Sindacalista licenziato dall’azienda Basell reintegrato dal tribunale di Ferrara “Abuso del potere disciplinare”

Una disavventura vissuta male sin dall’inizio da parte di Luca Fiorini il delegato della Cgil, licenziato dalla Basell di Ferrara.I fatti risalgono allo scorso 17 dicembre quando Luca Fiorini, delegato sindacale Cgil, venne licenziato ad inizio gennaio da Loyndelbasell, multinazionale della chimica attiva nel polo di Ferrara. Il sindacalista era stato accusato di aver colpito un dirigente della multinazionale dopo una lite per il rinnovo del contratto integrativo.Proprio nei giorni scorsi, è giunta una notizia in base alla quale Luca Fiorini sarebbe stato reintegrato in azienda, grazie alla decisione di un giudice del lavoro del tribunale estense, Alessandro D’Ancona il quale ha definito il provvedimento di licenziamento antisindacale e disponendo l’immediato reintegro in azienda.

Nel corso di un incontro lavorativo, ci fu un contatto tra Fiorini ed un dirigente e volarono parole molto pesanti; riguardo quell’occasione, secondo l’azienda il sindacalista da 27 anni dipendente di Basell ed ex segretario provinciale dei chimici della Cgil, assunse un comportamento deplorevole e inappropriato,violando la policy relativa alla violenza sul posto di lavoro.

Fiorini in quell’occasione si sarebbe lasciato andare ad una bestemmia, un imprecazione che secondo il tribunale, nonostante sia stato in grado di offendere il sentimento religioso, non è un comportamento suscettibile di intimidazione. Una vicenda, assurda sotto certi punti di vista, ma per fortuna durata solo poche settimana, ma che era già arrivata in Parlamento, divenendo così un caso politico. Sui social era già partito l’hashtag #IoStoconLucaFiorini, rimbalzato per giorni e giorni su Twitter ed anche il Pd si era schierato al fianco dell’impiegato. Anche gli impiegati dell’azienda nonchè colleghi del sindacalista licenziato si sono schierati al suo fianco, proclamando uno sciopero di otto ore proprio a difesa di Fiorini. Inoltre, a favore del sindacalista si è schierata anche il segretario della Cgil Susanna Camusso, la quale ha definito quanto accaduto inaccettabile.

Subito dopo essere stata annunciata la notizia del ritorno in azienda del sindacalista, il primo ad esultare è stato il legale Alberto Piccinini, che ha difeso Luca Fiorini sin dal primo momento insieme all’Avvocato Stefania Mangione.

“È stata fatta giustizia, la decisione del giudice colloca l’episodio nel suo contesto di attività e confronto sindacale, smontando la versione dei fatti dell’azienda. La Baseball ha provato a presentare Luca come un individuo violento e minaccioso, invece l’istruttoria ha dimostrato il contrario: la finalità dell’azienda era quella di tenere fuori un sindacalista che ha ottenuto il massimo dei voti alle elezioni delle Rsu, è la figura più rappresentativa dell’intera fabbrica”, ha dichiarato il legale Alberto Piccinini. “La reazione di Luca Fiorini va notevolmente ridimensionata rispetto alla gravità ritenuta dalla Basell Poliolefine Srl” e per questo il suo licenziamento “rivela l’uso abusivo e strumentale del potere disciplinare, con chiara finalità ritorsiva”,ha ribadito il giudice nella sentenza.

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