Spagna, clamorosa decisione della Castiglia e Leòn: vietata l’uccisione dei tori nel torneo

Spagna, clamorosa decisione della Castiglia e Leòn vietata l'uccisione dei tori nel torneo

Rivoluzione in Spagna dove nei giorni scorsi la giunta di Castiglia e Leòn, comunità autonoma a nord della Spagna che raccoglie le nove province di Avila, Burgos,Leon, Palencia, Salamanca, Segovia,Soria, Vallaloid e Zamora, ha approvato un decreto che di fatto vieta l’uccisione dei tori da combattimento nel corso degli spettacoli popolari del genere tauromachia.

La decisione, va a colpire una grande manifestazione, un torneo di origini medievali del Toro de la Vega che si celebra nel mese di settembre a Tordesillas, in provincia di Valladolid.In reltà il torneo potrà svolgersi lo stesso ma a differenza degli altri anni quest’anno non verrà ucciso alcun toro, nessun animale verrà ucciso brutalmente a colpi di lancia, come invece vuole la tradizione. Il decreto, che si pone l’obiettivo di adattare feste e tradizioni alla cultura ed alla sensibilità del ventunesimo secolo, è stata accolta davvero con grande entusiasmo dai movimenti animalisti nonostante non cancelli del tutto i maltrattamenti ai quali vengono sottoposti sempre i tori, ma comunque è un grande passo in avanti.Lo scorso mese di settembre, venne sacrificato un toro, costretto a soffrire per oltre 20 minuti sotto lo sguardo del pubblico pronto ad immortalare il momento con cellulari, fotocamere e videocamere per cogliere il momento della sua morte.

Nonostante il povero toro venne sacrificato, la sua morte venne dichiarata nulla per violazione del regolamento, e dunque un sacrificio del tutto inutile. Intanto proprio a nulla la morte del toro non è valsa, visto che passerà alla storia per essere stato l’ultimo toro a morire, almeno in occasioni di queste manifestazioni, tanto famose in tutto il mondo. In seguito alla scorsa edizione del torneo, che si svolse come già anticipato nel mese di settembre del 2015, il partito contro il maltrattamento animale organizzò una marcia a Madrid durante la quale tantissime persone scesero in piazza a manifestare contro le torture imposte a queste povere creature.Il Pacma, aveva anche avviato una petizione per chiedere la fine della tradizione e dunque che questo torneo venisse interrotto, e riuscì infatti nel suo intento consegnando al sindaco di Tordesillas, ovvero Josì Antonio Gonzales, circa 120mila firme raccolte.

Il leader dei socialisti Pedro Sanchez aveva annunciato che in caso fosse diventato primo ministro avrebbe vietato la tradizionale festa. Anche Pablo Iglesias aveva attaccato il Festival definendolo su Twitter “un oltraggio alla dignità della Spagna. A distanza di alcuni mesi ecco arrivare la clamorosa decisione, il torneo continuerà ad esistere, così come vuole la tradizione ma nessun animale, e nello specifico nessun toro potrà essere ucciso. “E’ comunque una bella notizia, nel senso che è un passo avanti verso ciò che dovrebbe essere normale nel ventunesimo secolo”, ha dichiarato il deputato Chesús Yuste, portavoce dell’associazione dei parlamentari a difesa degli animali.

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