Shock in Cisgiordania , 13enne uccisa a coltellate nel suo letto da un 17enne palestinese: ucciso l’aggressore

Shock in Cisgiordania , 13enne uccisa a coltellate nel suo letto da un 17enne palestinese ucciso l'aggressoreE’ davvero incredibile e sta lasciando senza parole moltissime persone quello che è accaduto ad una ragazzina con doppia nazionalità, israeliana e americana, di soli tredici anni violentemente aggredita e uccisa proprio mentre si trovava nel suo letto.

La tragedia ha avuto luogo, per essere più precisi, nella periferia di Hebron, in Cisgiordania e il responsabile di tale aggressione, stando a quelle che sono le prime indiscrezioni trapelate sul delicatissimo caso, sembrerebbe essere proprio un ragazzo palestinese di soli diciassette anni del villaggio di Bani Nàim, vicino Kiryat Arba, il quale sempre secondo le prime indiscrezioni trapelate, è stato ucciso dalle guardie israeliane dell’insediamento di Kiryat Arba. Le guardie infatti avrebbero nello specifico sparato contro l’autore di tale aggressione uccidendolo. Nello specifico il giovane si sarebbe introdotto all’interno dell’abitazione della ragazza raggiungendola nella sua camera da letto proprio mentre la tredicenne stava dormendo e l’avrebbe aggredita con estrema brutalità colpendola con numerose coltellate nella parte superiore del corpo. Inoltre il giovane avrebbe anche ferito alla testa, in maniera piuttosto grave, un addetto al servizio di sicurezza interna della colonia, un giovane di circa 30 anni il quale è stato poco dopo soccorso e trasportato presso l’Ospedale Hadassah di Gerusalemme dove sono state curate le ferite riportate in seguito all’aggressione.

Anche la tredicenne, contro la quale il giovane aggressore ha inferto numerose coltellate nella parte superiore del corpo, è stata immediatamente trasferita allo Shaare Zedek Medical Center ma purtroppo le sue condizioni di salute sono apparse sin dal primo istante davvero molto gravi motivo per il quale la ragazzina è deceduta proprio alcuni istanti dopo il suo arrivo in ospedalePer la tredicenne, ha raccontato Shoham Rubio, portavoce del Jerusalem’s She’arei Zedek hospital, non c’è stato davvero nulla da fare nonostante gli innumerevoli tentativi da parte dei medici di rianimarla e dunque salvarle la vita, una vita ancora agli albori, una vita da vivere. Sulla delicatissima vicenda, che sta lasciando senza parole davvero moltissime persone, ecco che è intervenuto il premier Benyamin Netanyahu il quale ha definito nello specifico tale omicidio davvero orrendo e ha proseguito il suo intervento affermando “Mi aspetto, chiedendo anche al mondo di far sentire la sua voce come è successo per gli attacchi terroristici di Orlando e Bruxelles, che la leadership palestinese condanni chiaramente, senza equivoci, questo orrendo omicidio e prenda immediati provvedimenti per fermare l’istigazione”.

Anche il portavoce del ministero degli Esteri Emanuel Nahshon ha commentato la vicenda affermando “Un’altra vittima dell’odio e dell’istigazione palestinese. Mi auguro che i membri del Parlamento Europeo che la settimana scorsa hanno applaudito le menzogne maligne del presidente palestinese Abu Mazen comprendano finalmente che l’istigazione palestinese porta all’assassinio”. E poi ancora il portavoce del Dipartimento di Stato, John Kirby, si è espresso sulla vicenda precisando che la ragazzina era una cittadina americana e definendo tale aggressione “immorale“. 

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