SLA, l’Ice Bucket Challenge ha raggiunto l’obiettivo: con i fondi scoperto un gene responsabile della malattia

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SLA, l'Ice Bucket Challenge ha raggiunto l'obiettivo con i fondi scoperto un gene responsabile della malattia

Ricordate le famose secchiate gelate in testa, ovvero quella moda chiamata Ice Bucket Challenge che ha spopolato anche tra i vip verso la fine dell’estate 2014? Ebbene si, le famose secchiate sembra abbiano raggiunto un obiettivo, visto che il denaro raggranellato grazie a quei video che hanno fatto tanto impazzire il web, hanno finanziato due studi sulla Sla, e sembrano essere arrivati dei risultati davvero importanti.

Nello specifico sembra siano stati raggiunti almeno 200 milioni di dollari e proprio grazie a questi una squadra di ricercatori ha scoperto un nuovo gene coinvolto nello sviluppo della malattia. Ebbene si, grazie ai fondi raccolti l’Asl Association è riuscita a sostenere un progetto di ricerca piuttosto ambizioso che ha coinvolto in totale ben 80 ricercatori provenienti da 11 diversi Paesi. Ad ottenere risultati davvero interessanti è stato il gruppo guidato dall’Università del Massachussets e dallo University Medical Center di Utrecht che ha ottenuti risultati interessanti dapprima isolando un gene, il cosiddetto NEK1, coinvolto nei processi neurodegenerativi che colpiscono i pazienti.

Nello specifico la prima ricerca ha individuato tre nuovi fattori genetici di rischio per la Sia, uno di questi è il C21orf1 che aumenta del 65 per cento le possibilità di sviluppare la malattia.Lo studio ha anche evidenziato come lo sviluppo della Sla dipenda da uno o due geni, una situazione piuttosto diveraa rispetto a quello che accade in altre malattie degenerative in cui tanti geni hanno un ruolo importante sulle strategie di lotta alla Sclerosi laterale amiotrofica, a detta del Professore Ammar Al-Chalabi del King’s College di Londra.“Il sostegno della sfida Ice Bucket ha avuto un impatto profonto e con i milioni di dollari raccolti stati in grado di espandere significativamente le nostre ricerche”, scrive l’associazione, la quale aggiunge che la cosa più eccitante di questo risultato è che da agli scienziati una nuova promettente via per lo sviluppo di farmaci contro la sclerosi. Per chi non lo sapesse, purtroppo la Sla è una malattia degenerativa che colpisce per lo più le cellule nervose del cervello e della spina dorsale, portando dapprima alla paralisi e poi alla morte tra i due ed i cinque anni dopo la diagnosi .

La SLA è conosciuta anche come “malattia di Lou Gehrig”, ed è una patologia neurologica progressiva che provoca l’indebolimento e l’atrofizzazione dei muscoli a causa del deterioramento delle cellule nervose del cervello e del midollo spinale. Purtroppo ad oggi non essite una cura e questo fa si che la stessa conduca il paziente alla morte.”Tutto questo è molto eccitante, perché mostra a tutti quelli che hanno contribuito alla Ice Bucket Challenge che la loro donazione ha avuto un impatto sulla ricerca”, ha commentato Brian Frederick, vice-presidente esecutivo della ALS Association. “Il lavoro che quelli del Project MinE stanno facendo è davvero importante e la scoperta di questo nuovo gene ci aiuterà a comprendere meglio la SLA”, ha aggiunto il vice-presidente esecutivo dell’Als Association.

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