Skintrack, la nuova tecnologia hi tech che trasforma la pelle in un display touch per smartwatch

Skintrack, la nuova tecnologia hi tech che trasforma la pelle in un display touchRealizzata una nuova tecnologia, chiamata SkinTrack la quale sostanzialmente permette di controllare il proprio smartwatch sfruttando semplicemente il proprio braccio. La novità appena presentata ovvero SkinTrack è stata presentata dalla Future Interfaces Group, ovvero un laboratorio di ricerca della Carnegie Mellon University che ha lavorato interamente alle innovazioni hi-tech realizzando appunto questa nuova tecnologia. Gli smartwatch sono sempre più diffusi e sempre più utilizzati in tutto in mondo, peccato che i loro display spesso molto piccoli incidono negativamente sull’esperienza dell’utente per questo molte aziende hanno provveduto ad introdurre degli anelli rotanti e pulsanti ma anche novità non hanno migliorato la situazione e soprattutto non hanno reso gli smartwatch più attraenti del dovuto.

Nel 2015 si è registrato un vero boom di vendite di ‘orologi intelligenti’ ed anche in questo settore Samsung ed Apple si sono rivelate aziende leader; sembra essere piaciuto molto agli utenti, nello specifico Apple Watch anche se poi è stato sostituito dal suo rivale prodotto da Samsung.

“Gli smartwatch non saranno più solo un accessorio dello smartphone dedicato soprattutto alle notifiche, diventeranno un vero e proprio computer indossabile più avanzato, in grado di compiere più azioni in autonomia”, aveva dichiarato lo scorso anno l’analista Jitesh Ubrani. Un passo in avanti sembra essere stato effettuato da un gruppo di studiosi del Future Interfaces Group i quali hanno lavorato con l’obiettivo di risolvere la problematica facendo diventare la nostra pelle una sorta di area touch permettendo allo schermo dello smartwatch di ingrandirsi.Il sistema SkinTrack, che è formato da due apparecchi, un anello da inserire in un dito e un wristband, posto sull’altro braccio; l’anello ed il wristband, consentirebbero dunque di usare uno smartwarch senza toccare il display, soltanto sfiorando la pelle del braccio o della mano.

La triangolazione della posizione del dito nello spazio 2D, sarà quindi effettuata in base alla distanza tra anello ed elettrodi.Il sistema, inoltre, è stato studiato in modo da effettuare rilevazioni continue ed è quindi capace di leggere movimenti come il pinch to zoom, ma può rilevare anche movimenti discreti come ad esempio lo swipe o il tap.Ed ancora, bisogna anche sottolineare il fatto che questa tecnologia sostanzialmente non fa altro che rilevare anche dei comandi abbinati alle lettere, e dunque associando precedentemente una determinata operazione ad una precisa lettera, sarà infatti possibile richiamarla disegnando semplicemente la suddetta lettera sul braccio. Il sistema, ancora, permette di assegnare una porzione del braccio ad una determinata applicazione.Le applicazioni potranno uscire “fuori” dai bordi dello smartwatch, creando quindi uno shortcut sul proprio braccio, trasformando la porzione di pelle in un desktop virtuale grazie alla quale potremo avviare velocemente un’applicazione semplicemente toccando col dito la porzione del braccio utilizzata per creare il collegamento.

l prototipo però offre anche altre sorprese. SkinTrack infatti è capace anche di leggere comandi abbinati a lettere. Così ad esempio tracciando una S si potrà rifiutare una chiamata, mentre disegnando la N sul proprio braccio avvieremo l’app delle news. Le app inoltre possono essere trascinate “fuori” dai bordi dello smartwatch al fine di creare una sorta di shortcut sul desktop virtuale del proprio braccio. Spostando ad esempio Twitter potremo poi avviarlo velocemente semplicemente toccando col dito la porzione del braccio utilizzata per creare il collegamento.

Al momento non sembrano esserci programmi precisi per l’eventuale commercializzazione di SkinTrack, ma vista l’enfasi che i produttori stanno mettendo sugli smartwatch, la tecnologia della Carnegie Mellon potrebbe essere perfetta per migliorarne l’usabilità e garantire ad essi quel successo commerciale che finora è sfuggito.

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