Sophie Marceau rifiuta la ‘Legion d’Onore’ insieme al principe saudita: gesto di protesta della bellissima attrice francese

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E sta scatenando un grande baccano mediatico anche la rinuncia di Sophie Marceau. Lei che in una recente intervista al magazine GQ confessò di non votare più a sinistra dal 2002, dopo una vita interaassata a militare per la gauche, a sostenere il Partito socialista. Nel 2007, si era rifiutata di dare il suo voto a Ségolène Royal, preferendo il Nicolas Sarkozy liberale e atlantista dell’epoca. E nel 2012? Così commentò l’attitudine del presidente Hollande nei confronti delle donne: «Ha delle amanti, e quando lo si viene a sapere, si rifiuta di parlarne. Un uomo che si comporta così con le donne è un cafone». Prima del colpo finale: «Non ho mai votato per lui».

Sta facendo molto parlare di se, nelle ultime ore, la celebre attrice, regista, sceneggiatrice e scrittrice francese Sophie Marceau, la quale per protesta ha deciso di rifiutare quella che può essere considerata la più alta onorificenza francese ovvero la “Legion d’Onore”.

Una decisione presa dall’attrice sulla base di un ragionamento attento e preciso e che l’ha portata a voler prendere le distanze da una persona che precedentemente era stata premiata con il medesimo riconoscimento. Stiamo nello specifico parlando del principe ereditario saudita Mohammed ben Nayef, la cui decisione del Presidente Hollande di assegnare a quest’ultimo la Legion D’Onore ha suscitato in Francia parecchio scalpore ma soprattutto numerose polemiche. A spiegare i motivi di tale ondata di indignazione ci ha pensato proprio il giornale Le Monde, che tramite un articolo intitolato “Legion d’Onore e decapitazioni” ha nello specifico affermato “Da gennaio a marzo, il regno wahabita ha giustiziato 70 persone, tra cui 47 in un solo giorno, il 2 gennaio. Tra i condannati a morte, spesso decapitati con la sciabola, criminali comuni, ma anche gli avversari politici, come lo sciita Nimr al-Nimr. Nel 2015, l’Arabia Saudita ha giustiziato 153 persone, contro le 87 del 2014. Tra il gennaio 1985 e il giugno 2015, sono almeno 2208 i giustiziati: più di mille erano stranieri, minori e disabili mentali”.

Sarebbero dunque stati questi i motivi che hanno spinto la bellissima oltre che molto talentuosa e amata attrice francese Sophie Marceau, grande protagonista del film “Il tempo delle mele”, a rifiutare la Legion D’Onore. L’attrice proprio su Twitter ha espresso il suo pensiero non avendo alcun timore di dire la sua verità e affermando nello specifico “Voilà pourquoi j’ai refusé la Légion d’Honneur”, “Legione d’onore al principe ereditiero saudita. 154 esecuzioni l’anno scorso nel suo Paese. Ecco perche ho rifiutato la Legione d’onore”. Insomma, la decisione dell’attrice francese di rifiutare la più alta onoreficenza francese rappresenta un vero e proprio segno di protesta nei confronti del governo francese e più di preciso nei confronti del governo Hollande ed è stata questa una decisione apprezzata e soprattutto sostenuta da moltissime altre persone e associazioni intellettuali e umanitarie. Il tweet dell’attrice infatti, è stato condiviso per 2400 volte segno che tantissime altre persone, come l’attrice francese, non hanno gradito la decisione presa proprio da Hollande.

Nata a Parigi nel novembre del 1966, Sophie Marceau può essere sicuramente considerata una delle attrici di maggior successo e apprezzata in tutto il mondo. Successo che è arrivato proprio grazie all’interpretazione, in giovanissima età ovvero a soli tredici anni, del ruolo di Victoire nel film del 1980 diretto da Claude Pinoteau. Da li una brillante carriera che ha portato l’attrice a recitare in numerose pellicole di successo tra cui “Il tempo delle mele 2” e “Il tempo delle mele 3”, “Al di là delle nuvole”, “Sogno di una notte di mezza estate” e tanti altri ancora.

«Ecco perché ho rifiutato la Legion d’onore». Un tweet e un link al profilo del giornalista del Monde Samuel Laurent, che ha ricordato ai suoi connazionali di che pasta fosse fatto il principe ereditario Mohammed bin Nayef e quale fosse il rapporto del suo Paese, l’Arabia Saudita, con i diritti dell’uomo: «Legion d’onore al principe ereditario saudita: 154 esecuzioni capitali lo scorso anno nel suo Paese».

Sophie Marceau, étoile del cinema francese, ha annunciato così di aver rispedito al mittente, il presidente della Repubblica Francois Hollande, il più alto riconoscimento francese, con il quale la gauche voleva omaggiarla per la sua scintillante carriera. Ha fatto capire a Hollande che quella medaglia consegnata di nascosto a Monsieur Nayef, potevano conservarla per qualche altro sceicco magari, dato che irapporti oramai sono amorosi con l’Arabia Saudita. Ha messo nero su bianco che lei a quella masquarade umiliante non avrebbe mai e poi mai partecipato.

Un gesto alto, quello di Sophie Marceau, il rifiuto di una donna tosta, da sempre autenticamente impegnata per la difesa dei diritti dell’uomo, e non a seconda delle stagioni o degli interessi personali. In poco più due giorni il suo messaggio è stato ritwittato da 2600 persone e numerosi internauti hanno applaudito la decisione dell’attrice francese. Tra queste, la celebre giornalista e umorista Sophia Aram, presentatasi a France Inter in burqa in segno di protesta. Nel gennaio dello scorso anno, pochi giorni prima degli attentati jihadisti nella sede di Charlie Hebdo e del supermercato kosher Hyper Ca- cher, era stato un altro personaggio molto mediatizzato in Francia a dire non merci alla decorazione cavalleresca: l’economista e autore del bestseller «Il capitale nel XXI secolo» Thomas Piketty.

Fece parecchio rumore quel rifiuto, perché veniva da una figura con posizioni molto vicine a quelle del governo socialista, nonché amico di molti membri dell’esecutivo (quelli che poi l’hanno abbandonato, tra l’altro, come l’ex ministro dell’Economia, Arnaud Monte- bourg, e l’exministra della Cultura, Aurélie Filippetti).

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