Sanremo rappresenta davvero l’Italia?

«Perché Sanremo è Sanremo!», recita il noto slogan della kermesse musicale italiana più famosa nel mondo, in onda e sulla cresta dell’onda dal lontano 1951: una frase azzeccatissima, se si pensa che in 66 edizioni hanno preso parte praticamente tutte le celebrità della nostra canzone, da Vasco Rossi a Adriano Celentano, passando per Gianni Morandi e Lucio Dalla.

Ma il dibattito resta vivo ogni anno: il Festival è una vera rassegna canora che mette in gara i personaggi più famosi della no-stra musica, o solo un grande evento mediatico che unisce cantanti e brani di buon livello a ospiti di fama mondiale, sempre saggiamente  fuori concorso? Un tempo, tra i  concorrenti e i vincitori si citavano nomi famosi e nazional popolari come Nilla Pizzi, Claudio ‘Villa, Domenico Modugno, Iva  Zanicchi, Bobby Solo, Riccardo Cocciante, i Pooh, i Matia Bazar i Ricchi e Poveri, Al Bano e Romina Toto Cutugno, personaggi molto spesso in fase di rilancio e non sempre apprezzati da critica e pubblico. E se oggi il loro grande apporto ai meravigliosi Festival del passato è stato finalmente riconosciuto, c’è da dire che però Sanremo ha

voltato pagina, diventando vetrina assoluta dei numerosi talent show: volti noti di programmi come Amici (Emma Marrone, Valerio Scanu), X Factor (Marco Mengoni)  lascio una canzone (Il Volo) fanno da protagonisti alle serate dell’Ariston, mentre cantanti di grido come Tiziano Ferro, Ligabue, Francesco De Gregori salgono sul palco solo in veste di super ospiti.

Questa sottile ambiguità fa parte del gioco e viene accettata ogni anno da milioni di telespettatori, che vivono in prima linea sfida canora, maratone estenuanti, qualche serata inutile e artisti non proprio al top, mischiati e ben mixati a personaggi di fama mondiale. L’Italia intera vive questo evento come una partita, sfidando parenti e amici a casa in un Toto- Sanremo infinito: chi è il più elegante o il più ridicolo? Chi saranno i primi tre classificati? Tutto il  resto (gaffe, voti, giurie e presunti favoritismi) è solo l’allegra cornice del programma più chiacchierato, discusso, amato e odiato dell’anno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.