Sarcoma del tessuto connettivo, da un organismo marino la molecola efficace per combatterli

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Una grande novità è in arrivo per frenare il sarcoma dei tessuti molli, e questa sembra arrivare direttamente dalla profondità del mare. Si tratta dell’Ecteinascidia turbinata, ovvero un piccolo organismo invertebrato, rivestito da una tunica di cellulosa, dal quale in un primo momento si è ottenuta una molecola attiva contro il tumore ed invece adesso viene sintetizzata in laboratorio. “I sarcomi dei tessuti molli sono tumori che colpiscono il tessuto molle del corpo:muscoli, tessuti connettivi, vasi sanguigni, nervi, legamenti e tessuto adiposo”, è questa la definizione di sarcomi dei tessuti molli data dall’AIRC. I sarcomi sono tumori del tessuto connettivo ovvero del tessuto di sostegno dell’organismo e rappresentato ormai l’1 per cento delle neoplasie in età adulta e di questi, meno del 5 per cento sono sarcomi dell’apparato genito-urinario in occidentale. esistono diversi tumori del tessuto connettivo, come:tessuto adiposo (Liposarcoma); Tessuto muscolare liscio (Leiomiosarcoma); Tessuto muscolare striato (Rabdomiosarcoma); Endotelio vascolare (Emangiosarcoma) e sarcoma di Kaposi. Osso (Osteosarcoma); Cartilagine (Condrosarcoma); Tessuto connettivo proprio (Fibrosarcoma); Nervo (Tumore maligno delle guaine nervose, sarcoma di Ewing); Cellule interstiziali di Cajal (Tumore stromale gastrointestinale).

Nello specifico il vero aiuto per frenare il sarcoma dei tessuti molli sembra arrivare dalla trabectedina, ovvero un composto naturale che agisce contro il cancro, producendo profonde perturbazioni del ciclo cellulare, interferendo con i sistemi di riparazione del Dna, inducendo la morte cellulare programmata, quello che viene definito apoptosi. Tale molecola, sembra essere prodotta da Pharmamar, ed al momento è al centro delle sessioni di lavoro del Congresso europeo di oncologia in corso in Danimarca a Copenhagen. Come già anticipato, l‘ecteinascidin è in fase di sperimentazione clinica ed è già in uso in Europa con il nome commerciale di “Yondelis” per il trattamento di alcuni sarcomi dei tessuti molli e carcinoma ovarico. “Oltre all’efficacia della terapia, il profilo di tollerabilità della trabectedina è molto buono”, ha spiegato Alessandro Gronchi, membro del “Sarcoma task force” dell’Esmo e presidente della Connective Tissue Oncology Society (Ctos).

Lo stesso ha poi dichiarato:”Ad esempio, non diminuiscono i globuli bianchi, non cadono i capelli, e quindi il trattamento e’ meno pesante per il paziente rispetto a quello tradizionale.Questo studio dimostra che l’impiego di un farmaco specifico in un ‘istotipo’ selezionato dei sarcomi puo’ avere un effetto positivo e un costo inferiore per il paziente”. La trabectedina nel 2007 è stata commercializzata sotto il nome commerciale di Yondelis dall’EMEA, per il trattamento dei pazienti con sarcoma dei tessuti molli, dopo la delusione registrata con l’antracicline ed altri trattamenti di prima linea utilizzati nei pazienti non idonei a ricevere chemioterapia di doxorubicina. Dall’autorizzazione in Europa nel 2007, oltre 50mila pazienti in 80 Paesi hanno beneficiato di questa terapia. Oggi la trabectedina è stata approvata anche in altri paesi come Russia e Corea del Sud.

Dal mare arriva un’ arma per frenare il sarcoma dei tessuti molli, un tumore che può colpire ogni parte del corpo. È l’Ecteinascidia turbinata, un piccolo organismo invertebrato, rivestito da una tunica di cellulosa, dal quale si è inizialmente ottenuta una molecola attiva contro il tumore e che oggi si sintetizza in laboratorio. Si tratta della Trabectedina, composto naturale, che agisce contro il tumore interferendo con i sistemi di riparazione del DNA e inducendo la morte cellulare programmata. Della molecola si è parlato al Congresso europeo di oncologia (ESMO).

In particolare uno studio internazionale su 287 pazienti, coordinato dall’Italia, dimostra che la chemioterapia tradizionale è efficace nell’80% dei sarcomi ad alto rischio ma che l’impiego di un farmaco specifico come trabectedina, in un istotipo selezionato come il liposarcoma mixoide che colpisce soprattutto i giovani, permette di ottenere un grande beneficio. La molecola è inoltre meno tossica rispetto alla chemioterapia convenzionale.

Oltre «all’efficacia della terapia, il profilo di tollerabilita’ è molto buono – spiega Alessandro Gronchi, membro del Sarcoma task force dell’ESMO e presidente della Connective Tissue Oncology Society – ad esempio non diminuiscono i globuli bianchi, non cadono i capelli, e quindi il trattamento è meno pesante per il paziente rispetto a quello tradizionale. Questo studio dimostra che l’impiego di un farmaco specifico in un istotipo selezionato dei sarcomi può avere un effetto positivo». I sarcomi sono un gruppo molto eterogeneo di tumori dei tessuti molli e quindi possono comparire in varie sedi dell’organismo, dagli arti, al torace, all’utero.
Tra questi i Liposarcomi rappresentano il 25% dei casi al momento della diagnosi e si suddividono in 3 tipi, tra cui il `mixoide´. La trabectedina ha un tasso di controllo tumorale del 90% e in seconda linea è la molecola più ampiamente valutata. Dall’autorizzazione in Europa nel 2007, oltre 50mila pazienti in 80 Paesi hanno beneficiato di questa terapia. I sarcomi rappresentano l’1% delle neoplasie in età adulta. In Italia si contano circa 3mila diagnosi ogni anno.

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