Sentenza storica, Stepchild adoption a coppia gay: Tribunale di Roma dice si all’adozione di un bambino che ora ha due papà

Si torna a parlare di stepchild Adoption nel nostro paese e nello specifico a Roma, dove il tribunale dei Minorenni ha deciso di concedere l‘adozione di un bambino a due papà; il realtà il bambino in questione è il figlio di uno dei due concepito all’estero ed è stato adottato dal compagno del padre.

Si tratta di una sentenza come ha confermato il giudice Melita Cavallo, da lei pronunciata come presidente del Tribunale per i minorenni di Roma prima di andare in pensione lo scorso mese di gennaio. Come abbiamo già anticipato il bambino è nato al’estero e nello specifico in Canada con l’eterologa e fino a questo momento ha vissuto con i due papà che dopo la nascita del piccolo sono rimasti per un paio di mesi in Canada insieme alla madre surrogata ed hanno mantenuto per tutto il tempo i contatti con la donna recandosi anche in questi anni in Canada con il bambino per andare a trovare la mamma. I due, legalmente e regolarmente sposati vivono insieme da più di dodici anni e l’ambiente familiare nel quale il bambino cresce sembra essere molto tranquillo; il piccolo tra l’altro sa come è venuto al momento e frequenta l’asilo come tutti gli altri bambini.

L’adozione da parte del giudice è stata confermata perchè si è ritenuto che l’adozione da parte del compagno del padre biologico fosse nell’interesse del bambino e fosse ancora da far rientrare in questi particolari casi già previsti dalla legge sulle adozioni.

Esultano dall’Arcigay, dove il Segretario Gabriele Piazzoni ha commentato con queste parole: “Questo ennesimo pronunciamento suona come un rimprovero al Parlamento. Uno dopo l’altro i tribunali, ragionando nel superiore interesse dei bambini e delle bambine, stanno estendendo la genitorialità all’interno delle coppie di gay e lesbiche con figli, regolarizzando situazioni che altrimenti sarebbero lesive per i minori coinvolti”.

Una sentenza vergognosa invece per Mario Adinolfi, ovvero il candidato sindaco della città di Roma nonchè presidente nazionale del Popolo della Famiglia,il quale ha dichiarato: “La sentenza del giudice Cavallo è vergognosa e un po’ vile, visto che è stata emessa il giorno stesso in cui il giudice è andato in pensione, per evitare sanzioni conseguenti. Intervenuta anche Monica Cirinnà che ha presentato il decreto sulle Unioni civili e Stepchild adoption la quale ha aggiunto: “Bene ha fatto il governo a mettere la fiducia al Senato sulle unioni civili di fronte a un Parlamento incerto e sono certa che a breve, grazie al grande impegno del Pd, il testo verrà approvato senza modifiche.La sentenza del tribunale dei minori di Roma ci testimonia infatti che si è giunti a una legge giusta e corretta. In particolare, è stato utile specificare nel testo che i giudici, in materia di adozione, possono continuare ad applicare la normativa vigente”.

COSÌ IN ITALIA La stepchild adoption (in inglese «adozione del figlio affine») o adozione in casi particolari è un istituto giuridico che consente al figlio di essere adottato dal partner (unito civilmente o sposato) del proprio genitore. In Italia esiste dal 1983, ma fino al 2007 era ammessa solo per le coppie sposate. Il Tribunale peri minorenni di Roma, ribadendo il principio giuridico consolidato e in linea con tutta la giurisprudenza italiana (dai Tribunali alla Cassazione) ed europea, ha sancito che l’orientamento sessuale dell’adottante non può costituire un elemento ostativo alla stepchild

COSÌ ALL’ESTERO Le coppie same-sex possono accedere alla stepchild come all’adozione piena (cioè di minori che non hanno legami biologici con nessuno degli adottanti) in Andorra, Australia, Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Colombia, Danimarca, Francia, Finlandia, Islanda, Irlanda, Israele, Lussemburgo, Malta, alcune province del Messico, Norvegia, NuovaZelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Porto Rico, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti (eccezion fatta per il Mississippi), Sudafrica, Svezia, Uruguay

Il tribunale dei minori di Roma ha riconosciuto la stepchild adoption. Dove non aveva “osato” la politica, può la magistratura. Che, con una sentenza, riconosce il diritto alla paternità per due uomini. Il bambino, concepito in Canada grazie alla maternità surrogata, è stato adottato dal compagno del padre biologico, con sigillo definitivo del Tribunale romano: la sentenza è stata pronunciata lo scorso gennaio, ma la notizia è stata diffusa solo ieri, ovvero una volta scaduti i termini per l’appello. Quindi è definitiva.

Adesso il bimbo ha poco più di tre anni. La sua “mamma surrogata” è in Canada ed è lì che è stato concepito, a “titolo gratuito”, ci tengono a precisare i protagonisti di questa storia. I due papà si sono sposati in una città canadese e hanno vissuto per qualche tempo con la mamma. Al piccolo, precisano dal Tribunale, sono state spiegate (?) le modalità non propriamente ortodosse della sua nascita. Adesso vive in un «contesto familiare» favorevole e i genitori sono «molto presenti». Ed è per questo che il giudice ha deciso «nell’interesse del minore» di autorizzare l’adozione da parte di “papà due”. Anche in assenza di una norma precisa sul tema della stepchild adoption e nonostante il Senato abbia deciso di stralciare il tema della genitorialità omo affettiva dal testo sulle unioni civili, il Tribunale di Roma ha ritenuto essere sufficiente la legge sulle adozioni vigente, che già prevede dei “casi particolari”. È una sentenza definitiva che fa giurisprudenza.

C’erano già due casi, relativi a coppie di donne che avevano chiesto il riconoscimento della stepchil adoption. In entrambe le situazioni la procura minorile è ricorsa in appello e si attende la decisione del giudice di secondo grado.
Il caso, ovviamente, già alimenta discussioni e polemiche. Soprattutto nella maggioranza. Perché è vero che dal ddl Cirinnà è stato stralciato l’articolo che prevedeva la possibilità di adozione per i genitori gay, ma la stessa non è stata vietata. Anzi, è stata affidata la materia all’arbitrio della magistratura. «La sentenza del tribunale di Roma», dichiara Monica Cirinnà, «dimostra che si è giunti a una legge giusta e corretta». In particolare, precisa, «è stato utile specificare nel testo che i giudici, in materia di adozione, possono continuare ad applicare la normativa vigente».

Di fatto il Pd ha trovato il modo per aggirare l’ostilità del Nuovo centrodestra sull’argomento: «In questo modo», conferma la senatrice democratica, «l’esigenza di riconoscimento e di genitorialità delle famiglie arcobaleno non viene messa in discussione e ha comunque la possibilità di trovare accoglimento». Ma gli alfaniani si ribellano. «La sentenza che permette a due papà di adottare il figlio avuto con l’utero in affitto dimostra quanto sia urgente approvare il nostro ddl che punisce la pratica della maternità surrogata anche se effettuata all’estero», dice Valentina Castaldini, portavoce del Nuovo Centrodestra. Protesta anche l’opposizione. «Siamo di fronte a un caso di stepchild adoption con una donna che ha prestato il suo utero per la gestazione del bambino dato in affidamento a due uomini. Non si può avvallare con sentenze la pratica della maternità surrogata», dichiara Barbara Saltamartini di Noicon Salvini. Secondo il senatore Gaetano Quagliariello del Movimento Idea, nulla è stato casuale.

Matteo Renzi, «con il finto stralcio della stepchild adoption», puntava proprio a quello che sta avvenendo adesso: «Con la legge Cirinnà la maternità surrogata sarà ampiamente legittimata, e gli strepiti del governo e della maggioranza contro l’utero in affitto resteranno solo una ipocrita foglia di fico. Le odierne parole di esultanza della senatrice Cirinnà», conclude Quagliariello, «stanno lì a dimostrarlo». Fabio Rampelli denuncia l’impotenza del potere legislativo di fronte al volere dei magistrati: «Il Parlamento approva le leggi, ma ci pensa la Consulta a bocciarle. Il Parlamento non approva leggi ma ci pensano i giudici a legiferare. In Italia si è tutto rovesciato: sarà per questo che nonostante l’utero in affitto sia espressamente vietato, e nonostante l’inesistenza di una normativa che consenta a due omosessuali di adottare un figlio, oggi le adozioni per persone dello stesso sesso è possibile».

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