Sergio Mattarella a Sondrio “Per combattere il bullismo serve patto tra scuola, famiglia e magistratura”

0

sondrio-inaugurazione-del-nuovo-anno-scolastico-sergio-mattarella-per-combattere-il-bullismo-serve-patto-tra-scuola-famiglia-e-magistraturaStanno facendo molto riflettere, nelle ultime ore, le parole espresse dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in merito ad uno dei temi maggiormente discussi ma pur sempre attuali ovvero quello del bullismo. Nonostante infatti, negli anni, abbiano avuto luogo diverse campagne e iniziative per contrastare questo fenomeno molto presente nelle scuole e non solo, ecco che giorno dopo giorno è possibile ascoltare al telegiornale oppure ancora leggere sul web tristi notizie di bambini e ragazzini costretti a subire l’incredibile proprio da parte dei coetanei. Ragazzini che spesso non hanno il coraggio di raccontare quello che subiscono e dunque di denunciare e ragazzini che invece, per fortuna, questo coraggio lo trovano.

E proprio Sergio Mattarella in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico a Sondrio alla quale hanno anche partecipato numerosissimi studenti, circa 1,500 arrivati da tutta Italia con in testa un cappellino con uno dei colori delle bandiera italiana e dunque verde, bianco e rosso con la scritta ‘Tutti a scuola’, è intervenuto affrontando diverse tematiche come ad esempio quella dei fondi del governo per l’edilizia scolastica, la crescita economica e l’occupazione e poi il bullismo.

E a proposito di quest’ultimo tema Sergio Mattarella è intervenuto affermando nello specifico “La scuola italiana deve mantenere la sua fondamentale funzione di garantire a tutti pari condizioni di partenza. Non devono essere il benessere familiare o l’elevato grado di istruzione dei genitori i fattori più importanti per assicurare ai giovani conoscenza e cultura” e rivolgendosi direttamente agli studenti ecco che Mattarella ha affermato “vorrei dire che la scuola di oggi disegna, costruisce il vostro domani. Non soltanto sul terreno delle conoscenze e delle competenze, fondamentali per trovare lavoro, ma anche su quello della crescita personale, civile e democratica”. Mattarella ha poi invitato i giovani a sfruttare al meglio il tempo che viene loro offerto specificando che, nel caso in cui qualcosa non vada per come dovrebbe allora, sottolinea il Capo dello Stato, dovranno fare in modo di colmare le carenze con il proprio entusiasmo e poi ancora con la propria iniziativa, precisando “questo vi conferirà maggior titolo per indicare le carenze e chiedere gli interventi necessari”.

Ma, come precedentemente anticipato Mattarella nel corso di tale incontro ha anche affrontato il tema del bullismo a proposito del quale ha precisato che si tratta di un problema sociale ‘di vaste dimensioni’ sottolineando poi “La lotta contro il bullismo diventa davvero efficace, quando i testimonial di essa siete voi stessi cari ragazzi. Per combattere alla radice questo odioso fenomeno di accanimento contro chi non si omologa, o semplicemente viene visto e perseguitato come debole o come ‘diverso’ è necessario un grande patto tra scuola, famiglia, forze dell’ordine, magistratura, mondo dei media e dello spettacolo. Un’azione congiunta, capace non soltanto di reprimere ma, soprattutto, di prevenire, con una vera e propria campagna educativa che arrivi al cuore e alla mente dei giovani”.

E’ un intervento a tutto campo, di alto spessore socio-culturale, quello che Sergio Mattarella pronuncia a Sondrio davanti alle scolaresche, in occasione dell’apertura dell’anno scolastico. I temi peculiari del mondo della scuola si intrecciano con quelli più generali del Paese. Anche se il crollo, avvenuto ieri, del soffitto di una scuola a Rho, nel milanese, rende quasi preveggente un monito lanciato dal capo dello Stato che sottolinea la carenza di sicurezza degli edifici scolastici e quindi sollecita la realizzazione di un piano per l’edilizia scolastica.

Mattarella elogia la decisione del governo di aumentare gli stanziamenti per la messa a norma degli edifici scolastici, ma soggiunge: «E’ importante che il piano proceda con la massima celerità e la massima efficacia possibile». Il capo dello Stato entra nel vivo dei problemi dei giovani e affronta senza remore un tema sociale e culturale di inquietante attualità: quello del bullismo, o per essere più precisi, quello del cyber-bullismo. «Per combattere questo odioso fenomeno di accanimento contro chi non si omologa o semplicemente perché viene visto come debole e come “diverso” – ammonisce Mattarella – serve un grande patto tra scuola, famiglia, forze dell’ordine, magistratura, mondo dei media e dello spettacolo».
Insomma: serve un’azione congiunta capace non solo di reprimere ma soprattutto di prevenire il bullismo. E’una sfida che deve essere vinta soprattutto dai giovani così come la scuola deve saper portare «cultura e valori nel web e nei social» e deve garantire a tutti uguali condizioni di partenza. Ecco quindi  che il discorso si allarga. E Mattarel- la esorta le forze politiche che si fronteggiano nel Parlamento «non certo a rinunciare alle proprie idee né ai propri punti di vista sulla scuola, ma di impegnare positivamente l’attenzione più alta ai suoi problemi e alla sua specificità». Insomma: le critiche sono lecite, ma bisogna evitare che si trasformino in disfattismo o in pregiudiziale
pessimismo. Un richiamo che riguarda la scuola, ma forse chissà? si può estendere a tutte le sfide politiche e quindi anche all’imminente sfida referendaria. Certo è che nelle parole di Mattarella torna l’appello allo spirito dell’unità nazionale, manifestatosi in occasione del recente terremoto. «Si deve sperare – sottolinea il capo dello Stato che esso possa divenire un carattere permanente della nostra vita nazionale». Nel pomeriggio, dopo il rientro a Roma, Mattarella è intervenuto a Castelporziano alla festa di chiusura dei centri estivi per portatori di handicap e anziani. «I portatori di handicap – osserva amaramente Mattarella – le paralimpiadi le fanno ogni giorno per mancanza di scivoli e di ascensori». E soggiunge: «Sono problemi che riguardano in parte gli enti locali, in parte lo Stato centrale ma che coinvolgono anche noi cittadini quando auto e moto sui marciapiedi creano problemi a tutti».

Rispondi o Commenta