Shock HIV: ogni due ore un nuovo infetto, in Italia 4000 giovani l’anno contraggono il virus

aids-7Sono più di 120000 le persone che sono affette da HIV in Italia, dove si riscontra un caso ogni 2 ore. Alla vigilia dell’ottava edizione di Icar, il convegno in esposizione a Milano dal 6 al 8 giugno ospiterà i maggiori specialisti italiani, il bollettino del centro operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità. Quello che viene fuori sono dati allarmanti.

I nuovi casi negli ultimi anni riguardano particolarmente giovani tra i 25 e 29 anni. A turbare è innanzitutto il dato sull’ignoranza della malattia. Le persone sieropositive potrebbero in realtà contagiare il virus inconsapevolmente: Una questione grave poiché è una diagnosi precoce dell’infezione è essenziale per potere accedere al più presto al trattamento antiretrovirale. E’ Impellente per combattere una malattia curabile ma non guaribile.
I dati forniti dal Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di Sanità dicono che il 37% degli italiani non si è mai sottoposto al test dell’HIV, il 5% delle persone infette non lo rivela al proprio partner, il 40% non lo dice ai familiari e ben il 74% lo nasconde nei contesti lavorativi.

Hiv ‘ogni due ore un infetto’. Aids aumenta fra chi sfugge i test e si nascondeLa maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l’84.1 per cento di tutte le segnalazioni (eterosessuali 43.2 per cento; omosessuali MSM 40.9 per cento). Il 27.1 per cento (1 su 4) delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. Il virus colpisce prevalentemente gli uomini, con il 79,6 per cento dei casi nel 2014, mentre continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi nelle donne. L’età media per i primi è 39 anni, per le seconde 36 anni.

La Lombardia, con circa 20mila persone sieropositive, è tra le regioni italiane più colpite, insieme a Lazio, Emilia Romagna e Liguria.  “Noi intendiamo coordinare le diverse realtà scientifiche impegnate nell’assistenza, ricerca e sperimentazione clinica in tema di infezione virali”, ha detto Antonio Chirianni, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.  La conferenza di Icar è basata sui contributi originali della ricerca italiana, nel campo dell’infezione da Hiv/Aids e delle altre malattie virali, e aperta ai contributi internazionali nel settore.

120 MILA SIEROPOSITIVI – Nel nostro paese ci sono 120 mila persone sieropositive al virus dell’Hiv. Il contagio non si è mai fermato, basti pensare che ogni due ore si infetta una persona, in base alle stime più aggiornate. I nuovi casi negli ultimi due anni riguardano soprattutto giovani tra i 25 e i 29 anni. Alla vigilia dell’ottava edizione di Icar (Italian conference of Aids and antiviral research), il congresso in programma a Milano dal 6 all’8 giugno che ospita i maggiori specialisti italiani, è stato pubblicato il Bollettino del Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità.

NUOVE DIAGNOSI – La maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l’84.1 per cento di tutte le segnalazioni (eterosessuali 43.2 per cento; omosessuali MSM 40.9 per cento). Il 27.1 per cento (1 su 4) delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. Il virus colpisce prevalentemente gli uomini, con il 79,6 per cento dei casi nel 2014, mentre continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi nelle donne. L’età media per i primi è 39 anni, per le seconde 36 anni.

TEST, QUESTO SCONOSCIUTO – Il 37 per cento degli italiani non si è mai sottoposto al test HIV e il 5 per cento delle persone che vivono con Hiv non lo ha mai detto al proprio partner. Il 40 per cento delle persone sieropositive non rivela ai familiari di aver contratto il virus e il 74 per cento non lo dichiara nel contesto lavorativo. In Italia i nuovi casi ogni anno sono quattromila, e riguardano soprattutto i giovani. Di questi il 60 per cento avviene in una fase tardiva di infezione. Tra il 2006 e il 2014 è aumentata la proporzione delle persone che arrivano allo stadio di Aids conclamato ignorando la propria sieropositività, passando dal 20 al 71 per cento.

LA MAPPA –  La Lombardia, dove sono più di 20mila le persone sieropositive, è tra le regioni italiane più colpite, insieme a Lazio, Emilia Romagna e Liguria. La Sardegna ha percentuali ancora elevate in rapporto alla popolazione. Nonostante un importante calo della mortalità grazie alle terapie – è questo l’allarme lanciato dagli specialisti, si segnala chiaramente una drastica riduzione dell’informazione sul tema Aids e Hiv.

PREVENZIONE – L’obiettivo del congresso in programma nel capoluogo lombardo, in continuità con la tradizione delle passate edizioni, sarà quello di presentare e discutere le novità in tema di prevenzione, diagnosi e cura delle principali infezioni virali. Di particolare attualità saranno sia la gestione della lotta all’HIV/AIDS, sia la terapia dell’infezione cronica da HCV. Le diverse tematiche arricchite dal contributo dei giovani ricercatori, come da caratteristica di ICAR, verranno discusse in modo condiviso con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, dalla comunità scientifica, alle associazioni dei pazienti e alle realtà istituzionali.

AIDS (cenni)

La sindrome da immunodeficienza acquisita (da cui l’acronimo SIDA utilizzato nei Paesi francofoni, ispanofoni e lusofoni, di rado in italiano), o Acquired Immune Deficiency Syndrome (AIDS in inglese, normalmente utilizzato anche in italiano) è una malattiadel sistema immunitario umano causata dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV).La malattia interferisce con il sistema immunitario limitandone l’efficacia, rendendo le persone colpite più suscettibili alle infezioni, in particolare a quelle opportunistiche, e allo sviluppo di tumori. Questa vulnerabilità aumenta con il progredire della malattia.

L’HIV si trasmette in molti modi, ad esempio tramite i rapporti sessuali, trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e tramite trasmissione verticale tra madre e bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno.

Il virus e la malattia sono spesso indicati insieme come HIV/AIDS. La malattia è un importante problema sanitario in molte parti del mondo e la sua diffusione è considerata una pandemia. Nel 2009, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che vi siano 33,4 milioni di persone nel mondo che vivono con l’HIV/AIDS, con 2,7 milioni di nuove infezioni HIV all’anno e 2,0 milioni di decessi annuali a causa di AIDS.Secondo il rapporto UNAIDS 2009, in tutto il mondo vi sono state circa 60 milioni di persone contagiate sin dall’inizio della pandemia, con circa 25 milioni di morti e 14 milioni di bambini orfani nel Sudafrica.

La ricerca genetica indica che l’HIV abbia avuto origine in Africa centro-occidentale nel corso del ventesimo secolo.  L’AIDS è stato individuato dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC) nel 1981 e la sua causa, l’HIV, è stata identificata nel 1983. Dopo una lunga controversia la comunità scientifica ha ritenuto che Robert Gallo e Luc Montagnier, con i rispettivi gruppi di ricerca, abbiano entrambi contribuito al raggiungimento di tale risultato.

Anche se i trattamenti per l’HIV/AIDS possono rallentare o arrestare il decorso della malattia, non vi è cura conosciuta o vaccino contro l’HIV. Il trattamento antiretrovirale riduce sia i morti che le nuove infezioni, ma questi farmaci sono costosi e non sono disponibili in tutti i paesi.A causa della difficoltà nel trattamento delle infezioni da HIV, la prevenzione è un obiettivo chiave per il controllo dell’AIDS.

2 commenti

  1. ma basta con queste farse : non esiste un bel niente , né l’ h i v, né tanto meno l’ a i d s! la gente va curata per la /e malattia/e che ha . finiamola con i carrozzoni sanitari fatti solo per spillare soldi ai babbei

  2. Non avete già ammazzato abbastanza gente con le vostre cure?

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