Sciopero nazionale indetto per il 4 novembre: si fermano tutte le categorie pubbliche e private

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sciopero-nazionale-indetto-per-il-4-novembre-si-fermano-tutte-le-categorie-pubbliche-e-privateE’ in arrivo un nuovo sciopero, dopo quello dello scorso 21 ottobre, indetto per la giornata di venerdì 4 novembre, che coinvolgerà tutti, dai lavoratori del settore pubblico a quelli del privato.Questa volta lo sciopero nazionale è stato indetto dalle sigle sindacali Cub e Usi Ait e come anticipato, riguarderà diverse categorie professionali quali, il personale docente, sanitario, i dipendenti delle poste italiane. Escluso dallo sciopero il trasporto pubblico e dunque non ci saranno ripercussioni sui trasporti ed i pendolari saranno salvi. Varie regioni hanno già avvisato i propri cittadini con degli annunci, per avvisarli appunto della possibilità di andare incontro ad alcuni inconvenienti.

Nello specifico l’Azienda Sanitaria Toscana si è scusata anticipatamente con i propri utenti per gli eventuali disagi nell’erogazione dei servizi sanitari sia territoriali che ospedalieri ed amministrativi che potrebbero verificarsi nella giornata di venerdì.Come già accaduto lo scorso 21 ottobre, saranno garantiti tutti i servizi minimi essenziali previsti per il settore della Sanità e sarà comunque data la priorità alle emergenze ed alla cura dei malati più gravi e non dimissibili.

Sciopero anche annunciato dalla Regione Piemonte che ha trasmesso nei giorni scorsi circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione pubblica, ad oggetto Sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata del 4 novembre 2016 con la quale viene data informazione che la Confederazione Unitaria di Base, e l’Unione sindacale italiana Ait, con sede in Modena, Via del Tirassegno n 7 con nota del 19 settembre 2016 hanno comunicato la proclamazione dello sciopero generale nazionale di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata del 4 novembre 2016.

I sindacati hanno indetto lo sciopero per lottare contro le guerre, quelle sociali interne e contro le spese militari; nello specifico si chiede la cancellazione delle forme di lavoro, più occupazione con la riduzione settimanale dell’orario di lavoro di 4 ore, la bonifica dei siti inquinati, la messa in sicurezza del territorio, e la sicurezza sul lavoro. Non solo, attraverso lo sciopero i sindacati chiedevano aumenti salariati di 500 euro mensili, pensioni a 60 anni o con 35 anni di contributi, diritto alla salute ed all’abitare, democrazia nei luoghi di lavoro e nel paese, elezione democratica dei propri rappresentanti aziendali ed uguaglianza per i migranti.

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