Siria, nuova strage rivendicata dall’Isis: 21 cristiani uccisi per aver rifiutato di convertirsi all’Islam

Siria, nuova strage rivendicata dall'Isis 21 cristiani uccisi per aver rifiutato di convertirsi all'Islam

Nuova strage in Siria avvenuta nella giornata di ieri che ha provocato questa volta la morte di 21 cristiani, i quali sono stati barbaramente uccisi dai miliziani dell’Isis perchè non hanno voluto convertirsi all’Islam. Sono queste le tristissime notizie giunte nella serata di ieri che hanno gettato nello sconforto tutti i cristiani. La strage è avvenuta in Siria, nella località di Al Qaryatayn e sarebbero stati trucidati ben 21 cristiani, secondo quanto riferito alla Bbc dal patriarca della chiesa Ortodossa Ignazio Aphrem II, il quale riferisce tra l’altro che alcuni sarebbero stati uccisi mentre cercavano disperatamente di fuggire proprio perchè non hanno voluto convertirsi all’Islam, come abbiamo anticipato.

La città era stata quasi totalmente distrutta dall’Isis lo scorso 5 agosto 2015 e proprio in quell’occasione l’Isis aveva fatto prigionieri diversi cristiani; risulta , inoltre, che il Califfato abbia raso al suolo anche l’antico monastero di Mar Elian, conosciuto anche come San Giuliano d’Emesa, ovvero un monastero cattolico risalente al V secolo.

L’Isis aveva diffuso sul web delle immagini che mostravano proprio le diverse fasi di distruzione del luogo di culto ed ancora la profanazione della tomba del santo. Inoltre, il patriaca ha anche diffuso la notizia secondo la quale sul posto erano rimasti ben 300 cristiani tra cui molte donne e bambini, ma alcuni testimoni presenti al massacrano hanno dichiarato di aver visto i miliziani dell’Isis giustiziarli proprio mentre tentavano la fuga o per aver rifiutato di accettare la conversione all’islam ed alle regole del Califfato.

“Abbiamo vissuto insieme per secoli, abbiamo imparato a rispettarci reciprocamente, abbiamo imparato come vivere gli uni dagli altri”, ha detto il patriarca riferendosi al periodo precedente all’arrivo dell’Isis. Fra le vittime si contano almeno tre donne, ha riferito ancora il patriarca, denunciando come i jihadisti avessero pianificato di vendere le ragazze cristiane superstiti quali «schiave». Molti altri corregionali invece sono considerati dispersi per il momento ma purtroppo si teme che siano stati uccisi e dunque che siano morti. Dopo la conquista della città gli islamisti avevano preso in ostaggio trecento cristiani: alcuni r stati uccisi mentre tentavano la fuga, altri martirizzati per essersi rifiutati di assoggettarsi e convertirsi all’Islam.

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