Shock: Allarme setticemia, anziana ha rischiato di morire: aveva la brutta abitudine di farsi leccare il viso dal suo cane

0

Allarme setticemia, anziana ha rischiato di morire era solita a farsi leccare il viso dal suo cane

Siete amanti degli animali e nello specifico dei cani e dei gatti? Se la risposta è si, dovete stare molto attenti alle loro effusioni perchè queste potrebbero rivelarsi molto pericolose per la propria salute. Sapevate che nello specifico farvi leccare dal vostro cane o dal vostro gatto potrebbe rivelarsi davvero pericoloso? Ebbene si, secondo quanto emerso sembra che una leccata sul viso da parte del vostro cane potrebbe rivelarsi pericoloso perchè potrebbe addirittura trasmettere un’infezione quasi mortale.

Ci sarebbe già un caso sospetto, ovvero un’anziana signora proprietaria di un cane, solita a farsi leccare il viso dallo stesso, sembra abbia rischiato di morire per setticemia, malattia che forse avrebbe contratto a causa di un batterio che anniderebbe nelle cavità orali di cani e gatti.

La donna in questione è un’anziana signora inglese che sembra abbia rischiato la sua vita per aver contratto la rarissima infezione a causa della stretta vicinanza del suo animale domestico, ovvero un cane. Sarebbe cominciato tutto da quando un parente preoccupatosi che la donna non rispondeva più al telefono chiamando i soccorsi che nel giro di pochi minuti si sono recati sul posto trovando la donna in gravissime condizioni di salute tanto da rischiare seriamente la vita; i medici hanno trovato la donna in stato di incoscienza su una sedia e l’hanno condotta in ospedale dove le analisi del sangue hanno rivelato che l’anziana signora aveva contratto la Capnocytophaga canimorsus bacteria, ovvero un batterio che si annida nella cavità orale dei cani e dei gatti. “L’infezione può trasmettersi anche senza graffi o morsi. Gli anziani poi sono quelli più a rischio a causa delle disfunzioni immunologiche tipiche dell’età e del fatto che spesso possiedono animali da compagnia” è il commento dei medici inglesi.

 Del caso in questione hanno parlato alcuni medici i quali hanno descritto quanto accaduto sul giornale online BJM; la donna sembra non abbia mai fumato, bevuto ed è quasi morta a causa dell’infezione che le ha fatto sviluppare la sepsi.Fortunatamente la donna si è ripresa dopo due settimane di terapia intensiva e dopo 30 giorni dal suo ricovero è stata dimessa. I medici che hanno preso in cura la donna, sembra abbiano riferito che non bisognerebbe mai lasciare che il cane ci lecchi, perchè silenziosamente la sepsi potrebbe farsi strada nel corpo con conseguenze gravi.  “Il problema è che l’essere umano sta sviluppando sempre più anticorpi verso le cure antibiotiche. Questo fa si che le infezioni diventino sempre più forti. Questo tipo di infezione attacca specialmente i più piccoli e gli anziani. Non bisognerebbe lasciare quindi che il nostro Fido ci lecchi, perché silenziosamente la sepsi potrebbe farsi strada nel corpo, con conseguenze gravi”, hanno affermato i medici che l’hanno curata.

Non creare allarmismo da “leccata”

Dunque il batterio è presente nella cavità orale di molti animali, in modo particolare dei cani e dei gatti, può essere trasmesso all’uomo se avviene un contatto con la saliva dell’animale. Tuttavia, veterinari tendono a precisare che non bisogna creare allarmismo,  tutti i batteri presenti al mondo possono provocare la setticemia, ma bisogna chiarire che la patologia colpisce soprattutto coloro i quali hanno già un sistema immunitario compromesso. Tuttavia per quanto non bisogna creare una psicosi da “leccata” canina o felina, anche per una questione igienica- secondo gli esperto- bisogna comunque evitare di farsi leccare dagli animali, ci sono tanti modi per dimostrare affetto al proprio animale.

La setticemia

Il termine sepsi o setticemia indica una malattia sistemica, la risposta dell’organismo (sotto forma di SIRS, Sindrome da Risposta Infiammatoria Sistemica) all’invasione di tessuti, fluidi o cavità corporee normalmente sterili da parte di microrganismi patogeni o potenzialmente patogeni. Le complesse interazioni tra il microrganismo infettante, il sistema immunitario dell’ospite, le risposte infiammatorie e la coagulazione influenzano l’esito nella sepsi.Fino a poco tempo fa, la sepsi era considerata una condizione di iper-infiammazione e coagulabilità, con conseguente danno cellulare e squilibri della circolazione.Malgrado sia meno conosciuta di altre malattie ha un tasso di mortalità cinque volte superiore all’ictus e dieci volte all’infarto. Per aumentarne la sua consapevolezza nella popolazione è stata istituita la giornata mondiale della sepsi (World Sepsi Day) il 13 settembre 2013.La diagnosi tempestiva è fondamentale per la gestione della sepsi, come l’inizio di una corretta terapia precoce è fondamentale per ridurre la mortalità da sepsi grave.

Rispondi o Commenta