Sesso a pagamento con un adolescente: parroco condannato a un anno e dieci mesi

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Sesso a pagamento con un adolescente parroco condannato a un anno e dieci mesiE’ stato condannato a un anno e dieci mesi di carcere, con rito abbreviato, Don A.P.L. accusato nello specifico di avere avuto, per tre anni, rapporti sessuali a pagamento con un adolescente. Nello specifico, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sul caso, il parroco in questione adesso accusato di prostituzione minorile, avrebbe contattato l’adolescente utilizzando una chat e si sarebbero poi incontrati fuori dall’ambito parrocchiale intrattenendo rapporti sessuali negli anni compresi tra il 2009 e il 2011. Il giovane ai tempi aveva tra i 15 e i 17 anni e faceva uso di cocaina motivo per il quale si prostituiva chiedendo ai suoi clienti una somma in denaro compresa tra i 150 e i 200 euro per volta. E proprio il parroco sopra citato, adesso accusato e condannato a 1 anno e 10 mesi di carcere, avrebbe compiuto atti sessuali con il giovane in cambio di una somma di denaro.

L’adolescente però un giorno, stanco forse della vita che conduceva, ha deciso di tentare il suicidio e in seguito al ricovero in ospedale ha preso una decisione molto importante ovvero quella di raccontare tutta la verità ai genitori denunciando così il parroco e un altro cliente. Immediatamente hanno avuto inizio le indagini e proprio lo scorso mese di marzo, l’arcivescovo di Milano, aveva sospeso il parroco da tutti gli incarichi. Nei confronti del parroco, inizialmente, il pm Giovanni Polizzi aveva nello specifico chiesto una pena di 3 anni e 4 mesi e proprio in merito alla riduzione della condanna il giudice ha spiegato di avere tolto due aggravanti e nello specifico “quella di aver commesso il fatto in violazione dei doveri inerenti alla qualità di ministro di culto” e poi ancora “quella dell’eta’ minore dei 16 anni”.

Nel primo caso la decisione di togliere tale aggravante è derivata dal fatto che il giovane non faceva parte del gruppo di ragazzi seguiti in parrocchia mentre invece la decisione di eliminare il secondo aggravante è dettato dal fatto che, nel corso delle indagini, non è stato possibile accertare se, al momento in cui è stato commesso il reato da parte del parroco, il sacerdote avesse più o meno 16 anni. L’altro “cliente” con il quale il ragazzino avrebbe intrattenuto rapporti sessuali a pagamento sarebbe invece l’ex presidente di un centro ricreativo a Lecco, G.M, il quale oltre che il corrispettivo in denaro, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni, pagava il ragazzino anche con la cocaina ovvero 3 grammi a prestazione e in alcune occasioni lo avrebbe addirittura violentato. L’uomo in questione è stato invece condannato a scontare una pena di quattro anni e sei mesi e nello specifico l’accusa nei confronti dell’ex presidente di un centro ricreativo a Lecco è di violenza sessuale e di cessione di stupefacenti, oltre a quella di prostituzione minorile.

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