Shock: La pillola del suicidio ai bambini down?

Vogliono sperimentare l’uso di antidepressivi – noti per i loro effetti collaterali devastanti, tra cui l’insorgenza di idee e atti suicidi – su bambini affetti da sindrome di Down. Abbiamo visto che avete pubblicato l’articolo diffuso dall’ansa e vi chiediamo di informare la gente sui pericoli di tale sperimentazione pubblicando questo articolo.

Lettera aperta – la pillola del suicidio ai bambini down?

Il nostro Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus ha appreso recentemente della notizia sollevata dalla Prof.ssa Vincenza Palmieri sulla rivista Cronaca Sociale e divulgata sui media locali e nazionali della prossima sperimentazione del Prozac (fluoxetina) per la sindrome di Down.

Secondo i quotidiani, a suggerire la possibilità che la fluoxetina possa avere un effetto sulla sindrome è stato uno studio italiano su topi da laboratorio , pubblicato nel 2014 dalla rivista Brain. Secondo la dott.ssa Renata Bartesaghi, docente del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’università di Bologna, la dimostrazione che il Prozac possa funzionare anche sugli uomini è però ancora lontana: «Non è detto che nell’uomo l’effetto sia lo stesso, e fino alla dimostrazione non si possono illudere le famiglie. Stiamo per iniziare a Napoli un test su bambini tra i 5 e i 10 anni, che riceveranno la dose di Prozac permessa a questa età, e speriamo di avere delle prime indicazioni». L’esperimento italiano, prosegue la dottoressa Bartesaghi «è un approccio che suscita un po’ di perplessità, anche perché le dosi utilizzate saranno molto più alte ».

Sui social la notizia si sta diffondendo a macchia d’olio raccogliendo le reazioni sdegnate di varie associazioni, istituti scientifici, e altri, ma soprattutto di genitori e cittadini. Secondo il dott. Roberto Cestari, medico e Presidente dello scrivente comitato: “La sindrome di Down è una anomalia genetica del cromosoma 21. Non esiste alcuna possibilità per la scienza medica attuale di intervenire a livello genetico e riportare alla normalità l’intero corredo genetico, tantomeno, ovviamente, con la fluoxetina. Si tratta pertanto di un intervento sperimentale atto casomai alla modificazione del comportamento. Percorrendo questa strada apriamo il campo a ogni possibile sperimentazione sugli esseri umani, con tutte le conseguenze possibili a breve e lungo termine. Una volta aperta questa porta sarà molto difficile richiuderla. È un terreno estremamente pericoloso dove scienza ed etica si scontrano; un terreno che ha richiesto in passato il Codice di Norimberga e la Dichiarazione di Helsinki. La strada per violarli è quella dei piccoli passi… si inizia con qualcosa che da alcuni potrebbe anche essere accettato…”.

Desidero dunque manifestarle la mia e nostra preoccupazione, anche in considerazione dei numerosi dati disponibili in letteratura che dimostrano un legame tra uso di antidepressivi SSRI e suicidio, e varie controindicazioni all’uso in gravidanza.

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