Siria, due esplosioni a Qamishli si contano oltre 50 morti e quasi 200 feriti: attacco rivendicato dall’Isis

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Siria, due esplosioni a Qamishli si contano oltre 50 morti e quasi 200 feriti attacco rivendicato dall'Isis

Ancora terrore e sangue, questa volta in Siria dove nella giornata di ieri si sono verificati due attentati, nello specifico vicino al confine turco, nella città di Qamishli, dove due bombe sono esplose uccidendo purtroppo 50 persone e ferito oltre 170.

Le due bombe sarebbero esplose esattamente l’una su un camion e l’altra su una moto o forse su un’auto,provocando purtroppo la morte di oltre 50 persone. Il doppio attentato terroristico nel corso della giornata di ieri è stato rivendicato dall’Isis; nello specifico su Telegram è apparso un comunicato postato da Amaq ovvero dall’agenzia stampa ufficiale del Califfato. Nel testo del comunicato si legge: “Oltre 100 morti e decine di feriti è il risultato di una operazione di martirio compiuta nel mezzo di un raduno di unità cure nella città di qamishli”. Il bilancio, come già anticipato, è piuttosto provvisorio ma si parla di 50 morti e non meno di 170 feriti.

Come già anticipato la prima bomba sarebbe esplosa su un camion-bomba nel quartiere occidentale di Qamishli, abitato da arabi, poi la seconda deflagrazione, questa volta un’autobomba nei pressi della via del ministero della difesa, proprio dove c’è la sede dell’amministrazione autonoma curda della città. La città di Qamishli che è controllata soprattutto dai curdi, è stata obiettivo di diversi attacchi bomba compiuti dallo Stato islamico a causa dei combattimenti fra i combattenti dell’Isis e quelli curdi delle Unità di protezione del popolo sostenute dagli Usa. Stando a quanto emerso, pare che l’Isis abbia colpito il quartier generale dell’Assayish e non si tratta di certo della prima volta che l’Isis colpisce Qamishli quanto nel capoluogo provinciale di Hasaka, dove tra l’altro sono ancora impegnate le forze speciali curde. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani, il conflitto che prosegue da 5 anni ormai, ha provocato 280 mila vittime. La regione di Hasake, omonima del suo capoluogo, è infatti popolata in maggioranza dai curdi ed è stata inserita nella neonata regione autonoma del Kurdistan siriano.

L’agenzia Sana ha diffuso nella giornata di ieri un comunicato dello Stato maggiore dell’esercito secondo cui i militari di Damasco hanno chiuso l’unico accesso rimasto ai “terroristi” e ai “mercenari per portare armi ad Aleppo” e “compiere crimini contro i civili”.Un’altra esplosione è avvenuta sempre nella giornata di ieri nella parte Nord occidentale, per mano di un kamikaze che ha provocato la morte di 20 vittime, tra cui morti e feriti. La tv satellitare curda Rudaw riferisce che “un attentatore suicida si è fatto esplodere nel quartiere di al Shaab”.A tal riguardo dopo una giornata piuttosto intensa e soprattutto triste per il paese, è anche stato diffuso un comunicato nel quale si ribadisce o meglio si invitano i miliziani anti-regime ad arrendersi in cambio del ripristino della stabilità e sicurezza.

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