario dell’assistito.

Milillo, a tal riguardo aggiunge: “Nelle grandi città basterà rivolgersi allo stesso studio al quale si è abituati ad andare in visita, nei piccoli centri più probabilmente, finito il turno del medico di propria scelta ci si dovrà spostare nel vicino studio del medico che gli subentra“. Le Aft svolgeranno un’azione molto importante a sostegno dei pazienti i quali una volta in possesso della ricetta potranno evitare file per prenotare visite ed esami o per pagare il ticket; tutte queste operazioni potranno essere programmate direttamente dallo studio del medico di famiglia.Questo nuovo modello di assistenza di base potrebbe inoltre favorire la nascita di nuovi maxi-ambulatori, con presenza di più medici di famiglia; in questi maxi ambulatori sarà possibile fare prime analisi cliniche, accertamenti diagnostici meno complessi e piccola chirurgia ambulatoriale e altri centri con specialisti ed infermieri.

La novità potrebbe porre fine alle estenuanti code al pronto soccorso e facilitare le pratiche per la prenotazione di visite specialistiche e il pagamento dei ticket, operazioni che potranno essere fatte molto più velocemente nello studio medico. Insomma si va nel senso della semplificazione per i pazienti che spesso, oltre al peso della malattia, devono anche affrontare i giri tortuosi della burocrazia. Una sorta di staffetta, che consentirà di avere più medici disponibili nell’arco della giornata, andando a coprire anche fasce orarie come quelle dalle 8:00 alle 10:00 del mattino o del primo pomeriggio, dalle 14:00 alle 16:00, oggi meno coperte. Chiara Placenti ha intervistato Giacomo Milillo, segretario generale della federazione italiana medici medicina generale.

Grazie all’informatizzazione, ci saranno maggiori possibilità di interazione tra gli operatori sanitari.

“La convenzione prevede che si possano seguire fino a un massimo di 1500 pazienti – spiega un medico di base di Roma ad Askanews – in questo caso il medico è tenuto a fornire una presenza di 20 ore a settimana”.

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