Shock e sensi di colpa, la tragica storia di una giovane mamma “Mi sento lʼassassina di mia figlia perché non lʼho vaccinata”:

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Ha portare la luce questa drammatica storia è stato con un post su Facebook Roberto Burioni, medico e docente all’Università San Raffaele, diventato noto per i suoi consigli ai genitori dati sui social network sulla salute dei loro figli, ma soprattutto in prima linea per difendere la necessità delle vaccinazioni contro le tante tesi sul danno che comporterebbero allo sviluppo dei minori.

Burioni ha pubblicato un tragico messaggio, ovviamente con l’autorizzazione dell’interessata, in cui una madre racconta come la sua vita sia stata distrutta dalla morte della figlia, Azzurra, deceduta il 20 marzo del 2014 per una meningite C per la quale non era stata vaccinata. Lo straziante messaggio di Antonella Salimbene: “La mia azzurra non era vaccinata e io ne ho la colpa… adesso mi sento l’assassina di mia figlia. Da giovane mamma mi sono fidata del parere della pediatra che mi aveva detto che era rara e che se mia figlia non avesse frequentato il nido poteva non farlo… ora non ho più la mia bambino e sono continuamente tormentata dai sensi di colpo”

“Ci sono dei bambini che non vengono vaccinati perché non si possono vaccinare, in quanto esistono delle controindicazioni mediche”. Commenta Burioni, che poi se la prende con genitori incoscienti che non ascoltano i medici, ma soprattutto con i medici che mal consigliano i genitori: “Ci sono dei bambini che non vengono vaccinati perché i genitori prendono la scellerata decisione di non vaccinarli, andando contro il consiglio dei medici. Ci sono dei bambini che non vengono vaccinati perché dei laureati in medicina (erroneamente chiamati medici), contro le linee guida della comunità medica mondiale e contro tutte le evidenze scientifiche, sconsigliano la vaccinazione quando non esistono motivi controindicanti”.

La mancata protezione dei nostri bambini non implica solo un grande rischio per i nostri figli, ma anche per quelli degli altri. Permettere ad un bambino non vaccinato di poter frequentare asili e scuole è un grande atto di incoscienza, ma l’errore vero e proprio e la mancata salvaguardia dei propri figli a causa di timori frutto dell’immaginazione collettiva.

A questo proposito Antonella Salimbene ha deciso, dopo la sua triste esperienza della quale si sente responsabile, di fondare un’associazione, “Un bacio ad Azzurra“, per riuscire a sensibilizzare le persone sul fattore vaccinazioni; finora la fondazione ha riscosso un grande successo: molte madri ringraziano Antonella poiché dalla sua testimonianza hanno potuto apprendere molto.

“Mi piace dire alle mamme e hai papà che ogni somministrazione di vaccino è un bacio che arriva a mia figlia”.

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