Shock a Roma, arrestato 56enne Claudio Nucci faceva sesso con minori e scherzava “Mi arresteranno”

Claudio Nucci, il pr romano di 56 anni, non è un ingenuo. Secondo il gip che l’ha mandato in carcere per prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico , intercettato dagli investigatori, Nucci sa bene che sta facendo qualcosa di illegale mentre racconta a un amico: «Sono andato a portare 50 euro ad un fidanzatino mio che sò già due giorni che mi chiede 20… me mettono in galera guarda… non te dico quanti anni c’ha che te pja un colpo».

Accusato di avere fatto sesso con tre minori, adescati grazie a soldi, regali e promesse, Nucci era noto come frequentatore e animatore della movida di Roma Nord, principalmente della zona di Ponte Milvio. Forse non a caso, tra i suoi quattromila contatti Fb c’è anche Marco Prato, il ragazzo arrestato per l’omicidio di Luca Varani al Collatino, adescato e torturato dietro la promessa di 140 euro.

Il pm Eugenio Albamonte, che va avanti con le indagini per capire se altri adulti abbiano collaborato con Nucci in altri adescamenti, ha già chiesto il giudizio immediato, segno che la pro cura ritiene di avere prove sufficienti per andare a processo senza l’udienza preliminare. Forse anche basandosi sui numerosi precedebìnti penali del 56enne, che è gia stato condannato per una violenza sessuale.

Secondo il legale di Nucci, Gian Luca De Bonis, la causa del comportamento dell’uomo è da ricercarsi nel fatto che «ha subito violenza sessuale dai preti quando era in orfanotrofio» ed «è in cura da tempo per un forte disturbo bipolare e non si rende conto fino in fondo della profonda illiceità dei fatti che gli vengono contestati». Infine, il legale aggiunge: «I casi che gli vengono addebitati sono 3 e non aumenteranno, non ci sono i 30 ragazzini coinvolti e su molte cose la verità è stata distorta: Nucci non faceva neanche il pr, bensì l’intermediatore immobiliare. Conosceva tante persone», conclude, «perché frequentava un certo ambiente».

«Elevatissima capacità a delinquere» e consapevolezza dell’«illiceità penale delle sue condotte e dei conseguenti rischi». È quanto scrive il gip di Roma Cinzia Parasporo nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di Claudio Nucci, pr romano di 56 anni arrestato nello scorso febbraio con l’accusa di aver praticato sesso con tre ragazzi minorenni in cambio di soldi. Poi la linea difensiva dell’imputato, assistito dall’avvocato Gianluca De Bonis: «Ha subito violenza in collegio da bambino». Il vero lavoro di Nucci è quello di agente immobiliare ma il suo profilo Facebook aveva tratto in inganno per le molte foto di feste, personaggi e eventi postate.

 Per Claudio Nucci, con altri precedenti per sfruttamento della prostituzione minorile un reato per violenza sessuale, il pm Eugenio Albamonte ha già chiesto il giudizio immediato e, nel contempo, disposto ulteriori indagini per verificare se altri minorenni siano stati vittime delle attenzioni dell’uomo e se nella vicenda siano coinvolti altri pedofili. Non è tutto, perché al vaglio degli investigatori c’è anche la posizione di altre persone, stavolta adulte. Che pur conoscendo la natura dei rapporti di Nucci con i ragazzi – e dunque sapendo che li pagava – non avrebbero detto nulla a nessuno, tantomeno denunciato. A Nucci, in sostanza, sono attribuiti adescamenti di giovani residenti tra Ponte Milvio e Roma Nord ed atti sessuali, filmati, con loro. I dettagli sul modus operandi di Nucci sono venuti fuori grazie alle intercettazioni e le audizioni protette, servite per mettere a punto l’accusa nei confronti di Nucci. In quei verbali, una delle vittime, ha raccontato una triste storia fatta di ricatti, di sfruttamento e sottomissione a cui le vittime erano costrette aiutate, però, da «regalini» e false promesse e anche di soldi. In quei verbali è raccontato di come Nucci avesse convinto una delle sue giovani vittime, secondo il pm Eugenio Albamonte, a prostituirsi «determinandolo a compiere atti sessuali consistiti nel praticargli rapporti orali e nel compiere atti di masturbazione reciproca».

 

«Ho dato 50 euro al fidanzatino mio»

Sui nastri delle intercettazioni sono registrati dettagli inquietanti, con il pr che in romanesco racconta a Michele, un suo amico, i particolari del suo rapporto con un «fidanzatino»: «Sono andato a portare 50 euro ad un fidanzatino mio che sò già due giorni che mi chiede 20… me mettono in galera guarda… non te dico quanti anni c’ha che te pja un colpo». Ed è analizzando questi scambi di sms e queste conversazioni che emerge dunque — secondo la Parasporo — la consapevolezza di Nucci dei rischi che correva. «Le attività tecniche di intercettazione – si legge nel provvedimento – hanno consentito di accertare che l’indagato ha avuto contatti recentissimi con minori nonché con numerosi altri ragazzi di sesso maschile non identificati, ma presumibilmente minorenni in relazione ai quali il pm riferisce essere necessarie ulteriori attività d’indagine». Ciò, si evidenzia nell’ordinanza, e rende necessaria la misura cautelare in carcere relativamente alla capacità di reiterare i reati contestati, ovvero prostituzione minorile aggravata e pornografia minorile. L’avvocato nei giorni scorsi aveva rinunciato a presentare la richiesta di scarcerazione per il suo cliente che con i magistrati, del resto, si era assunto le proprie responsabilità.

Il difensore: «Ha subito violenze da bambino»

Intanto, sempre martedì 29 marzo dai microfoni di radio Cusano campus il legale di Nucci, Gianluca De Bonis, ha fatto una rivelazione: «Non era un pr, aveva una attività di intermediazione immobiliare. Millantava di avere molte conoscenze, ma non era assolutamente un pr. Quello di cui viene accusato lo ha subito pesantemente lui nella sua infanzia. e questo lo porta in qualche modo a sottovalutare la illiceità. Nucci è da molto tempo sottoposto ad un trattamento psichiatrico, con un dottore che ne ha evidenziato le problematiche e le patologie psicologiche». «Si parla di un’altra persona con la quale al telefono si vantava e che potrebbe essere in qualche modo coinvolta nelle indagini? Escludo categoricamente che quest’altra persona possa essere coinvolta — ha continuato l’avvocato — Quello di cui è accusato Nucci lo ha subito da bambino. Ha subito violenze. Da bambino è stato ricoverato per aver subito violenze carnali dai preti dai quali si trovava, perché era figlio di ignoti. Aveva subito delle violenze carnali dai preti che lo ospitavano. Questo è documentabile ed è agli atti della struttura sanitaria che lo ha accolto e che ad oggi non posso ancora rivelare».

«In carcere perché a rischio fuga»

Ma ci sono altri motivi che avrebbero convinto il gip a tenere in carcere il 56enne: il rischio di fuga. «Fornisce indirizzi fittizi, tanto che la sua effettiva abitazione è stata individuata a mezzo georeferenziazione e attività di intercettazione». Per il gip Parasporo il pericolo di fuga è reale perché l’indagato «ha contatti con persone benestanti alle quali avrebbe potuto rivolgersi per organizzare la fuga».

Le intercettazioni: «Mi invii il video?»

«Ci vediamo domani, mi dici tu l’ora. Tranquillo. Mi invii il video che ti masturbi? Dai, un regalo. Grazie». Il 6 dicembre 2015 la polizia di piazzale Clodio, coordinata dal dirigente Anna Galdieri, intercetta questo sms fra Nucci e una delle sue vittime. La conferma che l’agente immobiliare, con relazioni negli ambienti modaioli (e festaioli) della capitale, utilizzava e conservava materiale pedopornografico. Ma anche del tipo di relazione che intratteneva con loro. Storie a pagamento. Su questo gli investigatori non hanno dubbi. Come pure sul fatto che i ragazzi abbiano sottovalutato la portata delle loro stesse decisioni. A settembre 2015 uno di loro – quello monitorato dallo zio che si presenterà in procura a denunciare- si ribella proprio con lo zio in questione, annunciandogli che non tornerà a casa: «Non ho intenzione di tornare visto che dopo due mesi che non ho fatto nulla tranne stare a casa, non mi pare giusto che per un errore del caz…una volta con un cinquantenne del caz…io non possa uscire un po’ con i miei amici. Non ho intenzione di tornare, sto alla cena e dormo da un amico. Lo sai che sono responsabile e non farò cazz… Scusa se t’incazzi ma tutto sommato mi merito una serata tranquillo». Vorrebbe riavere indietro la sua privacy il ragazzo.

I luoghi: Mazzini, Fleming, Prati

I luoghi sono importanti nell’inchiesta. Non solo per il messaggio che inoltrano (come per le baby squillo dei Parioli, prostituirsi non è considerato un tabù dall’adolescente istruito). Ma anche per la scansione degli appuntamenti, inclusi quegli erotici. La scuola privata in Prati. I raduni in piazza Mazzini. Il sesso al Fleming. La promessa di un lavoro al Circolo dei Canottieri. Le serate a Ponte Milvio.
Impegni e sentimenti, confidenze e pratiche erotiche. Per tutto ci si affida agli sms. Il 30 settembre Nucci si affida a Messenger per una delle sue proposte aggressive: «Fammi un filmino mentre vieni» supplica a uno dei ragazzi. E l’altro: «Quanto?» E Nucci: «Duecento». Altre volte è whatsapp a svolgere il ruolo di confidente. Accade con la sua vittima più assidua. Oggi è un sedicenne ma ha cominciato a frequentare Nucci a tredici anni.

Le minacce

In un caso spuntano le minacce: «Ha iniziato a ricattarmi a farmi capire che se non facevo alcune cose poteva andare male – si sfoga un sedicenne – mi diceva ‘se non fai così parlo con tua madre’…Già dall’inizio mi è entrato nella testa e mi faceva fare quello che voleva».

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