Smartphone e ansia: “ringxiety” la sindrome di chi sente lo squillo anche quando nessuno chiama

Gli smartphone fanno ormai, ogni giorno sempre più parte della nostra vita arrivando ad essere considerati addirittura fondamentali nelle nostre giornate. Attraverso lo smartphone rimaniamo in contatto con i nostri cari, possiamo chiamare e ricevere chiamate, inviare e ricevere messaggi e utilizzare i social come Facebook, Twitter, Whatsapp e altro ancora. Insomma, lo smartphone è sempre con noi e l’eccessivo utilizzo o meglio tale stato di dipendenza può portare ad alcuni disturbi.

Qualche mese fa si era parlato di un disturbo chiamato “sindrome della vibrazione fantasma” che faceva riferimento a tutte quelle volte in cui siamo convinti di percepire la vibrazione del nostro smartphone quando in realtà non sta accadendo. A spiegare tale disturbo era stato uno studio condotto dalla Georgia University che spiegava come, normali micro-contrazioni muscolari ovvero piccoli spasmi, vengono solitamente scambiati con la vibrazione del telefono e da qui la sindrome della vibrazione fantasma. Adesso, oltre a questo tipo di sindrome è stato identificato ancora un altro disturbo denominato “Ringxiety” e che letteralmente significa “ansia da squillo telefonico”, una sindrome questa che accomuna moltissime persone oggi.

Tale disturbo, riconosciuta proprio come una patologia medica, è stata studiata da Daniel Kruger e Jaikob Djerf dell’università del Michigan e concentra un vasto numero di persone che spesso, sentono squillare il proprio smartphone anche quando questo, in realtà, non lo sta facendo. Daniel Kruger e Jaikob Djerf hanno posto sotto esame un gruppo di utenti di smartphone i quali, nell’80%, hanno affermato di avere la sensazione spesso, di sentire suonare o vibrare il proprio telefono anche quando questo non sta realmente accaduto. In riferimento a tale disturbo denominato “ringxiety”, gli scienziati hanno affermato che può essere considerato un vero e proprio fattore psico-acustico mentre invece Larry Rosen, psicologo americano, classifica questo disturbo come uno tra i problemi psicologici creati proprio dall’eccessivo utilizzo di tecnologia. Tale studio è stato nello specifico reso pubblico su Cyberspychology, Behaviour and Social Networking, e nello specifico ecco quanto affermato dagli esperti “Vi è una crescente consapevolezza che la ringxiety possa risultate sia in effetti negati sulla salute nell’immediato e nel lungo termine, come mal di testa, stress e disturbi del sonno”.

Inoltre, secondo quanto trapelato dallo studio in questione, sembrerebbe che le persone che sono maggiormente sensibili a tale disturbo e che dunque percepiscono suonerie inesistenti considerati dunque rumori fantasma, sono proprio tutte quelle persone che nella vita di tutti giorni si sentono insicuri dei propri affetti e delle proprie amicizie, persone che vanno alla ricerca di numerose e costanti attenzioni e che per tali motivi sono portati a percepire la suoneria del proprio smartphone rendendosi conto successivamente di non avere alcuna notifica e dunque di avere avuta una errata percezione della realtà.

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